GLOBE THEATRE gigi proietti
Dalla Sicilia più profonda all’Inghilterra shakespeariana il passo è più breve di quanto si possa immaginare. Un mistero si nasconde infatti, dietro la vita e le opere del più grande drammaturgo della storia: William Shakespeare. Un mistero, che dalla verde Inghilterra ci porta appunto nell’assolata Sicilia, e più precisamente a Messina, grazie all’opera divertita e divertente dello scrittore Andrea Camilleri e del regista Giuseppe Dipasquale. “Troppu trafficu ppi nenti” è infatti il titolo dello spettacolo teatrale che apre domani sera la stagione del “Silvano Toti Globe Theatre” di Villa Borghese.
Una commedia che parte da un ipotesi curiosa quanto affascinante sulle origini del grande scrittore simbolo della cultura anglosassone, il quale sembrerebbe vantare origini decisamente più “mediterranee” di quanto non si sospetti.
E se William Shakespeare fosse in realtà siciliano? A farci da cicerone in questo spassoso viaggio alla scoperta di uno Shakespeare tutto ‘coppola e lupara’ c’è Gigi Proietti direttore artistico del teatro elisabettiano immerso nel verde di uno dei parchi cittadini più belli della capitale.globe theatre sheakspeare siciliano
“A ben pensarci è una ipotesi davvero intrigante”, dice l’istrionico Proietti. “In fondo l’Italia vanta alcuni tra i più grandi scrittori della storia della letteratura mondiale. Come nuovo acquisto, William Shakespeare non mi sembra niente male!”
Battute a parte, sembra proprio che in questa strana faccenda, qualche briciola di realtà ci sia davvero.
“Tante sono le coincidenze che legano Michelangelo Florio Crollalanza, autore messinese di “Troppu trafficu ppi nenti”, al più famoso William Shakespeare. Quest’opera innanzitutto, che sembrerebbe essere la versione originale di ‘Troppo rumore per nulla’. Ma anche molte altre di cui lo stesso Crollalanza sarebbe autore. Tragedie ambientate a Messina, Venezia, Verona. Gli stessi luoghi che fanno da sfondo ad alcune delle opere più famose di Shakespeare come appunto ‘Troppo rumore per nulla’ il ‘Mercante di Venezia’ o ‘Romeo e Giulietta’”.globe theatre sheakspeare siciliano
Città che il ‘Bardo dell’Avon’ – questo il soprannome di William Shakespeare – dimostrava di conoscere davvero bene e in cui Crollalanza sarebbe vissuto per sfuggire alla persecuzione religiosa di cui era vittima la sua famiglia. Una fuga che, nella seconda metà del 1500, porta Michelangelo fino a Stratford in Inghilterra, dove viene ‘adottato’ da un oste che, in ricordo del figlio prematuramente scomparso, prese a chiamarlo affettuosamente William. A questo punto basta tradurre il cognome Crollalanza o ‘scrolla la lancia’ in inglese, per ottenere ‘shake the speare’ o appunto ‘shake speare’.
Ed è così che Michelangelo Crollalanza, diventa semplicemente William Shakespeare.
“In pratica la prima fuga di cervelli della storia!”, ci fa notare Proietti. “Una tradizione atavica del popolo italico. Noi attori, ma in generale tutti gli appassionati di teatro, siamo tutti un pò ‘sheakspearologhi’ o forse sarebbe meglio dire ‘sheakspear-maniaci’, ma vi assicuro che questa versione è talmente anomala e curiosa, che vale la pena di essere vista”.

Maria Elena Mancuso

 

 

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