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“Senza alberi non respiriamo!”:cittadini in campo per il verde di Roma

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verde roma

Senza alberi non respiriamo! E’ l’incontro pubblico sul verde di Roma a cui hanno partecipato cittadini, comitati, associazioni, esperti e giornalisti. C’eravamo anche noi. Ecco cosa è venuto fuori.

Roma è la città con il maggior numero di ettari di verde pubblico in Europa. Sono infatti circa 4130 gli ettari di verde urbano che colorano la Capitale. Oggi, però, questi spazi si trovano in uno stato di degrado senza precedenti.

Ed è proprio del tema patrimonio storico e naturale, e di come preservarlo a causa della difficile situazione in cui versa oggi il verde a Roma, che si è parlato all’incontro pubblico “Senza alberi non respiriamo!”.

Organizzato dal Comitato Prati in Azione insieme alla Città che resiste di Repubblica Roma,“campagna- come ha sottolineato Vittorio Emiliani, caporedattore della Cronaca di Roma– nata con l’obiettivo di raccontare un pezzo di città che fa qualcosa per migliorarla”, l’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra esperti del settore, giornalisti e cittadini che, costituitisi in associazioni e comitati autonomi, cercano ogni giorno di restituire alla città il decoro di un tempo, attraverso azioni congiunte di salvaguardia del proprio territorio.

Gli alberi, così come i giardini, i parchi e le ville storiche, sono un patrimonio importante per i romani, che va preservato a tutti i costi. Il verde pubblico da risorsa si è trasformato, negli ultimi anni, in una vera e propria emergenza che Roma sta cercando di fronteggiare, ma con scarsi risultati.

Il forte vento, le piogge e le nevicate che hanno investito la capitale negli ultimi mesi hanno causato la caduta di numerosi alberi. La città si trova quindi a dover affrontare un’emergenza senza precedenti, e si dimostra quindi necessario riportare la situazione alla normalità. Se da un lato i cittadini chiedono a gran voce interventi concreti per soluzione del problema, dall’altra arriva la riposta delle istituzioni: non ci sono soldi per il monitoraggio o, tanto meno, la sostituzione delle piante.

Ecco quindi profilarsi un’altra soluzione, quella adottata dai cittadini capitolini: costituirsi in Comitati ed Associazioni autonome ed attivarsi, per non assistere impassibili ad una virata verso il declino in cui sta sprofondando la città.

Numerose sono le associazioni costituitesi in questi anni, come Prati in azione, il comitato nato su Facebook da un’idea dei residenti del quartiere e presente all’Assemblea. A rappresentarlo l’amministratrice Daniela Brignone, la quale ha raccontato la trasformazione di Prati, uno dei quartieri più toccati dal problema della manutenzione delle aree verdi:

“ Il gruppo Prati in Azione è nato il giorno in cui sono stati tagliati gli storici alberi di piazza Bainsizza e viale Carso per protestare, segnalare, interagire e premere sulle istituzioni, affinché il nostro quartiere torni ad essere quello che era. Quell’episodio ha rappresentato una ferita così grave per il quartiere che ci ha spinto ad attivarci. Il problema maggiore è che alla caduta dell’albero non segue quasi mai un piano di cura programmata del verde, ma viene invece eseguita una vera e propria rappresaglia con il taglio degli alberi vicini. Quello che vediamo è che le competenze sono frammentate e questo è il primo punto critico da risolvere. Accade infatti che ogni volta che c’è un problema di assenza di valutazione o di sporcizia e pulizia, noi cittadini non sappiamo a chi rivolgerci. Una seconda emergenza da affrontare è la questione della trasparenza, perché ogni volta che viene effettuato un taglio non sappiamo il perché, cosa è stato detto e da chi su quell’albero. Non c’è trasparenza né con schede sul sito del Comune, né con una documentazione in mano alla ditta appaltatrice del taglio. Terzo e ultimo punto critico: la sostituzione. Ogni volta che vediamo un taglio, o una caduta di un albero, dovremmo immediatamente assistere alla sua sostituzione. Questa cosa non accade da cinque anni nel nostro quartiere. Queste sono le emergenze che abbiamo toccato con mano noi cittadini e speriamo che vengano presto fatte delle proposte concrete per migliorare questa situazione”.

Numerose sono state le proposte fatte negli anni, come ha affermato Cecilia Gentile, giornalista esperta di tematiche legate all’ambiente e che ha ricostruito ciò che è accaduto in passato, prendendo in esame ciò che è stato fatto dalle precedenti amministrazioni e illustrato il cosiddetto maxi-appalto (pensato durante la giunta Marino), progetto per il rilancio del verde a Roma:

“Anche se lanciato molto in ritardo, l’appalto prevedeva il monitoraggio, la sorveglianza e il pronto intervento dei cosiddetti alberi di prima grandezza, o ad alto fusto, che a Roma sono 82.000 su 330.000 alberate. Numeri che i cittadini conoscono ormai a memoria. Questo monitoraggio, diviso in 10 lotti, è cominciato nel settembre 2017. Qual era il compito delle ditte che si sono aggiudicate i lotti? Secondo degli accordi con il Dipartimento Ambiente era effettuare prima un cosiddetto ‘monitoraggio spedito’ (sopralluoghi veloci per vedere quali fossero gli alberi a rischio e segnalarli). Ogni ditta, per ogni lotto, ha poi scelto la sua modalità. Croce sugli alberi da abbattere, pallino su quelli da potare fu in un primo momento la soluzione adottata. Successivamente l’appalto prevedeva invece un vero e proprio censimento, ossia ritornare con più attenzione ad una sorveglianza dettagliata che producesse una scheda (contenente le caratteristiche dell’albero) e il grado di pericolosità. L’appalto recitava che dopo la segnalazione di tecnici assegnatari dei lotti ci fosse un secondo controllo da parte degli operatori del servizio giardino. Questo appalto, anche se esaurito, dava una certa sicurezza, perché i tecnici delle ditte giravano ogni 15 giorni per controllare gli alberi. Ora non girerà più nessuno, se non i 180 operatori del servizio giardini del Comune di Roma, già impegnati in tantissime altre mansioni. L’obiettivo del Comune era, finito l’appaltone, immettersi nell’altra gara, quella per la manutenzione degli alberi. Questa gara è stata bandita nell’aprile 2017, insieme alla gara per la manutenzione del verde orizzontale. E la manutenzione del verde verticale perché non è ancora avvenuta, pur essendo passati 2 anni? Perché è stato condotto male l’appalto ed è mancato un controllo adeguato della dirigenza politica.”

Stanchi di ricevere le solite risposte, i cittadini sono passati ai fatti e hanno risposto alla chiamata all’azione. Tra gli esempi di call to action positive il progetto dell’associazione Mura Latine che, grazie ad una raccolta fondi ideata dai soci, è riuscita a raccogliere 7000 euro, utilizzati per l’acquisto di 229 alberi, scelti dall’Ufficio Giardini, che verranno piantati il prossimo 23 marzo. O gli Amici di Villa Leopardi, associazione che si è occupata del recupero di uno dei più prestigiosi, e storici, edifici di inizio Novecento della Capitale.

Come loro, tante altre associazioni oggi operano attivamente sul territorio romano. La lista dei problemi da risolvere è ancora lunga, ma un primo step da cui è importante partire è sicuramente la realizzazione di un’azione congiunta da parte di istituzioni e cittadini, che dovrebbe vedere le prime impegnarsi in una maggiore trasparenza nella diffusione delle informazioni ai romani, informandoli, ad esempio, sulle motivazioni dell’abbattimento di un albero.Da parte loro, i cittadini invece, dovranno continuare ad adoperarsi collettivamente per migliorare il proprio territorio, “unendosi per diffondere buone pratiche”.

1 COMMENT

  1. ottimo reportage, mi congratulo con la professionalità del giornalista che ha raggiunto per valorizzare il prestigio di questo degno

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