gemelli

La gravidanza gemellare è da sempre un evento molto particolare, soprattutto per il fatto che è un fenomeno poco frequente.

Le gravidanze gemellari nella specie umana sono piuttosto rare: si calcola che avvengano mediamente in un caso su cento, mentre i parti plurigemellari sono ancora meno frequenti.

Fin dall’antichità, i gemelli hanno destato molta curiosità, sia dal punto di vista medico sia folkloristico e culturale.

Nelle narrazioni popolari, infatti, spesso vi sono racconti in cui uno dei gemelli incarna il bene e l’altro il male. 

Molte domande e molti falsi miti, poi, circolano su questo argomento. Molti si chiedono, per esempio, se la probabilità di gravidanze gemellari dipende dalla genetica e perché ci sono gemelli uguali e gemelli piuttosto diversi.

Gravidanze gemellari: come funzionano

La gravidanza gemellare è una gravidanza durante la quale si formano due feti anziché uno. La dinamica che dà origine a questo fenomeno, però, può avere varianti molto diverse che danno poi origine a gemelli uguali o diversi ma che determinano anche il fatto che condividano placenta, liquido amniotico, etc.

  • Gemelli omozigoti: si tratta di gemelli che nascono dallo stesso ovulo (zigote) che viene fecondato dallo stesso spermatozoo e si scinde dopo la fecondazione. Se la scissione avviene nei primi tre giorni dalla fecondazione, generalmente formano autonomamente una propria placenta e un proprio sacco amniotico. Se la scissione avviene, invece, tra tre e otto giorni dopo, generalmente si forma una placenta sola e due sacchi amniotici. Questo caso è il più frequente e si verifica circa nel 70% dei casi. Molto raramente, circa nell’1% dei casi, la divisione avviene in un periodo successivo e i due feti condivideranno sia placenta sia sacco amniotico.

I gemelli omozigoti, proprio perché originati dallo stesso zigote e fecondati dallo stesso spermatozoo, sono identici.

  • Gemelli eterozigoti: in questo caso, invece, si tratta di gemelli che hanno origine da due cellule uovo che vengono fecondate da due diversi spermatozoi. Per questo motivo possono anche essere uno maschio e l’altra femmina e possono avere tratti somatici diversi: geneticamente sono fratelli che condividono il 50% del DNA e hanno come caratteristica in più il fatto di vivere assieme tutta l’esperienza nell’utero materno. I gemelli eterozigoti hanno sempre due placente e due sacchi amniotici separati, anche se può succedere che le placente siano così vicine da sembrare una sola.

La gravidanza gemellare è ereditaria?

Un’altra domanda molto frequente che i futuri genitori si fanno è se la possibilità di avere gravidanze gemellari sia ereditaria.

Sebbene non si sappia ancora tutto sulle dinamiche per cui si verificano le gravidanze gemellari, pare assodato che effettivamente ci sia una componente ereditaria.

I dati statistici, infatti, dimostrano che in alcune famiglie e in alcune etnie vi è una frequenza maggiore di parti gemellari rispetto ad altre. Il tasso di gemellarità, infatti, avrebbe le punte massime nelle popolazioni africane mentre sarebbe molto più basso in quelle dell’Asia. Inoltre, la percentuale di gemelli omozigoti sarebbe pressoché costante nel tempo.

Inoltre, studi recenti dimostrerebbero che nelle madri di gemelli eterozigoti si trova frequentemente una variante genetica che potrebbe determinare il rilascio di un numero maggiore di ovociti. Di conseguenza, è probabile che la correlazione genetica esista e dipenda dal ramo materno.

Finora, invece, non sono state trovate prove che dimostrino una correlazione con il famoso salto generazionale che viene spesso citato nell’aneddotica tradizionale.

Come affrontare la gravidanza gemellare

La gravidanza gemellare è considerata più a rischio rispetto una gravidanza normale in quanto vi possono essere più facilmente complicazioni.

In particolare, possono essere a rischio le gravidanze gemellari monocoriali, ovvero quelle in cui c’è una sola placenta. In queste situazioni può avvenire che all’afflusso del sangue ai due feti non sia uniforme: uno dei due potrebbe non riceverne a sufficienza, con deficit di crescita e nutrimento, e l’altro potrebbe riceverne troppo, con aumento della pressione e carico eccessivo per il cuore.  

È fondamentale che questa situazione, detta Sindrome da trasfusione feto-fetale, venga diagnosticata precocemente per evitare danni gravi ai due feti: proprio per questo è opportuno sottoporsi a visite scrupolose e frequenti.

Eccetto questa situazione, peraltro piuttosto rara, i rischi riguardano prevalentemente l’aumento ponderale. Mentre nelle prime settimane, infatti, non ci sono sostanziali differenze con una gravidanza normale, man mano che la gravidanza procede possono esserci piccole difficoltà. In particolare, sono più probabili i parti pretermine e i parti cesarei.

Dalla parte del papà: essere genitore di gemelli

Diventare papà è un momento particolarissimo della vita di un uomo. Tanto più lo può essere quando si viene a conoscenza del fatto che si avranno dei gemelli.

Si tratta di una situazione particolare che può avere molti risvolti positivi, a fronte di una ancora maggiore responsabilità.

Fin dai primi tempi, infatti, il papà si sentirà coinvolto perché la gravidanza gemellare può essere più impegnativa e faticosa.

Dalla nascita in poi sarà importante una gestione coordinata di tutte le faccende familiari, domestiche e della cura dei due piccoli: un ottimo modo per non sentirsi escluso dalla nuova situazione e per farsi apprezzare da mamma e piccoli. Anche l’autostima ne può avere notevoli benefici. Dai primissimi tempi, in cui aiuterà la sua compagna nell’addormentare i piccoli, nei bagnetti e nei cambi del pannolino, fino a quando inizierà il tempo dei giochi, delle pappe e delle passeggiate, il papà avrà un suo ruolo fondamentale che lo aiuterà a creare un rapporto individuale e speciale con i suoi bambini.   

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