Gigliola Cinquetti intervista Ora o mai più

Gigliola Cinquetti non ama particolarmente la tv, come dice lei in questa intervista, ne apprezza il potere di raggiungere con il proprio messaggio tante persone, ma per lei preferisce ogni tanto l’ombra più che le luci del palcoscenico. In questo momento però, sul piccolo schermo ha deciso di tornare, con entusiasmo e rientrando dalla porta principale, ovvero quella della prima serata del sabato di Rai Uno e del programma tv Ora o Mai Più. Condotto da Marco Liorni, questo talent musicale davvero sui generis vuole ridare luce ad artisti che sono stati all’apice in un momento preciso della loro carriera, che poi, almeno mediaticamente, si è un po’ eclissata. Nel ruolo di giudici e guide dei concorrenti ci sono nomi noti della musica italiana: da Rita Pavone a Raf, da Riccardo Fogli a Patty Pravo, da Marco Masini fino, appunto, a lei, Gigliola Cinquetti. A lei è stato assegnato un talento come Pierdavide Carone, un cantautore arrivato al successo partecipando al talent Amici di Maria De Filippi, ma poi apprezzato anche da una grande penna come quella di Lucio Dalla.

In questa intervista la cantante ci racconta di più di questa esperienza, ma anche del suo rapporto con il successo e con la celebrità che l’ha travolta quando, giovanissima, nel 1964 vinse il Festival di Sanremo con la canzone “Non ho l’età”. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ora o Mai Più, intervista a Gigliola Cinquetti

Signora Gigliola Cinquetti, come sta vivendo l’esperienza di giudice e coach nel programma tv Ora o mai più?

“Mi sento come se arrivassi da Marte. Sono molto curiosa ma anche molto speranzosa sia di divertirmi sia di imparare cose nuove. Trovo molto stimolante la possibilità di confrontarsi con altri artisti, tanto più artisti di generazioni diverse. Penso che anche le cose del passato, per chi non le conosce suonano nuove, e viceversa. quindi penso che in questa esperienza sarà lo scambio la cosa più importante. Ill confronto anche di sensibilità diverse, che ognuno di noi ha e che è legato anche al tempo della propria giovinezza, in cui si è formato. Alla fine, siamo tutti figli del nostro tempo, quindi io rivendico con orgoglio il mio e sono pronta a confrontarmi con chi avrà da raccontarmi qualcosa di inedito per me”.

Lei che rapporto ha con la televisione? Ne ha fatta relativamente poca, perché?

“Mordi e fuggi, io sono una che vado, canto e scappo. Però poi ritorno, e lo faccio sempre con grande entusiasmo. Ho proprio bisogno di alternare luce e ombra, di uscire ogni tanto dal cono. La televisione è uno strumento meraviglioso, perché ti mette in contatto con molte persone, ti fa arrivare a tantissima gente e ai loro cuori. Credo che comunque il tempo abbia lavorato per costruire un affetto del mio pubblico, che poi non credo che esista “il mio” pubblico, ma semplicemente “il” pubblico. Poi la televisione può diventare anche qualcosa di pericoloso, almeno per me. Io non so come fanno tanti professionisti a rimanere così a lungo esposti. Per me è pericoloso perché può creare un’assuefazione in qualche modo.

L’ ha un pò destabilizzata il successo che ha conosciuto da giovanissima?

Mi ha molto destabilizzata, mi ha sconvolta. Credo di aver ricevuto una sorta di scottatura dalla quale poi ho reagito spesso ritraendomi quando c’era il pericolo di bruciarmi di nuovo in modo così forte, però allo stesso tempo capisco quanto sia un privilegio avere l’attenzione o anche semplicemente essere nel ricordo di tante persone che ti vogliono dimostrare affetto, complicità, perché magari senza saperlo sei entrata nelle loro vite e ti raccontano che la mamma era una tua ammiratrice, magari raccontano aneddoti di famiglia, ricordi di eventi cari e quant’altro. Questo è molto bello, molto commovente, e non ci rinuncerei per niente al mondo.

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