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FUORIPORTA: LA NORMANDIA DI MONET

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La Normandia di Montet- Giverny- © Valentina Di Nino/TuaCityMag
Nasceva il 14 novembre 1840 a Parigi, Claude Monet. In occasione di questo anniversario, e della mostra  in corso a Roma,al Vittoriano di Roma, vi proponiamo un percorso nei luoghi amati, vissuti e dipinti dal grande artista.

Oggi andiamo in Normandia, una terra di grande bellezza nella Francia nord occidentale, dove il maestro dell’ Impressionismo lavorò e visse fino alla morte.

Il nostro itinerario vi propone luoghi ritratti nei quadri della mostra romana e inizia da un piccolo porticciolo, Honfleur, un pugno di case e vicoli situato all’estuario della Senna, che affascinò moltissimi degli esponenti dell’ Impressionismo e continua ad affascinare qualsiasi visitatore ci metta piede. Fondato in epoca romana, all’inizio della Guerra dei Cent’Anni, il villaggio diventa una fortezza a guardia del fiume che porta a Parigi. In epoca successiva troverà il suo sviluppo come città marittima: un vitale porto commerciale e punto di partenza per le spedizioni di coloro che tentavano la traversata verso il nuovo mondo.

La Normandia di Monet
La Normandia di Montet- Honfleur- © Valentina Di Nino/TuaCityMag

Ma dall’inizio del XIX secolo Honfleur è sopratutto un luogo amato dagli artisti. La sua luce particolare e la sua bellezza antica hanno attratto nel piccolo borgo marinaro generazioni di pittori: da Turner a Corot, da Boudin a Bazille, fino ad arrivare al ‘nostro’ Monet, tutti hanno tentato di riportare nelle loro opere la suggestione di questo posto.

Perdersi nelle stradine di ciottoli del borgo vecchio, disseminate di bottegucce artigianali e gallerie d’arte, o godersi il sole in un caffè davanti ai velieri ancorati nel porticciolo e alle sagome delle tipiche case dai mille colori e con il tetto in ardesia e della chiesa di Saint Catherine, interamente in legno, è il miglior modo per assaporare il gusto antico di Honfleur, che mantiene intatto il suo patrimonio storico artistico in 37 ettari di area protetta, e per sentirsi dentro uno dei tanti quadri che questo villaggio ha ispirato. Per esempio, dentro “Barche nel porto di Honfleur”, in mostra al Vittoriano.

Nemmeno un’ora di auto più a nord e si arriva ad Etretat, un altro posto dipinto da Monet più e più volte. E non serve avere la raffinata sensibilità di un artista per capire perché. Le stupefacenti falesie della costa d’alabastro a picco sul mare, circondate dal verde smeraldino delle colline sullo sfondo, sono uno spettacolo unico, un paesaggio in cui i colori e le forme si contrastano in modo netto, violento. Salire i sentieri per ammirare dall’alto la costa calcarea a strapiombo sulla Manica, toglie ogni dubbio sul fatto che si stia sicuramente davanti a una delle scogliere più belle d’ Europa. Quello che può ammirare il turista contemporaneo, in termini di impatto, suggestione e luce, è esattamente quello che, nel secolo scorso, affascinò il maestro dell’ Impressionismo: una natura davvero selvaggia e potente. La stessa dipinta nella “Falesia d’Amont” in mostra attualmente a Roma.

LA NORMANDIA DI MONET
La Normandia di Montet- Etretàt- © Valentina Di Nino/TuaCityMag

L’ultima tappa sulle orme di Monet e della sua opera ci porta direttamente a casa dell’ artista. Il luogo di cui il pittore si innamorò, in cui passò molti anni della sua vita e da cui provengono tutti i capolavori esposti al Vittoriano: Giverny.

Perché scelse proprio questo posto? Lo spiega così lo stesso Claude Monet: “La luce era unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo.”

Il pittore riuscì a comprare un casale in quel piccolo borgo immerso nella campagna nel 1883 e, da allora, si dedicò con uguale amore, costanza e passione alle sue tele e al suo giardino, del quale lui stesso diceva “E’ la mia più grande opera d’arte”. E in effetti ci si trova immersi in un trionfo di colori, forme, prospettive, scorci, riflessi che l’ occhio e il cuore del pittore hanno saputo creare in tanti anni di dedizione.

La visita (che costa 9,5€ per gli adulti, 5,5€ per bambini dai 7 anni e per gli studenti, gratis per i bambini più piccoli), inizia dalla casa, dove il pittore visse con la sua famiglia. Tutti gli ambienti sono rimasti intatti e la varietà di stili e di colori accesi, non fa altro che preparare gli occhi e i cuori a quello che c’è oltre le ampie finestre. La luce, la vera, imbattuta ossessione di Monet, inonda le camere, tra cui spiccano la sala da pranzo e l’ampia cucina bianca azzurra e blu. Alle pareti, le riproduzioni delle opere che Monet volle tenere per sé e per i suoi cari: le sue (tra cui le 60 esposte al Vittoriano), e quelle di artisti che ammirava particolarmente, come il giapponese Hokusai ( anche lui protagonista in questi giorni di una bellissima mostra a Roma, all’Ara Pacis.)

La Normandia di Montet
La Normandia di Montet- La casa di Giverny- © Valentina Di Nino/TuaCityMag

Il giro in casa dunque, è un’ottima introduzione a quello che è il vero punto forte della visita: il giardino. E qui, nel Clos Normand, passeggiando sotto la galleria delle rose, o attraverso il dedalo di sentieri, circondati di gelsomini, papaveri, iris, peonie, campanule, tulipani e quant’altro, ci si ritrova stupefatti ad ammirare come la mano dell’ uomo, la sensibilità dell’artista e la grandezza della natura abbiano creato una tale sinfonia di colore e luce. Ma per sentirsi davvero dentro un’opera di Monet, bisogna arrivare su un ponticello, quello che sovrasta lo stagno delle ninfee e che permette di ammirare davanti a sé il ponte giapponese. Ed ecco che alcuni tra i quadri più famosi e amati della pittura moderna prendono vita davanti agli occhi di chi guarda e che ne diventa improvvisamente  parte.

Tutta la seconda parte della mostra del Vittoriano è dedicata a dipinti nati per tentare di cogliere ogni possibile effetto, cambio di colore, gioco di luce, durante i vari orari della giornata e le varie stagioni, in questo rigoglioso e unico hortus conclusus. Una visita qui è una full immersion nella bellezza, nella natura e nell’arte.

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