figlie di eva
Figlie di Eva: il cast foto: Fabio Lovino/ Ufficio Stampa

Figlie di Eva è la divertente commedia al femminile in scena al Teatro Quirino dal 14 al 19 dicembre.

Tre donne usate, tradite, deluse, umiliate da un uomo, decidono di unire le forze per consumare la loro temenda vendetta. Riuscite a immaginare qualcosa di più letale? Difficile, e la prova che questo canovaccio è già nitroglicerina, la potrete avere seguendone gli sviluppi, assistendo a una delle repliche di Figlie di Eva, la brillante commedia al femminile in scena al Teatro Quirino fino al 19 dicembre.

A incarnare le tre donne inviperite e in cerca di vendetta ci sono Michela Andreozzi (anche autrice del testo con Vincenzo Alfieri e Grazia Ciardiello), Maria Grazia Cucinotta e Vittoria Belvedere. La regia è affidata a Max Vado che è anche il protagonista maschile dello spettacolo.

Le tre attrici si calano perfettamente in tre parti di donne molto diverse e volutamente molto caratterizzate.

Figlie di Eva: a teatro un tris di attrici da applausi

Se è vero che, secondo un detto popolare, ‘dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna’, dietro il potente sindaco Nicola Papaleo, di donne, ce ne sono ben tre, ognuna delle quali ha contribuito a costruire il suo successo, la sua carriera, il suo potere, e ognuna delle quali ha ricevuto in cambio solo guai. Sono loro le tre Figlie di Eva che decideranno di reagire ai soprusi.

C’è Elvira (Michela Andreozzi) la più efficiente, brillante e preparata segretaria che un uomo importante possa desiderare: una vita a gestire il potere dietro le quinte, a suggerire mosse e affabulazioni, come un Cyrano De Bergerac, o anche come un Boncompagni dei tempi di Non è la Rai. Elvira sa tutto del suo principale. Vive da vent’anni nella sua ombra, accontentandosi, e ne viene ripagata con il convolgimento in un falso in bilancio, a sua insaputa.

Vittoria o Vicky (Maria Grazia Cucinotta) è invece la moglie ricca e di rappresentanza: ex attrice, diva dentro, amante del lusso e del gossip, Vicky vive nella sua bolla fatta di frivolezze, ricchezza e solitudine e non riesce a guardare in faccia la realtà, a meno che questa non vada in onda nel salotto televisivo di Barbara D’Urso. Suo marito la tradisce da anni, e annuncia alle telecamere (non a lei) la nuova giovanissima (e, cosa più grave!), biondissima, fidanzata.

La terza donna usata dal farabutto è un’ insegnante meridionale (Vittoria Belvedere), una brava ragazza affetta dalla sindrome di Tourette che la fa esplodere in divertenti giagulatorie in calabrese, e che si fa corrompere da Papaleo per disperazione. Risultato: viene denunciata e perde un lavoro necessario.

Basterà fare incontrare tre donne sole e disperate a causa dello stesso uomo, per trasformare il loro connubio in una letale macchina della vendetta. Le tre Figlie di Eva capiranno ben presto che è facile colpire l’uomo che le ha tradite nel suo punto debole.

Con la complicità di un attore squattrinato (ancora un uomo, che per diventare grande ha bisogno di tre grandi donne dietro), metteranno su una squadra vincente che arriva a togliere a Papapleo ciò che più ama: il potere. E, nel percorso verso la vittoria, si renderanno man mano conto che l’unione fa la forza. Ma anche che, per battere chi le ha tradite, a ben guardare, non hanno nemmeno bisogno di un uomo che faccia loro da apripista. Perchè, dice Elvira: “se dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, non si dice mai che dietro una grande donna non c’è nessuno”.

Figlie di Eva scorre come l’acqua. Il testo è brillante e veloce, le battute si susseguono. Le caratterizzazioni dei singoli personaggi spingono il lato comico del testo e le tre protagoniste sono tutte molto in parte. Michela Andreozzi con la sua Elvira rigida, efficiente, borghese e pragmatica ricorda certe performance di Franca Valeri. Mentre la Cucinotta trasognata e svampita è una divertente Marylin in salsa mediterranea.

Figlie di Eva

dal 14 al 19 dicembre 2021

Teatro Quirino di Roma

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