giusy versace paralimpiadi tokyo
L'on Giusy Versace, atleta, che si batte per lo sport paralimpico

Ci hanno fatto sognare e gioire con le loro incredibili imprese, ma spente le luci sulle Paralimpiadi di Tokyo, cosa rimarrà dell’attenzione che lo sport paralimpico ha meritatamente goduto in queste settimane?
La velocista paralimpica e oggi deputata della Repubblica Italiana Giusy Versace è intervenuta in Aula a Montecitorio, per richiamare l’attenzione del Parlamento sui risultati ottenuti dagli azzurri alle Paralimpiadi di Tokyo.

“In questi mesi abbiamo assistito a risultati strepitosi, in alcuni casi storici e senza precedenti, che lo sport italiano ci ha regalato in questa magica estate, e che ha visto l’Italia trionfare su più palcoscenici. Lo sport italiano ha dimostrato di essere in salute e ha portato non solo emozioni grandissime, ma anche quella scossa di entusiasmo di cui tutti noi, dopo un anno così difficile, avevamo davvero bisogno. La fotografia più bella di queste Paralimpiadi di Tokyo è forse il podio tutto italiano nei 100 metri femminili categoria T63 (amputate monolaterali transfemorali – sopra il ginocchio) e che non ha precedenti. Ambra Sabatini oro, Martina Caironi argento e Monica Contrafatto bronzo. Tutte e 3 hanno perso un arto per via di un incidente. Storie che meritano tutte di essere raccontate. Senza far torto agli altri voglio però raccontare brevemente quella di Monica Contrafatto”. Ha detto in aula Giusy Versace, proseguendo poi il suo discorso così.

“Monica Contrafatto, Caporal Maggiore Capo Ruolo d’Onore dell’Esercito, bersagliere, è la prima donna soldato dell’Esercito Italiano a ricevere un’onorificenza, la Medaglia d’oro al Valore per il comportamento tenuto nel 2012 durante un attacco contro la base italiana in Afghanistan. In quell’azione di guerra ci fu un morto, il sergente del Genio Guastatori Michele Silvestri e 5 feriti, di cui due gravi, tra cui Monica che perse la gamba destra. Qualche mese dopo di quello stesso anno guardava alla TV, dal suo letto, la finale dei 100m femminili alle Paralimpiadi di Londra e vide trionfare Martina Caironi, amputata a una gamba sopra il ginocchio proprio come lei. Decise di allenarsi e di rappresentare il suo Paese in modo diverso. Invito tutti a leggere il suo libro Non sai quanto sei forte, un racconto di dedizione, paura e coraggio.

Come si può rimanere indifferenti davanti a così tanta voglia di vivere? Lo sport non è solo importante volano per l’economia e il turismo, ma soprattutto un prezioso strumento educativo e d’inclusione sociale. Un diritto riconosciuto universalmente anche dalla Convenzione ONU 2006 sui Diritti delle Persone con Disabilità che allo sport ha dedicato un intero articolo, e che oggi più che mai anche la nostra Costituzione deve riconoscere, garantire e tutelare. Alle Paralimpiadi di Tokyo siamo andati con la delegazione più numerosa di sempre: 115 atleti, 115 storie che ci hanno appassionato anche grazie ai racconti di giornalisti attenti che seguono e conoscono il mondo paralimpico. Donne e uomini che dimostrano come il sacrificio e la costanza siano fondamentali per vincere sfide che sembravano impossibili, ma che di fatto, erano solo difficili. Le medaglie si costruiscono e non si improvvisano, come ha saggiamente ricordato, ai microfoni della Rai, anche la nostra Carlotta Gilli, campionessa ipovedente di nuoto che ha collezionato ben 5 medaglie: trionfi per nulla scontati, frutto di sudore e pianificazione. Grazie Carlotta per averlo ricordato a tutti”.

L’onorevole Giusy Versace ha poi portato l’attenzione sulla Proposta di Legge, di cui è prima firmataria, inserita nella Riforma dello Sport e che a breve vedrà l’effettiva attuazione.

“Gli atleti paralimpici si allenano, fanno sacrifici tanto quanto gli altri cosiddetti normodotati, anzi forse ancora di più perché non sempre ci sono i soldi per una carrozzina da agonismo o una protesi da corsa (che attualmente lo Stato non copre) tantomeno il sostegno economico adeguato da parte di gruppi sportivi. Cosa che oggi, finalmente, sarà possibile grazie ad una Proposta di Legge a mia prima firma e la cui trasversalità gli ha dato un’accelerata tanto che l’ex Ministro dello Sport Spadafora l’ha inserita nella Riforma dello Sport. Una riforma molto discussa e certamente non perfetta, ma all’interno della quale c’è questa misura che ho fortemente voluto e che riconosce le pari opportunità nei gruppi sportivi militari e corpi dello Stato agli atleti paralimpici, che a breve potranno finalmente avere stipendi, contributi, tutele sanitarie e la preziosa possibilità di prendere servizio alla fine della carriera agonistica”.

Infine,Giusy Versace ha posto l’accento sull’ importanza dello sport come terapia per uscire dall’isolamento, vivere la disabilità con occhi e ricominciare a sognare e sperare:

“Qualcuno più importante di me un giorno, non molto lontano, disse che lo sport ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione. I Giochi Paralimpici di Tokyo sono stati uno stimolo per tanti ragazzi che troppo spesso pensano di non farcela e, diciamocelo pure, molto utili anche a coloro che la disabilità non la vivono e che grazie allo sport stanno imparando a conoscerla meglio, senza pregiudizi. Se davvero vogliamo progredire è necessario che lo Stato continui a sostenere sempre di più lo sport e il mondo paralimpico in modo concreto e costante. Anche quando i riflettori si spegneranno, ci sarà qualcuno che in silenzio continuerà a fare sacrifici ed a lavorare per regalare nuove emozioni e lustro al nostro Paese”.

Rispondi