giorgio minisini
Giorgio Minisini campione nuoto artistico Foto: Italfoto

“Per me era una cosa normale, cioè era uno sport come altri, totalmente privato della sua accezione maschile o femminile”, parola del campione di nuoto artistico Giorgio Minisini, che si è raccontato a Diego Passoni e Nicola Macchione nella nuova puntata del podcast “Cazzi Nostri – Cose Tra Maschi”, prodotto da OnePodcast e disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming audio. Dall’ultima volta che Tua City Mag l’ha incontrato, sono passati diversi anni, e quel ragazzo che aveva difficoltà anche a farsi valutare dai giudici di gara, perché era l’unico atleta maschio a praticare il nuoto artistico in Italia, di acqua sotto i ponti ne è passata veramente tanta. Medaglia D’Oro nel Solo libero e Medaglia d’Argento nel Solo tecnico ai Mondiali di Doha 2024, qualificato alle Olimpiadi di Parigi2024, Giorgio Minisini racconta agli autori del podcast gli stereotipi che ha dovuto combattere durante la sua carriera in uno sport considerato ‘da femmine’. Ne emerge una riflessione su quanto i pregiudizi di genere siano difficili da sradicare, di come le persone si sentano vulnerabili di fronte a ciò che è nuovo e non categorizzabile e di come lo sport possa contribuire a cambiare la società, rendendola più inclusiva.

Il campione ha raccontato che per lui, approcciarsi a questo sport è stato molto naturale, tanto che lo praticavano sia il fratello che il cugino, non gli è mai passato per la testa che fosse uno sport precluso ai maschi, finchè il mondo esterno non glielo ha fatto notare.Se da bambini noi corriamo, non pensiamo a correre da maschio o da femmine, lo facciamo e basta. Per me lo stesso era per il nuoto artistico. Più tardi, poi, mi si è rivelato questo approccio del mondo esterno alla mia stranezza ed è stato difficile perché ho dovuto capire come mai mi vedessero come uno strano, perché io non riuscivo a capirlo, per me non c’era niente di strano.”

Giorgio Minisini: “Gli insulti? Solo da chi sentiva minate le proprie sicurezze”

Giorgio Minisini oggi ha piena coscienza di sver abbattuto stantii pregiudizi e di avere aperto una delle pochissime strade che rimanevano in qualche modo precluse agli uomini, ma on è stata un’impresa facile. Racconta infatti a Diego Passoni e Nicola Macchione: “Una donna che si conquista un posto tra gli uomini viene vista, ovviamente, con ostruzionismo, ma anche come una liberatrice. Un uomo che si conquista un posto tra le donne, nel mio caso per lo meno, veniva visto uno come un debole, perché ciò che fanno le donne è considerato da deboli. Quindi c’è già quel preconcetto culturale che ti rende debole quanto le donne. Inoltre, è come se tu fossi un usurpatore: ‘ok, vai in mezzo alle donne perché e più facile batterle’ e quindi è proprio una concezione incredibilmente negativa, che parte da una serie di stereotipi, tanti”.

E poi: “Un ragazzo che fa nuoto artistico crea disagio a un certo tipo di persone? Non perché ci sia qualcosa di sbagliato in sé e per sé, ma perché gli stai togliendo delle fondamenta su cui loro basano la propria sicurezza, il proprio carattere, la propria personalità. Io credo che tutta quella sicurezza che tu ti crei in realtà sia una gabbia che ti limita, che non ti permette di essere ciò che sei. Quando ricevi cento insulti, è facile guardare solo quei cento insulti. Quello che è difficile è soppesarli e dare il giusto peso all’insulto di chi, appunto, si vede attaccate le proprie fondamenta e quindi sta solo difendendo se stesso. In un modo tossico, ma sta cercando di difendere se stesso”.

Potete ascoltare l’interessante intervista completa a Giorgio Minisini su sport e pregiudizi qui: Cazzi nostri – Cose tra maschi

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