Nella Giornata della Memoria delle vittime del Covid, il Presidente del Consiglio Mario Draghi sarà a Bergamo, una delle città più stremate dalla pandemia

Simbolica, senza pubblico e con la tromba di Paolo Fresu in apertura e in chiusura. A sottolineare idealmente la necessità di rompere il silenzio con qualcosa che rimanga e cresca, senza fare un inutile rumore. Come la musica. Come le piante.
Giovedì 18 marzo 2021 per la prima giornata delle vittime del Covid la cerimonia di posa di un tiglio adulto, inaugura il Bosco della Memoria. L’ iniziativa con cui l’amministrazione comunale di Bergamo, intende creare al Parco della Trucca. Un luogo vivo e partecipato per contrapporre a una tragedia immane un’immagine di speranza e di futuro.

A quella dalla prima pianta, sarà inoltre aggiunta la piantumazione di 100 tra alberi e arbusti, sorta di anticipazione del Bosco nella sua forma definitiva.


Nella Giornata dedicata alle vittime del Covid, il Presidente del Consiglio Mario Draghi in visita a Bergamo, il sindaco Giorgio Gori presenzieranno alla nascita di un nuovo polmone, che è anche un cuore e un’anima, nell’area verde prossima al “Papa Giovanni XXIII”, presidio sanitario più coinvolto nella lotta al virus durante la prima ondata e ancora oggi impegnato nella battaglia.


Definito dal sindaco Giorgio Gori un’oasi di comunità nella città più colpita dalla prima ondata della pandemia, il Bosco della Memoria mira a superare l’apparenza statica del monumento con l’aura espansiva di uno spazio che cresce e respira, diventando un punto di riferimento per le famiglie, per il mondo della scuola e per tutti i cittadini.


Come ha avuto modo di sottolineare Francesco Guccini, dando pieno sostegno al progetto, «piantare un albero è sempre un’idea eccezionale».

Un’idea che potrà essere condivisa dalle realtà associative che contribuiranno alla gestione di un luogo abitato da alberi – e quindi, appunto, da idee – per dare forma a quella dimensione di socializzazione che rappresenta una reazione potentissima all’isolamento imposto dalla pandemia.

Il valore e l’importanza dell’intervento sono inoltre ribaditi da Beppe Carletti dei Nomadi, che si aggiungono ai testimonial della campagna:

«Piantare un albero, creare un bosco, per ricordare il dramma del Covid-19 è un’iniziativa meravigliosa. L’albero come simbolo della crescita e della vita sarà un elemento eterno che ci ricondurrà sempre alla memoria di quelle persone che purtroppo non ci sono più. La scelta di Bergamo colpisce direttamente i miei affetti, un legame profondo mi lega a questa città, dove, purtroppo, ha perso la vita, causa Covid, una nostra carissima amica infermiera. A Bergamo, i Nomadi hanno tantissimi fan e un lungo rapporto di amicizia ci lega all’Atalanta e alla figura di Emiliano Mondonico. L’albero riporta la mia mente ai dipinti di Augusto. Per me è un grande onore poter sostenere questo progetto».

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