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Il capo dei Carabinieri scrive a Ilaria Cucchi: “Ogni responsabilità sia chiarita”

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Ilaria Cucchi Foto © Archivio Italfoto/TuaCityMag

Il Generale Giovanni Nistri, a capo dell’Arma dei Carabinieri, scrive a Ilaria Cucchi: “Ogni responsabilità sia chiarita”.

“La lettera del generale Nistri è tornata a scaldarmi il cuore. A scacciare il senso di abbandono che ho vissuto in questi nove anni. Oggi finalmente posso dire che l’Arma è con me e non con il maresciallo Mandolini. Che in questo passaggio cruciale del processo tutti dimostrino responsabilità. Ritengo che la mia famiglia, il nostro avvocato Fabio Anselmo, la Procura, il Comandante generale dell’Arma, l’abbiano fatto. Dunque, faccio appello a che gli avvocati difensori degli imputati e i nostri giudici facciano lo stesso.
Perché, come è ormai chiaro a tutti, la giustizia per Stefano Cucchi non è semplicemente un dovere verso una famiglia, ma la strada per ricucire una ferita profonda tra lo Stato, i suoi apparati e noi cittadini.” è il commento di Ilaria Cucchi alla lettera, consegnatale lo scorso 11 marzo dal portavoce del Gen. Giovanni Nistri, capo dell’Arma dei Carabinieri. Uno scoop di Repubblica racconta solo oggi della missiva, piena di parole di vicinanza che il Capo dell’Arma ha voluto mandare alla sorella di Stefano Cucchi, strenua combattente per la giustizia che, come sottolinea lei, non è solo la giustizia dovuta a una famiglia, ma la giustizia dovuta ai cittadini italiani. “…Abbiamo la vostra stessa impazienza perché il vostro lutto ci addolora da persone, cittadini, nel mio caso, mi consenta di aggiungere: da padre. Lo abbiamo perché anche noi — la stragrande maggioranza dei carabinieri, come lei stessa ha più volte riconosciuto, e di ciò la ringrazio — crediamo nella giustizia e riteniamo doveroso che ogni singo la responsabilità nella tragica fine di un giovane vita sia chiarita, e lo sia nella sede opportuna, un’aula giudiziaria.”

Una lettera che lascia intravedere una svolta nel processo Cucchi, con la possibilità che l’Arma dei Carabinieri si costituisca parte civile.

La notizia esce proprio nel giorno in cui Francesco Tedesco, imputato di omicidio preterintenzionale e testimone chiave, carabiniere che accusa di pestaggio altri due colleghi, viene ascoltato in Corte d’Assise. Tedesco ha iniziato la sua deposizione scusandosi con la famiglia Cucchi e con gli agenti della penitenziaria imputati al primo processo.

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