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Giorgia Mazzucato: “Le mie guerriere e il coraggio della donne nella Grande Guerra”

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Guerriere, lo spettacolo di e con Giorgia Mazzucato torna in scena a Roma da stasera a domenica al Teatro Trastevere e TuaCityMag vi ripropone l’intervista all’autrice dello spettacolo

Cosa facevano le donne, mentre si consumava quell’immane carneficina passata alla storia sotto il nome di prima guerra mondiale? Lo racconta in “Guerriere”, in scena da stasera e fino a domenica al Teatro Trastevere di Roma in via Jacopa de’ Settesoli, Giorgia Mazzucato. La giovane e talentuosa attrice e autrice è andata a scavare tra lettere, documenti, diari, per tirare fuori le storie di tante italiane, sintetizzarle in quelle di tre personaggi, e guardare a quei giorni tragici con gli occhi delle donne che li hanno vissuti.

Lo spettacolo si è meritato il Patrocinio della Presidenza del Consiglio per le commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale. TuaCityMag ha intervistato Giorgia Mazzucato qualche ora prima del debutto romano, per sapere qualcosa di più di questa opera.

Come nasce “Guerriere”?

“Il primo imput è da far risalire all’aver conosciuto Franca Rame, all’aver potuto seguire da vicino il suo lavoro, all’aver potuto imparare tanto da lei, dal suo teatro e dal suo impegno per le donne. Ecco, questa è stata una spinta importante per il mio lavoro. “Guerriere” in particolare, nasce anche da un’occasione specifica. Quattro anni fa il mio maestro Andrea Pennacchi, ha realizzato uno spettacolo che raccontava di un ragazzo in trincea durante la prima guerra mondiale. Alla rappresentazione di quello spettacolo per le scuole una ragazza chiese: ‘Ma le donne, mentre gli uomini erano in trincea, cosa facevano?’ Pennacchi gli rispose ‘Te lo racconterà poi la Mazzucato.’ Io in quel momento non sapevo che avrei fatto Guerriere, ma quella fu l’occasione per iniziare a scavare, a leggere i libri di storia e poi diari, lettere, documenti. E  così mi sono immersa in un periodo che non conoscevo, scoprendo moltissime cose per me nuove, prima fra tutte che proprio in quel momento storico le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa, perché gli uomini erano al fronte e loro mandavano avanti la produzione, le fabbriche. Ma questo ha portato anche dei cambiamenti nella moda, nel costume, in tutta la società. Senza quel passaggio vissuto dalle nostre nonne o dalle nostre bisnonne, la donna di oggi non sarebbe quella che è.”

Cosa altro hai scoperto immergendoti in questo lavoro?

“Ho capito, ancora una volta, che aveva ragione il mio maestro, Dario Fo, quando diceva che, per una pagina di storia che conosciamo perché viene scritta ce ne sono altre nove, o anche di più, che rimangono sconosciute. E per questo per tanti motivi. Io non ho fatto altro che ampliare il punto di vista. Parlando in termini cinematografici, ho inquadrato la trincea e poi, ho fatto ‘zoom out’, allargando il campo e cercando di capire cosa avveniva tutto intorno: ho visto bordelli di trincea, instancabili crocerossine, donne al lavoro nelle fabbriche e molto altro. Mi sono piano piano concentrata sulle storie di dieci donne rappresentative delle donne in quel particolare momento storico e quelle dieci donne, poi, con un lavoro di taglio e cucito, sono diventate le tre Guerriere protagoniste dello spettacolo.”

Chi sono quindi queste tre “Guerriere”?

“Ognuno dei tre personaggi rappresenta un ceto sociale. C’è Eva, l’albergatrice, che rappresenta una donna di rango più elevato. Nel suo hotel viene a contatto con uomini di potere, è una donna che gestisce un’impresa, emancipata. In Eva sono racchiuse donne come Coco Chanel ed Elena di Savoia, una donna incredibile che arrivo’ a sgombrare il Quirinale e altri importanti palazzi di Roma per trasformarli in ospedali. Il secondo personaggio invece, è quello di Angela, una soldatessa. Si, ci sono state donne che si sono travestite da uomo e sono andate a combattere in trincea, anche nelle fila italiane. Per costruire questo personaggio ho usato tanti diari di trincea, e attraverso di lei posso raccontare cosa succedeva al fronte anche ad altre donne, come per esempio le prostitute, che arrivavano ad avere anche 150 rapporti al giorno con i soldati. La terza guerriera è Franca, che si chiama così in omaggio a Franca Rame. Lei è una donna umile che lavora in una fabbrica di armi, ma non solo, è anche una portatrice carnica,  una di quelle donne che partiva dal suo paese con una gerla pesante 30-40 kg, e sfidava il destino arrampicandosi sulle Alpi, rischiando di essere colpita dai cecchini, per portare i rifornimenti al fronte. Nel suo personaggio c’è molto dei diari di Maria Plozner Mentil che morì proprio colpita da un cecchino, ma anche di Anna Balabanov, la socialista che insegnò la politica a Mussolini.”

Sono passati 100 anni da quei tragici giorni, perché hai scelto di immergerti in quel periodo storico così lontano?

Non è affatto lontano. Io ho 28 anni e il mio bisnonno è stato in trincea. Sul palco uso alcuni suoi oggetti. Io sono di Padova, e da quelle parti, in Veneto, in Friuli, la prima guerra mondiale si respira ovunque. Ogni casa, ogni famiglia può raccontare di nonni o bisnonni in trincea. Se ci si pensa, 100 anni non sono che tre o quattro generazioni. Pensare che sia una cosa lontana, è cercare un alibi per non riflettere sul fatto che quella guerra, quella tragedia, è stata opera nostra, l’abbiamo fatta noi, i nostri nonni.”

Uno spettacolo importante, che ha ottenuto anche un riconoscimento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e che sembra avere anche fini ‘educativi’, è la tua idea di teatro?

“Io credo in un teatro che sia innanzitutto condivisione. Quando racconto una storia la propongo al pubblico che rimane libero di trarne le proprie conclusioni. Il teatro deve proporre allo spettatore delle domande. Se poi queste domande il pubblico vorrà farle a me, dopo lo spettacolo, sarò a disposizione. Ecco, è questa la mia idea di teatro.”

Guerriere

di e con Giorgia Mazzucato

Teatro Trastevere

via Jacopa de’ Sette soli

13 e 14 dicembre h.21, 15 dicembre h.17

tel. 06 581 4004

Info e prenotazioni:  info@teatrotrastevere.it

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