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Hunting Pollution: il murales da Guinnes che caccia l’inquinamento

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Hunting Pollution
Hunting Pollution è il più grande murales green d’europa: 1000 metri quadri di arte ‘magica’, che caccia via l’inquinamento.

Di magie la street art da anni, ne sta facendo tante, in tanti posti del mondo.La magia della riqualificazione di spazi urbani abbandonati. La magia di portare il colore  e la speranza in contesti in cui spesso, la speranza se ne è andata da tempo. La magia di raccontare storie con opere grandi e piccole, estemporanee o complesse.

Oggi la street art, fa a Roma una nuova,strabiliante magia. Si chiama Hunting Pollution, e non potete non notarlo se passate per l’ Ostiense. In via delle Conce 3, sulla Casa Fluviale, ora c’è, colorato ed immenso, il più grande murales d’Europa realizzato con pitture eco-sostenibili, al 100% naturali che fanno la magia più necessaria di tutte: purificano l’aria.

I  1000 mq di questa bellissima e utilissima opera d’arte, regaleranno alla capitale un nuovo polmone verde, in grado di ripulire l’aria come farebbe un bosco di 30 alberi.

Nato da una idea di Yourban2030, la no-profit tutta al femminile guidata da Veronica De Angelis, che si occupa di sostenibilità ambientale e arte, il murale dei record è stato realizzato da Federico Massa, alias Iena Cruz, utilizzando la tecnologia Airlite, una particolare pittura che permette di ridurre l’inquinamento atmosferico.

Veronica De Angelis, la giovane imprenditrice romana mecenate dell’opera e madre di Yourban2030,  spiega così questa bella iniziativa:

“Einstein diceva che il mondo e’ un bel posto e per esso vale la pena di lottare.Penso che investire oggi nell’ambiente sia una dovere, non possiamo più fare finta di niente, dobbiamo essere consapevoli di cio’ che sta accadendo alla nostra terra e dare dei segnali forti di cambiamento.
Vivendo tra Roma e New York ho avuto modo di conoscere e apprezzare tantissimi artisti che si esprimono attraverso la street art e ritengo che sia uno strumento di comunicazione dal forte impatto visivo che ha una ricaduta importante anche a livello sociale e culturale. Il nostro murales non punta solo a veicolare una riflessione sull’inquinamento dei nostri mari ma è motore di rigenerazione urbana e riqualificazione ambientale.”

Al centro dell’immenso lavoro c’è un airone tricolore in lotta per la sopravvivenza. un soggetto che ha una doppia chiave di lettura:  da una parte l’animale inconsapevole cattura la sua preda in un mare fortemente inquinato, dall’altra sarà lui stesso a cacciare l’inquinamento in uno dei tanti incroci trafficati e inquinati di Roma, grazie all’utilizzo delle eco-pitture.

Un opera magica, che tra poco raddoppierà, visto che gli attuali 1000metri quadrati dell’opera,sullo stesso palazzo, diventeranno a breve 2000,  con benefici raddoppiati in termini di bellezza estetica e sopratutto di pulizia dell’aria.

 

 

 

 

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