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Halloween a Roma: una mappa dei luoghi ‘da brivido’ della Città Eterna

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Halloween a Roma: ecco la mappa dei luoghi più paurosi della città eterna

Halloween è alle porte e Roma, con i suoi millenni di storia, miti e leggende, svela il suo lato più misterioso e terrificante.

Oggi vi guidiamo per un giro speciale e suggestivo della città eterna: un itinerario tra il gotico e il lugubre nei posti di Roma dal “brivido” assicurato.

Ecco allora i nostri consigli per fare un giro della città un po’ speciale, ovviamente in pieno stile Halloween.

E’ vero che il buio aiuta certe atmosfere ma anche alla luce del giorno, Roma regala tappe imperdibili a chi cerca l’ adrenalina da suspence, vediamone qualcuna.

1) CRIPTA DEI CAPPUCCINI – Via Veneto

Se venite per Halloween a Roma, dovete fare assolutamente tappa qui. Uno dei posti più tetri della capitale, è senz’altro la famosissima cripta dei Cappuccini, ovvero quella della chiesa di Santa Maria dell’Immacolata Concezione, nella centralissima via Veneto. Qui, vi  lascerete alle spalle il glamour della strada della Dolce Vita e  il traffico del cuore della città, per immergervi in uno dei posti più lugubri del mondo. Scendendo nel cimitero dei frati, infatti, vi ritroverete in stanze decorate con teschi ed ossa umane, alzando gli occhi ammirerete soffitti da cui pendono scheletri. Un’ esperienza consigliata a curiosi dallo ‘stomaco forte’.

2) CRIPTA DEI SACCONI ROSSI – Isola Tiberina

Se la visita alla cripta dei Cappuccini non ha ancora soddisfatto la vostra fame di esperienze ‘da paura’, in questo Halloween a Roma, potete fare un salto sul Tevere per visitare la Cripta della Confraternita dei Sacconi Rossi, dentro la Chiesa di S. Bartolomeo all’ Isola : la Confraternita detta ‘dei Sacconi Rossi’ fu costituita nel 1760, compito principale della confraternita, i cui membri indossavano un mantello rosso con il cappuccio, era suffragare i defunti, seppellire i cadaveri abbandonati e raccogliere e dare sepoltura ai tanti morti affogati nel fiume. Questo lavoro era svolto di notte, al lume di torcia. Nel 1780 la Confraternita ottenne dai Frati Minori di San Bartolomeo all’ Isola un locale al piano terra, che divenne la cripta, decorata, come quella dei Cappuccini di via Veneto con le ossa dei defunti.

3) CHIESA DI SANTA MARIA DELL’ORAZIONE E MORTE Via Giulia 262

Nel cuore di Roma, lungo le sponde del Tevere, si trova la Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte. La sua storia è lunga e particolare, una chiesa che già dal nome può far rabbrividire. Prima che venisse istituito un servizio pubblico per la sepoltura dei morti, il triste compito era assolto in genere dalle confraternite o dai familiari del defunto. Il più delle volte però, per povertà o per la distanza dal luogo della morte, molti defunti restavano senza degna sepoltura, finendo per diventare cibo di animali. Fu per questo, grazie a un gruppo di credenti caritatevoli e volenterosi, che nel 1538 a Roma nacque la “compagnia della Morte“. Ovunque un cadavere giacesse insepolto in fondo a un dirupo, tra i campi, respinto dal Tevere o dal mare, crivellato di ferite in un bosco, giungevano spesso dopo un viaggio di decine e decine di chilometri gli zelanti Fratelli della Morte che, con l’ausilio di un cappellano, si occupavano del recupero e della sepoltura, pregando anche per l’anima del defunto. La storia della compagnia non fu però priva di difficoltà. Riconosciuta quale Confraternita solo nel 1552 da Papa Giulio III e poi eretta ad Arciconfraternita nel 1560 da Papa pio IV, il sogno dei Confratelli di possedere una chiesa tutta loro si avverò solo nel 1572, quando acquistarono un terreno nella zona di via Giulia. La chiesa originaria divenne però ben presto insufficiente per le esigenze della Confraternita sempre più fiorente. Fu così demolita nel 1733 e ricostruita più grande, così come oggi la conosciamo.

4) MUSEO DELLE ANIME DEL PURGATORIO – Lungotevere Prati

Passando dai defunti alle anime senza pace, un’ altra tappa imprescindibile in questo itinerario ‘dark’ di Roma, è sul Lungotevere Prati. Li’, a pochi passi da san Pietro, nella Chiesa del Sacro Cuore, detta anche il ‘piccolo duomo’, che spicca con le sue guglie finto-gotiche, così anomale nel paesaggio della capitale, troverete il piccolo e terrificante Museo delle anime del Purgatorio. Qui sono raccolte le testimonianze delle apparizioni e dei tormenti delle anime del purgatorio: la misteriosa impronta di una mano su un libro di preghiere, bruciature di origine ignota, ancora una mano su una camicia da notte e poi scritti, e preghiere per aiutare le anime ‘incastrate’ a realizzare l’ agognato passaggio in paradiso.

5) PIAZZA MINCIO E DINTORNI – Quartiere Coppedè

Se c’è un quartiere, a Roma, che richiama esoterismo e mistero, quello è il Coppedè. Costruito tra la prima e la seconda guerra mondiale dall’architetto Gino Coppedè, l’ agglomerato di palazzi intorno a piazza Mincio è una fitta foresta di pietra che rimanda a un mondo di simboli antichissimi, legato a percorsi iniziatici, di stampo massonico. In questo quartiere, dall’aspetto gotico, in cui si respirano magia e antichi arcani, deve aver  trovato ispirazione per le sue opere il genio della suspence Dario Argento, che proprio qui è cresciuto.

6) MUSEO DEGLI ORRORI DI DARIO ARGENTO – V. dei Gracchi

E proprio al re dell’horror italiano è legata la prossima tappa del nostro itinerario. Nei sotterranei del suo negozio “Profondo Rosso” , in via dei Gracchi 260, in Prati, c’è infatti il Museo degli Orrori di Dario Argento”, al quale si può accedere tutti i giorni tranne la domenica. In questo insolito museo sono esposti al pubblico, in alcune celle sinistramente oscure, materiali originali usati dal regista nei suoi film più terrificanti: Phenomena, Opera, Demoni, La Chiesa, La Sindrome di Stendhal e tanti altri. La voce di una guida fantasma illustra ai visitatori ogni cosa. L’ immersione in un’ esperienza ‘da paura’, è garantita.

7) MUSEO CRIMINOLOGICO – via del Gonfalone

Il Museo Criminologico di via del Gonfalone  è un altro posto veramente da brividi, in cui potrete immergervi per vivere le atmosfere di Halloween a Roma. In sé costituisce una preziosa testimonianza storica sui sistemi punitivi del passato e uno strumento ma l’esposizione, tra i tanti reperti in mostra, di antichi strumenti di punizione e di esecuzione capitale, può essere veramente inquietante. Il visitatore avrà davanti gli strumenti che testimoniano la crudeltà delle antiche pratiche punitive basate sull’uso della tortura e del supplizio capitale: le gogne, il banco di fustigazione, l’ascia per la decapitazione, la riproduzione della “Vergine di Norimberga”, il collare spinato, la sedia chiodata, la “briglia delle comari”, scudisci, fruste. La sala dedicata alla giustizia sul finire del Settecento e nell’Ottocento ospita il mantello rosso di Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio, tre ghigliottine, la Gabbia di Milazzo, gli oggetti utilizzati dall’Arciconfraternita di San Giovanni Decollato per dare conforto ai condannati a morte, una forca.l percorso prosegue con la sezione dedicata all’Ottocento dove vengono presentati gli studi di Antropologia criminale, le prime tecniche di polizia scientifica, “frammenti” di storia del carcere nel corso del XIX secolo e la nascita dei manicomi giudiziari. A chiudere la visita c’è poi un un percorso dedicato ai fatti di cronaca che suscitarono molto scalpore negli anni del secondo dopoguerra come il caso Pia Bellentani, quello della ‘saponificatrice di Viareggio’ Cianciulli o quello di Antonietta Longo.

8) PALAZZETTO ZUCCARI – Trinità dei Monti

Se, stufi di ossa umane, incubi, percorsi esoterici, strumenti di tortura, volete godervi una bella passeggiata all’ aria aperta ma rimanere nelle atmosfere di Halloween a Roma, vi consigliamo di arrivare a Trinità dei Monti, dove troverete ad aspettarvi..un mostro: quello sulla facciata del Palazzetto Zuccari, un edificio costruito dall’artista Federico Zuccari, tra via Sistina e via Gregoriana,.La caratteristica più curiosa del palazzetto risiede nella decorazione, in particolare nelle cornici delle porte e finestre esterne che hanno l’aspetto di mostruose bocche aperte, legate allo stile fantasioso dell’architettura manierista alle soglie del XVII secolo.

9) EX MANICOMIO DELLA MARCIGLIANA – Via Bartolomea Capitanio

Set di film horror e terreno di caccia preferito per “ghost hunters” e amanti dell’occulto, sulla storia di questo vecchio edificio abbandonato c’è un alone di mistero. Prima adibito ad ospedale psichiatrico, poi ad orfanotrofio, nonostante la vicinanza con la Riserva naturale della Marcigliana, addentrarsi tra le mura diroccate e maledette di questo ex manicomio, posto sinistro e imponente, non lascia indifferenti. Le pareti ridotte a cumuli di macerie, i murales antropomorfi sui pochi muri ancora in piedi, le scale pericolanti e le voragini nel pavimento, unite da imponenti scritte sulle porte che suggeriscono la destinazione d’uso di quelle che ora appaiono come stanze spoglie, come “la stanza dei bimbi”, fanno di questo grosso edificio abbandonato un luogo desolato e molto suggestivo, dal brivido assicurato.

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