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FILOMENA PUCCI: “IN QUELLO CHE TI PIACE E’ IL TUO DESTINO”

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Il nuovo libro di Filomena Pucci, esperta di imprenditoria femminile è”Quello che ti piace è ciò che sai fare meglio” , una sorta di guida pratica al lavoro dei nostri sogni e bisogni. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

“Quello che ti piace è ciò che sai fare meglio”, una massima semplice e netta, ma anche piena di conseguenze.

E’ il titolo del nuovo libro di Filomena Pucci, l’ autrice di Appassionate,un bellissimo viaggio nel mondo dell’imprenditoria femminile italiana. E, se in questa calda estate vi sentite bruciare non solo per le alte temperature, ma anche per un vostro fuoco interiore che vi dice che è ora di cambiare, di fare qualcosa di vostro, e di buttarvi nel mondo senza zavorra, con tutte le difficoltà, i rischi, la fatica ma anche la soddisfazione che questo comporta, beh questo volume è quello che fa per voi.

Si potrebbe pensare che il tema centrale del libro sia il lavoro, inteso come ‘lavoro dei sogni’, la vostra impresa, invece, sfogliandone le quasi 200 pagine si scopre che il tema centrale è l’auto-realizzazione, che arriva anche al lavoro ma in realtà investe tutta la vita di una persona. Ed è un percorso lungo e scomodo alla scoperta della potenza del piacere e dei desideri.

“Il libro nasce per dar dare maggiore diffusione ad argomenti già raccontati in Appassionate e di cui mi occupo nei miei seminari. Sono temi in cui mi sono imbattuta durante la mia esperienza professionale prima e dopo Appassionate”

L’esperienza di Filomena Pucci è quella di una donna che, ad un certo punto della sua vita, decide che il lavoro, e anche, la vita che fa, le sta stretta. Prende la decisione di lasciarlo quel lavoro che non le dà soddisfazione, e si imbarca in una vera impresa: puntare a fare quello che le piace. Come sa chiunque provi a fare impresa, la sensazione all’inizio, e anche dopo, è esattamente quella di un salto nel vuoto. Ma il libro descrive bene il fatto che, una volta capito cosa si vuole, tornare indietro risulta impossibile. Da lì,da quel salto senza paracadute, Filomena Pucci inizia un’avventura che non è solo professionale, ma innanzitutto esistenziale, alla ricerca di se stessa e della stella polare che la guiderà verso la sua realizzazione: il piacere.

Fiomena propone, a chi vuole intraprendere il suo stesso percorso, nove punti, che sono nove step di un cammino che porta a scoprire cosa vogliamo dalla vita e a provare a realizzarlo.

“I nove punti sono dei passi che, seguiti con continuità e costanza, portano a dei risultati. Fondamentalmente si tratta di un percorso personale verso un’evoluzione, perché l’ impresa della vita nasce dal compiere prima un’impresa dentro noi stessi.” spiega Filomena Pucci “Le due cose non possono essere divise:riuscire ad esprimere noi stessi attraverso il lavoro che scegliamo, vuol dire che prima noi ci siamo riconosciuti, e vuol dire anche che diamo la possibilità al mondo di conoscerci e riconoscerci. E questo è fonte di soddisfazione.”

Nel libro, la scrittrice sostiene che il lavoro dei nostri sogni, o meglio dei nostri veri bisogni e desideri è già nel nostro destino. Ma l’impostazione di “Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio” non è certo quella di un passivo fatalismo, anzi.

“Quando parlo di destino, parlo della realizzazione di un senso, il nostro senso. Io credo che ci sia un motivo per cui siamo al mondo, ognuno ha un suo senso, ma riuscire ad esprimerlo pienamente è difficile. Quello che ci piace fare è una forza molto potente, che ci aiuta a trovare la nostra strada e il modo di superare anche le difficoltà per la sua realizzazione. Il nostro lavoro che scaturisce da questo processo, racconta tantissimo di noi. Quando intraprendiamo il percorso per seguire il nostro piacere, conosciamo noi stessi meglio e realizziamo il nostro destino, perché realizziamo il nostro senso.”

Discorsi affascinanti ma poi ci sono sempre i conti da pagare.

“Questi sono problemi che abbiamo tutti. Se serve per un periodo fare lavori poco gratificanti, si fanno. Il problema è quando ci convinciamo che quelli sono i lavori a cui siamo destinati e magari ci attacchiamo a quelli, per paura di seguire il nostro piacere. Perché un percorso diverso non è facile né comodo”.

Quando si parla del lavoro dei desideri, spesso si usano parole, come ‘passione’, ‘talento’, ma la ‘fatica’ non viene considerata. Invece la fatica, lungo tutto il percorso proposto da Filomena Pucci c’è, eccome.

“Al talento  io personalmente non credo. Faccio un esempio legato al mio campo, la scrittura. Ci sono tanti grandi scrittori che se gli parli di talento ti rispondono ‘ Beh, io lavoro 10- 11 ore al giorno tutti i giorni, alla fine, lavora e lavora e lavora, qualcosa di buono esce fuori.’ Il concetto di fatica invece è relativo.  Non nel senso che non si faccia fatica, ma nel senso che dicevamo prima, che la fatica, se fatta su qualcosa che ti piace, se va incontro ai tuoi bisogni interiori. acquista un senso, che diventa soddisfazione e dunque, alla fine, ripaga dello sforzo. La fatica c’è eccome, ma ha motivazioni e qualità diverse. La fatica alla fine diventa sensata. Quindi quello che vuoi fare non è di certo facile, ma è possibile. E la differenza tra una cosa facile e una possibile, è che, quando definisce una cosa ‘possibile’, il passo ulteriore è quello di farla, provare a renderla reale. Io ci ho messo sette anni a compiere il mio percorso, e ci sono ancora pienamente dentro, sia sul lavoro personale di consapevolezza, sia sugli aspetti più strettamente imprenditoriali del mio progetto. E’ lungo e molto faticoso, ma la fatica che si associa al piacere, è appagante, perché parla veramente di ciò che sei. Tutto il resto, è fatica a fondo perduto, che genera solo frustrazione.”

Le difficoltà insomma, ci sono, e il libro non propone alcuna formula magica per la realizzazione dei propri sogni, ma dà spunti di riflessione e propone esercizi pratici per imboccare questo lungo cammino.

“La fase iniziale è per tutti piena di interrogativi, ma se si seguono i nostri desideri con costanza e pazienza, piano piano, lentamente, ci si accorgerà che ciò genererà intorno a noi una sorta di corto circuito positivo. Seguire ciò che mi piaceva fare, per esempio, mi ha portato ad incontrare persone che avevano i miei stessi interessi, a costruire lentamente una rete, addirittura a trovare risorse economiche. E’ una cosa lenta, ma che catalizza energie e possibilità, non solo per quanto riguarda il lavoro, ma tutto il resto della nostra esistenza. Ma bisogna essere costanti, pazienti e anche aperti. E sinceri. Tante volte nella vita, quando non riusciamo ad ottenere qualcosa dobbiamo guardare bene gli ostacoli che abbiamo davanti e capire che, forse, sono lì davanti proprio perché quella non è la nostra strada, dobbiamo cambiarla, perché non riflette le nostre ambizioni più profonde e dunque il nostro vero essere.”

Filomena Pucci scrive per tutti, ma in particolare si rivolge alle donne, già protagoniste e principale pubblico di Appassionate. Perché questa scelta?

“Perché su questi temi le donne si stanno mettendo in gioco in tutto il mondo.Perchè le donne fanno ricerca da secoli sul loro posto nel mondo, su come affermare loro stesse attraverso le loro idee, le loro attività, le loro ambizioni. E’ qualcosa che riguarda ed è osservabile ovunque: nei Balcani, dopo la guerra, tante donne hanno trovato spazio per le loro idee e imprese innovative e hanno dato dinamismo al processo di ricostruzione. In Africa ci sono tante imprenditrici che, con la loro energia e le loro iniziative, stanno cambiando dal basso i loro paesi. E’ una spinta globale ed è un modo nuovo di approcciarsi all’impresa. Le donne partono da loro stesse, dai loro bisogni e desideri più intimi e individuali e poi trovano risposte e le concretizzano, scoprendo che quei bisogni non sono solo individuali e riuscendo in molti casi a cambiare la realtà, che le circonda, sia con il loro lavoro, che arrivando a influenzare il loro ambiente e addirittura a cambiare leggi e indirizzi di governo.”

 

 

 

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