Home #STASERAROMA Lavinia Savignoni: “Siamo tutti avvelenati dall’ossessione per il corpo perfetto”

Lavinia Savignoni: “Siamo tutti avvelenati dall’ossessione per il corpo perfetto”

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Il corpo perfetto è lo spettacolo di e con Lavinia Savignoni in scena al Teatro Brancaccino, che racconta, con l’arma dell’ironia, una delle più diffuse ossessioni della società contemporanea. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

C’è una naturopata che studia il modo in cui sviluppare il programma televisivo che le è stato affidato. E’una donna sulla quarantina, portati, ovviamente, benissimo. E’una donna che ha a cuore le sorti del mondo. E’una donna che insegna come mangiare bene, rimanere in forma, in salute, tonici, possibilmente ‘eterni’, per sempre giovani e dunque, socialmente accettabili. E’la protagonista dello spettacolo “Il Corpo Perfetto”, in scena al Teatro Brancaccino, fino a domenica 4 novembre. Scritto, diretto e interpretato da Lavinia Savignoni, è un monologo pieno di ritmo, su una delle più grandi ossessioni contemporanee: il corpo perfetto e l’ambizione innaturale di rimanere per sempre giovani e sani. L’attrice si spende moltissimo in scena, usando una comicità che passa dai toni dell’ironia a quelli del sarcasmo e arriva fino al grottesco, per mettere in luce questa malattia strisciante della nostra società. Di certo, non ci si aspetterebbe che l’autrice di uno spettacolo che prende di mira gli estremismi dei salutisti, sia stata lei stessa, in passato, piuttosto drastica sui temi del mangiare sano e del mantenersi in forma. Lo scopriamo in questa intervista.

Come nasce lo spettacolo?
L’idea de ‘Il Corpo perfetto’ nasce un paio di anni fa allo Studio Duse di Francesca De Sapio. Io sono molto sensibile al tema ecologico, a cosa stiamo facendo al nostro pianeta e a noi stessi, attraverso quello che mangiamo. Ho iniziato a improvvisare dei pezzi su questo tema, e da lì sono partita.
Da dove nasce l’interesse verso questi temi?
Sono stata un’atleta (campionessa italiana di ginnastica ritmica per dieci anni consecutivi ndr), quindi sono cresciuta con l’ossessione di mantenere sano ed efficiente il mio corpo. Quando fai agonismo, sai perfettamente che il cibo è fondamentale, è carburante del tuo corpo. Quindi ho da sempre una particolare attenzione sul tema. Confesso, di aver vissuto anche periodi ‘estremi’:  sono stata vegetariana, vegana, mi sono sottoposta a diete rigide e sono stata una terribile ‘rompipalle’ nei confronti di famigliari e amici, ogni volta che eravamo a tavola e non. Oggi la mia vita è molto cambiata, e ho capito che non si può sempre avere il controllo assoluto su tutto e che anche il godimento serve alla salute. Mangiare una cosa che si sa che sarà nociva al tuo corpo, ma in quell’istante ti fa stare bene, è qualcosa che, paradossalmente, ogni tanto, è salutare.

 

Il tema del cibo, della nutrizione se ne porta dietro altri e nel tuo spettacolo li tocchi all’inizio. Insomma, i salutisti in un’ottica globale, hanno le loro ragioni?
I discorsi su quello che mangiamo ci portano a temi molto più ampi, e al tema dei temi, che a me per prima sta molto a cuore: quello che stiamo infliggendo a questo povero pianeta, e dunque a noi stessi come umanità. Ma la verità è che, per salvarci, non basterà smettere di mangiare bistecche. Noi inquiniamo dal momento in cui ci alziamo dal letto la mattina, fino a quando andiamo a dormire la sera. Non ce ne rendiamo conto ma, qualsiasi nostro piccolo atto inquina e contribuisce a distruggere il pianeta. Quindi, il punto è che, in tutto ci vuole equilibrio. Anche le crociate dei salutisti, quando sono effettivamente crociate, sono un’estremizzazione di concetti validi.

il corpo perfetto lavinia savignoni

Insomma, le cose, in questo campo, ci stanno sfuggendo di mano?
Non è mia intenzione fare la morale a nessuno, né tantomeno fare crociate al contrario. Ripeto, vengo da un percorso personale che ha compreso anche periodi estremi. Ma quello che osservo è che, anche in questi contesti si finisce per strumentalizzare le nostre debolezze e le nostre fragilità, perché su queste c’è un ritorno economico. E quello che noto io, e che ho voluto dire anche attraverso questo spettacolo, è che, molti di noi, ormai, sono in balia di tutto questo.
Per un periodo delle mia vita ho avuto un Juice Bar, rivolto proprio a un pubblico sensibile alle tematiche dell’alimentazione sana, e anche questa esperienza mi ha fatto guardare più vicino una realtà in cui siamo tutti schiavi della nostra immagine e del nostro aspetto fisico. Io credo che siamo tutti avvelenati da questo morbo. Immersi in una cultura che guarda solo all’ immagine, un’immagine che deve essere sempre giovane, fresca, perfetta, e che ci allontana dalla realtà della vita che comprende l’imperfezione e la vecchiaia. C’è una rimozione collettiva su questo: pensiamo solo a prolungare la giovinezza ma, per chi avrà questa fortuna, la vecchiaia, prima o poi, arriverà.

 

Sulla scena il tuo personaggio è una naturopata che sta preparando la sua trasmissione televisiva. E’ un’ allusione alle pressioni che riceviamo, su questi temi, dai media?
Questo aspetto c’è in tutto lo spettacolo, anche quando parlo dei social media, di instagram ecc. Diciamo che, in realtà, questo escamotage mi è servito più che altro per raccontare la mia naturopata in un momento di vulnerabilità. Andare in uno studio televisivo non è facile, è un po’ come salire sul palcoscenico, possono essere momenti in cui si è particolarmente esposti. Quindi mi serviva come strumento scenico. Di certo, però, c’è anche il fatto che, ormai, non c’è trasmissione, che sia incentrata su fatti di costume e attualità varia, che non abbia al suo interno una rubrica di nutrizione e diete. E certo questo contribuisce alla pressione che viviamo tutti. Prima il divo era ‘sesso, droga e rock and roll’, oggi invece è salutista, ecologista, racconta dei suoi detox, dello yoga ecc. Ovviamente, con la giusta misura, è una cosa buona, ma il problema è che tutto questo sta diventando una nuova ‘addiction’. Questa società malata di immagine e con l’ossessione della perfezione fisica, sta perdendo il senso della misura.
Pensi che sia un tema che riguarda ancora di più le donne,  o ormai siamo tutti avvelenati?
Le donne sono più sensibili a questi temi, perché l’uomo non invecchia, ‘matura’, e magari viene considerato anche più affascinante. Per le donne, semplicemente, non è così. Per gli uomini affrontare il tempo che passa, è più facile, mentre le donne perdono prima quei canoni di bellezza che ci vengono imposti, e quindi, per loro, per noi, è tutto più difficile. Io credo che ancora non si sia analizzato a fondo, quanto questo veleno dell’immagine ci stia facendo male. Quanti disagi, depressione, produca. Bisogna tornare ad educare la società sul fatto che l’individuo è fatto di molto altro. Il senso del mio spettacolo ‘Il corpo perfetto’, è anche questo.

 

 

IL CORPO PERFETTO
Teatro Brancaccino
Via Mecenate 2, Roma
1-4 novembre 2018
dal giovedì al sabato ore 19.45; domenica ore 16
Biglietto: 18€ – ridotto 12,50€
Altre info:www.teatrobrancaccio.it

 

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