Quali sono i film da non perdere al cinema in questo novembre 2019? Come ogni mese, TuaCityMag vi guida attraverso le nuove uscite più interessanti del mese

Carissime amiche di Tua City Mag, bentornate al nostro consueto appuntamento alla scoperta dei film da non perdere al cinema a Novembre.

Partiamo subito con la versione restaurata in 4K di un grande classico, parliamo del capolavoro di Wim Wenders “Il cielo sopra Berlino”. In sala solo il 4 e 5 novembre, la pellicola è stata lavorata digitalmente in occasione della 68a edizione della Berlinale. Il film del 1987 valse al regista tedesco la Palma alla miglior regia al Festival di Cannes e due European Film Awards. Ricorderete la storia che vedeva protagonisti nel grigio cielo sopra Berlino due angeli, Damiel e Cassiel, che si ritrovano periodicamente a confidarsi le reciproche esperienze con gli esseri umani. Il primo è quello che vorrebbe diventare uomo per percepire il senso della quotidianità.

Questo mese vede la presenza di tante pellicole protagoniste dell’appena conclusa 14esima edizione della Festa del cinema di Roma. Ovviamente non possiamo non annoverare quello che si preannuncia l’ennesimo capolavoro di uno dei più grandi registi dei nostri tempi. L’avrete intuito, parliamo di “The Irishman” di Martin Scorsese con Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino. In sala a partire dal 4 novembre, la pellicola racconta la storia di Frank Sheeran, un veterano della Seconda Guerra Mondiale autista di camion e del suo incontro con Russell Bufalino, boss della mafia a Filadelfia, che vede in lui una persona affidabile. Le famiglie di Frank e Russell stringono così amicizia fino al momento in cui quest’ultimo presenta l’amico a Jimmy Hoffa, il popolare capo del sindacato dei camionisti e per il quale diventerà prima guardiaspalle, poi consigliere e forse, il suo miglior amico. Questi tre personaggi e la loro storia ci accompagnano quindi in un viaggio attraverso gli Stati Uniti e la Storia americana.

Gli amanti dell’arte non possono perdere la pellicola “Escher – viaggio nell’infinito”.  In sala il 5 novembre il film distribuito da Feltrinelli Real Cinema e diretto dal regista Robil Lutz narra la rappresentazione del pensiero del più grande incisore e grafico dell’età moderna, l’artista olandese Maurits Cornelis Escher. La pellicola ci porta infatti in quell’universo fatto di  costruzioni impossibili, di regole sovvertite del piano e dello spazio e del gioco con paradossi e prospettive.

Trai film da non perdere al cinema a novembre, in sala dal 7 troviamo otto gran bei titoli. Cominciamo da un’altra pellicola presentata alla Festa del Cinema di Roma e che ha riscosso grande successo della critica: “La belle époque” di Nicolas Bedos con Daniel Auteuil e Fanny Ardant.  La storia racconta di Victor e Marianne, sposati ma in crisi: lui vorrebbe ritornare al passato mentre lei è proiettata verso il futuro. Victor è un disegnatore disoccupato che rifiuta il digitale e che viene cacciato dalla moglie; questa è una psicanalista dispotica che ha bisogno di nuovi stimoli e che inizia una relazione con François, il migliore amico di Victor. Ormai disilluso e solo  l’uomo accetta così l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia diretta da Antoine che mette in scena il passato, regalando così ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e ad un gruppo di attori rodati. Così il protagonista sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione e rimane sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni….

E di fascino sicuramente ne hanno tanto le protagoniste capitanate da Jennifer Lopez e dirette da Lorene Scafaria “Le ragazze di Wall Street – Business i$ business”. Anche questo presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film racconta la storia vera di un gruppo di lap dancer diventate rapinatrici; la banda si forma quando nello strip club più quotato di Wall Street arriva Destiny, che presto diventa la protetta della “diva” Ramona. Con la crisi finanziaria del 2008, che dimezza notevolmente il numero dei clienti, alle donne viene un’idea: quella di mettersi in proprio per ammaliare, drogare e derubare quegli uomini benestanti con cui si accompagnano.

Rapine varie sono al centro anche dell’italianissimo lavoro di Vincenzo Alfieri “Gli uomini d’oro”. Nel cast Fabio De Luigi, Giampaolo Morelli, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi e Matilde Gioli. In una Torino plumbea Luigi, autista di un furgone valori, vorrebbe realizzare un audace colpo con cui andare in pensione per tutta la vita trasferendosi in Costa Rica. Lui ed il suo amico Luciano, un ex postino, sognavano la baby pensione ma quel sogno appare irrealizzabile.  L’unica possibilità rimasta è sfruttare le falle nella sicurezza della società per cui lavora e in cui transitano quotidianamente svariati milioni. Viene coinvolto anche l’ambiguo Alvise, un collega frustrato ed un ex pugile, il Lupo, la sua donna e il machiavellico Boutique, un uomo dalla doppia vita.  Il piano prevede niente sangue e niente armi per un colpo grosso che sembra fin troppo facile.

Continuiamo con le pellicole in uscite il 7 di questo mese e andiamo a scoprire quello che è stato il primo film sudcoreano ad aggiudicarsi nella storia la Palma d’oro. E’ successo al Festival di Cannes 2019 e parliamo di “Parasite” di Bong Joon-ho; è la vicenda di Ki-woo che insieme ai genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung vive in un modesto appartamento. Le condizioni abitative sono problematiche e la famiglia intera si impegna in lavoretti umili per sbarcare il lunario. L’occasione arriva con un amico di Ki-woo che gli offre l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato e Ki-woo ne è talmente entusiasta che crea un’identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica, riuscendo ad entrare sempre più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

Sempre una storia familiare è quella raccontata da Andrew e Jon Erwin in “Una canzone per mio padre”. La vicenda è ambientata a Grenville, Texas nel 1985.  A dieci anni Bart abbandonato dalla madre, stanca delle violenze del marito, resta a vivere con il padre, un ex giocatore di football fallito. Appassionato di musica, a 18 anni è costretto anche lui a sospendere il football per un grave incidente. Poi grazie ad un’insegnante di musica il ragazzo scopre di possedere uno straordinario talento per il canto e decide di tentare la carriera di musicista formando con alcuni amici il gruppo di Christian Rock MercyMe. Il ragazzo arriva pian piano al successo, grazie soprattutto alla canzone I Can Only Imagine, scritta in onore del padre morto di tumore non prima di essersi riconciliato con lui.  

Sempre negli Stati Uniti, anche questo presentato con grande successo alla Festa del Cinema, è ambientato“Motherless Brooklyn – I segreti di una città”di Edward Norton. Tutto quello che c’è da sapere lo trovate qua.

E per terminare le uscite di questa data parliamo di due pellicole con al centro degli animali: “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti e “Attraverso i miei occhi” di Simon Curtis.

Presentato al Festival di Cannes nella sezione Un certain regard  e poi ad Alice nella città 2019, il film si ispira al libro di Dino Buzzati e racconta di Tonio, figlio del re degli orsi che un giorno viene rapito  tra i monti della Sicilia da alcuni cacciatori. Di fronte a questo ed alla minaccia di una grande carestia, il re decide di invadere il territorio dove vivono gli uomini. Con l’aiuto del suo esercito e di un mago, il regnante riesce a ritrovare il figlio Tonio ma allo stesso tempo si accorgerà che gli orsi non sono fatti per abitare nella terra degli uomini.

Il secondo titolo è un prodotto Disney, un racconto di una famiglia che ha nel suo cane di nome Enzo il fulcro. La scommessa della pellicola “Attraverso i miei occhi” è quella di guardare ed interpretare il mondo con gli occhi del proprio amico a quattro zampe mescolando intelligentemente commedia e drama.

Amanti della storia e dei biopic,  l’11 novembre in sala non perdetevi con Helen Mirren“#Annefrank. Vite parallele”.  Il docu-film di Sabina Fedeli e Anna Migotto racconta Anna Frank attraverso le pagine di quel  diario che ha fatto conoscere con linguaggio moderno a milioni di lettori in tutto il mondo la tragedia del nazismo.  Come sarebbe stata la sua vita, che nel 2019 avrebbe compiuto 90 anni, se avesse potuto vivere dopo Auschwitz e Bergen Belsen? La storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, come lei bambine e adolescenti, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci. Ancora oggi, Anne resta un punto di riferimento, uno specchio attraverso cui i ragazzi imparano a guardare il mondo e a farsi delle domande.

Quattro le uscite previste per il 14 novembre:

Le mans ’66 – La grande sfida (Ford V. Ferrari)”di James Mangold con Christian Bale e Matt Damon. La vicenda è quella di Carroll Shelby,  il pilota che nel ’59 ha vinto la 24 ore della più ardua delle gare automobilistiche,  Le Mans ma che per una grave patologia cardiaca è costretto a dedicarsi alla progettazione e alla vendita di automobili. Insieme al suo fedele amico e collaudatore Ken Miles, dotato di uno spiccato talento per la guida, accetteranno la sfida targata Ford di sconfiggere la Ferrari. Si batteranno così per vincere una nuova 24 ore, contro tutti, a bordo di un nuovo veicolo inventato proprio da loro stessi.

Presentato nella sezione Eventi Speciali con le voci di Federica Carta, Shade, Achille Lauro, Diletta Leotta e Elio in sala troveremo il  cartonePupazzi alla riscossadi Robert Rodriguez e Kelly Asbury.Una storia di diversità e amicizia ambientata nell’allegra e colorata Uglyville, dove regna la stravaganza e la bellezza non esteriore. Moxy è un elemento importante per questa comunità di pupazzi; sempre gioiosa ed accogliente verso i nuovi, lei sogna il Grande Giorno in cui andrà nel mondo reale dove avrà un bambino a cui voler bene e da cui essere amata. Questa curiosità la spingerà insieme ai suoi amici nella città di Perfezione, dove il perfido Lou addestra le bambole a mantenersi impeccabili e condanna ogni essere difettoso.

Poi troviamo “Zombieland- doppio colpo”di Ruben Fleischercon Emma Stone e Woody Harrelson. A dieci anni di distanzadal primo capitolo, il film cult Benvenuti a Zombieland, Fleischer è tornato dietro la macchina da presa per dirigere di nuovo quell’universo che lo ha lanciato nel mondo del cinema. Abbiamo lasciato Columbus (Jesse Eisenberg), Tallahassee (Woody Harrelson), Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin) nel loro strambo nucleo familiare senza legami di sangue. Il gruppo trasferitosi a Washington, e di preciso nell’abbandonata Casa Bianca, loro base operativa, continuano ad abbattere qualsiasi zombie si trovino davanti. Ma nel loro cammino si imbatteranno anche in altri esseri umani, sopravvissuti all’epidemia e alla carneficina dei non morti… Tra momenti di puro caos che sfociano nella violenza e nella comicità, i quattro dovranno far fronte ai problemi che  nascono quando una famiglia improvvisata cresce e si evolve.

Questa pellicola vede anche la partecipazione di Bill Murray e Dan Aykroyd, che tantissimi ricordano nel loro immaginario  soprattutto per il cult Ghostbusters. Ed è proprio a questo film culto che si ispira l’italiano “Sono solo fantasmi” di Christian e Brando De Sica. La vicenda narra di due fratellastri Thomas, ex mago e Carlo che dopo anni si rincontrano a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo. L’eredità, tanto desiderata da Thomas e Carlo, sfuma a causa dei debiti del padre; con Ugo, il terzo fratello scoperto da poco, hanno una grande idea: sfruttare la superstizione e credulità napoletana, diventando degli ‘acchiappa fantasmi’. Presto Thomas e Carlo si convincono che i fantasmi esistono davvero perché alcuni tra questi vanno a risvegliare lo spettro di una strega che minaccia di distruggere Napoli.

Con Adam Driver e Annette Bening il 18,19 e 20 novembre ci attende in sala “The report” di Scott Z. Burns.Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival il film arriverà il 29 novembre su Amazon Prime Video. Se avete amatoThe post vi appassionerà anche la storia di quel portaborse idealista, Daniel J. Jones, incaricato dal suo capo, la senatrice Dianne Feinstein, di condurre un’indagine sul Programma di Detenzione e Interrogatorio creato dalla CIA dopo l’11 settembre. Questa instancabile ricerca della verità porterà a scoperte esplosive che evidenzieranno fino a che punto la più grande agenzia di intelligence della nazione abbia distrutto le prove, nascondendo una  brutale verità all’opinione pubblica americana.

Ed ora cambiamo passiamo alle uscite del 21 novembre e partiamo con la musica. Anton Corbijn dirige il docu- film “Depeche mode: spirits in the forest”in sala solo per due giorni. Il film intreccia performance musicali del Global Spirit Tour 2017/2018 al famoso Waldbühne di Berlino (“Forest Stage”) e a filmati girati nella città natale della band. Attraverso le storie di sei fan molto speciali, il docu film mostra in che modo la popolarità e la rilevanza del gruppo siano cresciute sempre più e l’incredibile potere della musica di costruire comunità, consentendo alle persone di superare le avversità e creare connessioni.

E a proposito di cambiamenti, di questo parla un piccolo prodotto di Mimmo Calopresti ma dal grande cast. Fabrizio Gifuni, Valeria Bruni Tedeschi, Sergio Rubini e Marcello Fonte sono infatti tra i protagonisti di “Aspromonte- la terra degli ultimi”. La storia parte da un fatto di cronaca avvenuto negli anni ’50 quando a causa dell’inesistenza di una strada di collegamento, una donna muore di parto perchè il dottore non riesce ad arrivare in tempo. Così gli esasperati abitanti del piccolo paesino decidono di costruirsi da soli una strada. Per la nuova maestra elementare Giulia (Valeria Bruni Tedeschi), che viene dal Nord, è fondamentale insegnare l’italiano nella scuola. Ma per Don Totò (Sergio Rubini), l’unico a comandare davvero, Africo non può diventare un paese “italiano”. Un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare grazie alla voglia di riscatto di un popolo.

Sempre targato Italia troviamo il terzo capitolo della trilogia dedicata a uno dei personaggi più celebri di Antonio Albanese. Diretto da Giulio Manfredonia come i suoi due predecessori, parliamo di  “Cetto c’è, senzadubbiamente”.  In questo episodio il protagonistasimbolo dei politici ciarlatani, ignoranti e corrotti, racconta la scoperta delle sue vere, nobili, origini in quanto figlio naturale di un principe. Dopo questa rivelazione Cetto decide di proporsi direttamente come re, abbandonando la politica tradizionale  e adottando un tenore di vita da monarca.

Ci spostiamo in Francia, dove si svolge il nuovo film di Roman Polanski “L’ufficiale e la spia”. Gennaio del 1895 nel cortile dell’École Militaire di Parigi, Georges Picquart, un ufficiale dell’esercito francese, assiste alla pubblica condanna del capitano ebreo Alfred Dreyfus, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi. Al disonore segue l’esilio sull’isola del Diavolo, nella Guyana francese. Il caso sembra archiviato fino a quando Picquart a capo della Sezione di statistica, l’unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus, si accorge che lo scambio di informazioni con il nemico non si è ancora arrestato.

E poi ultima uscita del 21 novembre è il disaster movie “Light of my life” di Casey Affleck che debutta alla regia.  E’ la storia di un padre e della sua unica figlia Rag, di undici anni, i quali, dopo che un virus ha ucciso gran parte della popolazione femminile, si nascondono tra boschi e case disabitate. La giovanissima Rag è costretta ad un continuo vagabondaggio e a fingersi maschio ogni volta che non può evitare il contatto con altri esseri umani, tutti uomini, diventati  brutali e senza scrupoli dall’assenza di donne.

Per il nostro angolo al femminile vi suggeriamo due film in uscita il 25 novembre molto diversi ma capaci in modo diverso di far riflettere: “I racconti di parvana”di Nora Twomeye “Frida – viva la vida” di Gianni Troilo. 

Il primo è un delicato film d’animazione che mostra la potenza sovversiva della cultura e della tradizione contrapposta alla brutalità del regime talebano. Al centro di questa risoluta battaglia per sé e la sua famiglia c’è una ragazzina di 11 anni di Kabul.

Il secondo è un film documentario che mette in luce le due anime di Frida Kahlo, da una parte la pioniera del femminismo contemporaneo, tormentata dal dolore fisico e dall’altra l’artista libera dalle costrizioni di un corpo sofferente. Un viaggio nel cuore del Messico suddiviso in sei capitoli, tra interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione tra lettere, diari e confessioni private in cui Frida e noi con lei esploriamo quel punto di contatto tra la sofferenza delle sue vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.

E poi il 27 novembre le bambine saranno impazienti di vedere il secondo episodio di Frozen, cartone già nel 2013 dal grande classico di Hans Christian Andersen. I due registi del primo film Jennifer Lee, Chris Buck  dirigono anche questo“Frozen II – il segreto di Arendelle”.Arendelle sembra aver ritrovato la pace da tre anni. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri, mentre Anna è felice di aver trovato l’amore in Kristoff. Tuttavia la tranquillità del regno è destinata a essere turbata da una nuova minaccia che proviene dal passato. Tutto inizia quando Elsa viene improvvisamente distratta da un canto misterioso che ha origine nella foresta e che solo lei riesce a sentire. Quella voce angelica che non smette di tormentarla, finisce per risvegliare in lei dei poteri legati ad alcuni spiriti incantati, gli stessi con cui suo padre si era confrontato diversi anni prima. Quando tutti gli elementi (fuoco, acqua, vento e terra) si abbattono sul regno, Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile dono.

E a proposito di agenti atmosferici ci trasferiamo nella Grande Mela con Woody Allen e “Un giorno di pioggia a New York”. In sala dal 28 novembre si racconta la storia di una coppia, Gatsby e Ashleigh, che decide di trascorrere un fine settimana a New York. Lui viene da questa grande metropoli e non vede l’ora di far conoscere alla fidanzata la sua città natale dallo charme vintage. Lei invece viene dall’Arizona. I due ragazzi, che si sono conosciuti all’università, sono quindi complementari e innamorati. Ma non basta, soprattutto a New York in un giorno di pioggia che può insieme all’acqua rovesciare anche destini.

Mostrato anche questo in anteprima alla Festa del cinema di Roma, è in uscita il 28 di questo mese, “Il peccato – il furore di Michelangelo”di Andrey Konchalovskiy.Il registaci offre un punto di vista originale che destruttura quel finto universo rinascimentale creato dal cinema e dalla televisione. Nel racconto di Konchalovsky viene rappresentata la passione violenta della creatività di Michelangelo, sempre in bilico tra il dono della grazia divina e l’ambizione scaltra, l’avidità, la voglia di primeggiare che non si ferma davanti a niente.

E terminiamo la nostra lunghissima rassegna di uscite del mese con un omaggio alla nostra città. Per l’angolo Romanità troviamo l’esordio alla regia di Marco Bocci “A Tor Bella Monaca non piove mai”.  Sulla base del suo romanzo, Bocci recita ed è sceneggiatore di una vicenda che si svolge in una palazzina a Tor Bella Monaca in cui si racconta la quotidianità delle persone, le dinamiche di vita spicciole e i pregiudizi diffusi. In particolare si racconta la vita di Mauro (Libero De Rienzo), trentacinquenne desideroso di costruirsi un futuro assieme alla donna che ama, Samantha (Antonia Liskova). Uomo corretto e meticoloso, questo rappresenta un’eccezione nel quartiere. La sua esistenza, fatta di lavoretti precari, va in frantumi quando la sua fidanzata lo lascia per un altro. Per riconquistare Samantha, ma prima di tutto per cercare un posto nella società affronta orgogliosamente il suo futuro.

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