hayao miyazaki

Hayao Miyazaki compie oggi 80 anni. Nato il  5 gennaio del 1941, Hayao Miyazaki è l’uomo che ha rivoluzionato l’animazione giapponese, portandola ben oltre i confini nipponici. La sua opera è talmente importante e significativa che lui viene considerato un personaggio, per l’animazione, della stessa importanza dell’americano Walt Disney.

Le opere di Miyazaky e del suo Studio Ghibli hanno affascinato almeno tre generazioni e, da prodotti di nicchia, sono ormai veri cult, che hanno raccolto stuoli di ammiratori in ogni parte del globo. Ogni uscita di Hayao Miyazaki e ogni uscita dello Studio Ghibli si trasforma in un clamoroso successo non solo di critica ma anche di botteghino.

Ciò che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo è il tratto della sua matita, ma anche e soprattutto la profondità delle sue storie, tutte intrise di una struggente poesia e in cui risuonano due temi in particolare: l’ambientalismo di derivazione animista e le incredibili protagoniste femminili.

Le donne, anzi, le ragazze di Miyazaki, sebbene partorite in seno ad una delle società più culturalmente misogine del mondo, sono tutte portentose. Impersonificano la voglia prorompente di sfidare i ruoli di genere, sono depositarie di un coraggio impudente e sono le creature più totalmente connesse con l’universo che le circonda. Sono loro a raccogliere e vincere le sfide più complesse, sono loro, dice Hayao Miyazaki, che, alla fine, salveranno il mondo.

Una visione, una filosofia, che oggi, dopo che Greta Thunberg e un nutrito manipolo di altre  ragazze ribelli che hanno alzato la voce per indicare qual è, secondo loro, la strada da seguire, per salvare il mondo, quasi non ci sorprende più.

Ma l’intuizione di Miyazaki arriva dagli anni ’80, in un momento in cui né il Giappone, né il mondo intero avrebbero potuto immaginare quello che sarebbe successo relativamente a tanti ruoli precostituiti saltati.

Le ragazze senza paura di Hayao Miyazaki

Hayao Miyazaki invece, non solo lo ha immaginato, ma lo ha descritto con dovizia di particolari. E ci ha consegnato, con i suoi capolavori, una straordinaria galleria di eroine outsider e senza paura.

La prima fu Nausicaa, la coraggiosa protagonista di Nausicaa e la Valle del vento. Coraggiosa e profondamente empatica. Capace di guardare a ciò che si trova a combattere con l’obiettività di chi si assume la responsabilità per gli errori passati. Non cede alla tentazione di demonizzare il nemico, ma va più a fondo, per cercare la via di una salvezza comune. Nausicaa vede un’altra verità. Una verità che va oltre le apparenze e, forte di questo, vince la battaglia per la salvezza, sua e del suo mondo.

L’altra straordinaria ragazza ribelle, che Miyazaki immagina già negli anni’80 è San, la protagonista della Principessa Mononoke. San è una ragazza selvaggia, indomabile, capace di andare dritta per la sua strada, ma anche capace di profonda empatia, tenerezza e infinita lealtà. Sono questi i valori che la guidano. San è un’outsider, non è come gli altri e non vuole esserlo. Nella sua profonda lealtà verso se stessa e verso il suo mondo, trova la forza per trascinare tutti verso la salvezza.

Più avanti negli anni, gli accenti epici delle storie di Miyazaki non scompaiono, ma si calano nel quotidiano. E anche le sue eroine affrontano le sfide che ogni loro coetanea è chiamata ad affrontare e vincere. Come succede a Chihiro, la protagonista dello straordinario La Città Incantata. Film campione d’incassi in ogni angolo del mondo, ovunque ci sia stata una ragazzina preadolescente alle prese conle paure, i dubbi e i problemi della sua età. Il percorso di iniziazione di Chihiro è raccontato sul confine tra realtà e magia. E, alla fine, la sfida sarà vinta con le armi della fiducia in se stessa e nei propri mezzi. Un vero manifesto di empowerment.

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