michela andreozzi genitori vs influencer

Genitori vs Influencer è la guerra che si combatte ormai da anni nelle case italiane. Ma è anche il titolo del nuovo film di Michela Andreozzi che uscirà il giorno di Pasqua su Sky e Now tv. Al centro del racconto una storia super attuale che coinvolge e mette a confronto diverse generazioni. Il confronto-scontro principale è quello tra la Generazione Z e i boomer, molto realisticamente rappresentati nel film dalla giovanissima Simone, quattordicenne affascinata dal mondo dei social interpretata da Ginevra Francesconi e dal suo serissimo padre vedovo, professore di filosofia, interpretato da Fabio Volo. C’è poi la influencer che ruba l’attenzione di Simone e diventa oggetto della personale guerra del padre, la millenial Eleonora, che è interpretata dalla vera influencer Giulia De Lellis.

La guerra Genitori vs Influencer in realtà, è la versione 2021 di una inevitabile battaglia che si combatte dalla notte dei tempi, ovvero: genitori vs figli adolescenti. Come spiega la regista Michela Andreozzi.

“Questa eterna lotta, poteva essere anche semplicemente un Genitori vs Figli. Di madri ne avevo già raccontato in passato ed ero curiosa di raccontare invece la storia di un padre. Un padre vedovo alle prese con quel momento necessario e sempre un po’ complicato in cui si rompe il cordone ombelicale con i figli, quel momento unico che è l’adolescenza. Ai miei tempi gli scontri si consumavano sull’andare in motorino, o in discoteca. Adesso il terreno di scontro è quello dei social network”.

Il film, per raccontare il mondo dei social network anche a chi non lo conosce troppo, riesce anche a fare un minimo di sperimentazione del linguaggio. Incrociando quello reale con quello metareale dei nuovi media in cui i giovani e meno giovani sono immersi per lunga parte della loro giornata. Genitori vs Influencer affronta con ironia e leggerezza un tema ancora poco affrontato al cinema. Spiega infatti la regista:

“Quando mi è arrivato il soggetto ho pensato:  di questo tema parliamo di tutti i i giorni ma nessun film ne ha mai parlato, quindi in realtà non c’è stata  ancora una riflessione su questo mondo in cui, volenti o nolenti, sono sempre più immerse le nostre vite. Abbiamo lavorato per più di un anno sulla sceneggiatura, consultando, studiando e lavorando su veri profili social, tra cui quello di Giulia De Lellis. Tutto quello che si vede nel film vero, la geolocalizzazione sui luoghi che sono reali, i programmi tv, è tutto ‘cliccabile’. Questo è stata il tipo di fedeltà rispetto allo strumento ‘social’, che abbiamo voluto mantenere. Abbiamo provato a narrare la storia intrecciando la realtà con la meta realtà dei social”.

L’intento di Genitori vs Influencer di essere un film adatto a tutta la famiglia è evidente e riuscito. E chissà che non porti molti boomer a conoscere di più in qualche modo il mondo dei loro figli che se la cavano molto meglio di loro, ovviamente, nel destreggiarsi tra follower, hashtag e like.

“Secondo me in realtà la Generazione Z è molto più equilibrata nell’usare i social degli adulti. Ma è vero che i social network are the new muretto. Il confronto con la crescita di un figlio adolescente, oggi, non può che passare dal terreno di scontro dei social.

Credo comunque che sia molto più pericoloso per un boomer stare sui social, perché è più facile farsi ubriacare avendo meno conoscenza di questo mondo. La timeline di Instagram, per esempio, per me è una trappola mortale. E’ lo specchio di un mondo pieno di cose, solo che noi boomer lo sappiamo usare meno, ci approcciamo in un modo diverso, ci lasciamo perdere senza accorgercene”.

Genitori vs Influencer, è anche una sorta di ‘Guida ai social per boomer’?

“E’ stato naturale a un certo punto ritrovarsi a spiegare una certa terminologia social perché i miei produttori (Isabella Cocuzza e Arturo Paglia di Paco Cinematografica ndr) non sono sui social e hanno quattro figli adolescenti. Ho pensato quindi di prenderli come riferimento per raccontare quei genitori molto presenti e attenti alla vita dei figli, ma a cui sfuggono termini, perché non stanno sui social tutto il giorno, avendo molto altro di cui occuparsi.

La cosa di cui sono più fiera è che questo film parla di incontri, di convivenze di mondi diversi, che si incontrano e riescono a dialogare. Questo film racconta la caduta di una serie di pregiudizi reciproci, che poi nascono sempre dalla non conoscenza. Per i genitori il mondo dei social è pieno di cose inutili e anche pericolose, per gli adolescenti, gli adulti non capiscono nulla. Quando i due mondi si scontrano sono costretti al confronto e riescono a prendere l’uno il meglio dell’altro”.

I mondo dei social è comunque difficile da gestire, si pensi al fenomeno degli haters, come lo combatte sui sui profili Michela Andreozzi?

All’inizio quando leggevo commenti cattivi, pieni di odio, ci rimanevo male. Poi ho capito che spessissimo questi commenti arrivano da profili fake. Io che vengo da una generazione in cui si litiga faccia a faccia le prime volte la prendevo sul personale, poi ho capito che quello è un altro mondo, ‘parallelo’. Quando ho conosciuto Giulia De Lellis mi ha dato un ottimo consiglio sugli haters. Mi ha detto: “Io non li leggo”e ho iniziato a fare come lei.

Data la tematica e anche il modo in cui è affrontata perché non pensare, in futuro di portare il film nelle scuole?

 “Mi sembra una bella idea”-dice la regista. “Il mio intento era che questa storia parlasse a tutti, ai ragazzi e agli adulti. I genitori di oggi non possono rimanere sulla soglia dei social. Ci devono entrare perché possono esserci rischi anche grandi lì in mezzo, cose che possono ferire molto in fondo. Pensiamo al revenge porn, di cui accenniamo nel film: basta un secondo per inviare una foto che può segnare un cammino di crescita”.

Rispondi