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Recovery Plan, il Giusto Mezzo torna in piazza

il giusto mezzo

Non ci basta! E’ questo lo slogan scelto dalle donne de Il Giusto Mezzo per tornare in piazza a far sentire la loro voce sul Recovery Plan. Il movimento europeo Half of It chiede, come si sa, che la metà dei fondi che arriveranno per la ripartenza, sia spesa in favore dell’ occupazione femminile e, più in generale, per la costruzione di una società più ecqua dal punto di vista di genere.

Il Recovery Plan, da questo punto di vista, ha scontentato le richieste dei tanti movimenti come Il Giusto Mezzo che hanno aderito al movimento Half of It.

La preoccupazione principale è legata al fatto che secondo le direttive i fondi di Next Generation EU devono privilegiare i settori digital e green, settori a prevalenza occupazionale maschile. La bozza di Recovery Plan italiano ha infatti rispettato queste linee mentre le voci di spesa legate alla costruzione di una società paritaria, sono state considerate dalle attiviste insofferenti.

Per questo, al grido di Non ci basta le attiviste de Il Giusto Mezzo scenderanno in piazza a Torino Milano e Roma sabato 23 gennaio.

Questo l’appello social.

“Il Presidente del Consiglio nel discorso alla Camera ha confermato l’impegno a favore dell’occupazione femminile. Ad Ottobre abbiamo sottoposto un appello al Governo che ha raccolto 50 mila firma e siamo scese in piazza a Roma a portare i vostri e i nostri “Non è giusto”, esigendo che nella pianificazione e nell’impiego delle risorse uniche e ingenti del Recovery Fund che arriveranno dall’Europa, si ponesse la giusta attenzione nel sanare le disparità di genere che rappresentano un vero e proprio freno all’occupazione femminile e alla crescita economica del Paese.

Non può esserci ripartenza senza la metà della popolazione.

Il 60% del lavoro perso nel 2020 riguarda le donne. Nella bozza del Piano redatta dal Governo la parità di genere viene indicata ora come premessa trasversale, ma senza l’indicazione di progetti precisi né l’allocazione di adeguate risorse economiche, a partire da ciò che maggiormente impegna le donne e impedisce loro sia di emanciparsi sia di poter contribuire pienamente all’economia del Paese: il lavoro di cura non retribuito.

Chiediamo che venga valutato prima e dopo l’impatto su uomini e donne di ogni euro investito.Vogliamo:lavorare. 4 miliardi in più per gli asili nido affinché ogni bambino/A abbia un posto. Servizi di cura e assistenza per disabili e anziani. Una legge sulla parità salariale. Allargamento delle tutele della maternità a lavoratrici e i lavoratori autonome/i. Accesso a credito e finanziamenti alle imprese femminili. Appalti trasparenti a chi garantisce la parità di genereInoltre chiediamo 5 mesi di congedo di paternità obbligatorio a fronte dei 10 giorni attuali.

Per questo SABATO 23 GENNAIO alle ore 11 scenderemo di nuovo ad urlare che NON CI BASTA. Saremo in quattro piazze italiane. ROMA – Piazza TrilussaMILANO – Piazza San FedeleTORINO – Piazza Castello PALERMO (piazza virtuale). Inoltre la mobilitazione si svolgerà anche sui social.”

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