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Giornata contro i disturbi alimentari: cos’è l’anoressia

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giornata nazionale disturbi alimentari

Venerdì 15 marzo è la Giornata contro i disturbi alimentari. In tutta Italia previsti incontri e dibattiti sul tema. La dottoressa Francesca Bressan, ci spiega il disturbo più conosciuto: l’anoressia.

Per la Giornata Nazionale contro i disturbi alimentari, oggi parliamo di anoressia.

Ragazze magrissime si vedono grasse, ragazze che rischiano di morire per quanto sono magre si vedono grasse. Mamme disperate chiedono aiuto per sapere come poter aiutare le loro figlie perché non vogliono più mangiare.

Per quale motivo? Perché queste ragazze sono affette da uno dei disturbi alimentari più diffusi che si chiama ANORESSIA.

Ma che cosa è l’anoressia?

Negli ultimi decenni, in particolare negli ultimi 20 anni si è sempre più sentito parlare di anoressia, ma capire cosa vuol dire essere affetti da questo disturbo vuol dire affacciarsi sul dolore di chi rifiuta il cibo, arrivando a volte molto vicino alla morte.  L’anoressia è definita come un disturbo alimentare che ha come nucleo fondamentale un’eccessiva valutazione del proprio peso corporeo e di conseguenza la volontà da parte della persona di perdere peso.

Per effettuare una diagnosi anoressia bisogna rifarsi al DMS V, il manuale redatto dall’’organizzazione mondiale della sanità che nel 2013 ha rivisto i criteri diagnostici per l’anoressia .

I criteri aggiornati al DSM-5 sono:

  • Restrizione nell’assunzione di calorie in relazione alle necessità del soggetto che porta ad un grave sottopeso in relazione all’età, il sesso, la curva di sviluppo e la salute fisica.
  • Il peso corporeo significativamente basso è definito come peso inferiore alla norma oppure, per infanzia e adolescenza, un peso minore rispetto a quello atteso dalla curva di sviluppo.
  • Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, o comunque comportamenti finalizzati al mantenimento di un peso corporeo significativamente al di sotto della norma.
  • Problematiche relative al rapporto con il proprio peso corporeo o la propria forma corporea. In particolare peso e forma del proprio corpo influenzano in modo eccessivo i livelli di autostima oppure persistente mancanza di riconoscimento della gravità della propria condizione di sottopeso.

Vengono inoltre individuati 2 tipi di anoressia:

  1. Con restrizioni. Dove la perdita di peso viene ottenuta principalmente con il digiuno e con l’utilizzo di un esercizio fisico eccessivo o estremo.
  2. Con abbuffate o condotte di eliminazione. Dove la persona manifesta ricorrenti episodi di abbuffata o condotte di eliminazione, come vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.

Un altro parametro molto importante nella diagnosi di anoressia è la stima della gravità; e questa stima è calcolabile grazie al valore di BMI.

I livelli di gravità sono:

  • Lieve
  • Moderato
  • Grave:
  • Estremo:

Tutto questo spesso sembra assurdo, e ci si chiede come mai in società sviluppate come quelle dei paesi industrializzati, dove gli individui hanno a disposizione cibo in eccedenza, troviamo persone che rifiutano di alimentarsi? E a volte muoiono per il deperimento fisico dovuto alla volontaria astensione dal cibo? Quasi tutti i genitori delle persone affette da anoressia mentale si chiedono questo.

Ma la risposta a questa domanda è da ricercarsi non nell’accesso al cibo, ma bensì nella storia che le persone affette dall’anoressia hanno. Approfondire questo punto per uno psicologo è essenziale per capire in che modo aiutare chi soffre di anoressia, da dove cominciare.

A tal proposito è importante prendere in considerazione il fatto che chi è affetto dall’anoressia mentale valuta se stesso su canoni che riguardano principalmente il peso, la forma corporea e le capacità che ha rispetto a controllare questi due aspetti. Il tema che regna nella testa di una persona che soffre di anoressia è l’aspetto fisico e il controllo che lei ha su di esso. Questo punto è molto importante in particolar modo se lo mettiamo a confronto con persone che non sono affette da disturbi alimentari. Infatti generalmente le persone si giudicano su parametri che riguardano le proprie prestazioni in ambiti diversi della vita¸ ad esempio nelle relazioni, nelle prestazioni professionali o anche nelle abilità sportive. L’aspetto fisico non rappresenta l’unico o il principale parametro su cui auto valutarsi, mentre questo accade per chi soffre di anoressia mentale.

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