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Fettuccine Alfredo:pasta, burro e glamour

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Fettuccine Alfredo
Ginger Rogers nel ristorante Alfredo alla Scrofa. Foto: © Archivio Italfoto

Ogni 7 febbraio si celebra il Fettuccine Alfredo Day, in onore di un piatto divenuto simbolo della cucina italiana nel mondo. Come? Ecco la storia

Difficile trovare un piatto più capace delle mitiche ‘Fettuccine Alfredo’,di tramandare il gusto di un’epoca, la cui origine è incerta, perché contestata, e quindi affonda nel mito, il cui fascino appetitoso duri imperterrito ormai da oltre un secolo.

Le fettuccine Alfredo racchiudono in sé tutti questi elementi di fascinazione, che vanno bel oltre la deliziosa salsa al doppio (o triplo) burro che ha deliziato generazioni di avventori e incantato persone comuni e personaggi da rotocalco di tutto il mondo.

Ma questo perché le fettuccine Alfredo, non sono solo un piatto,ma sono anche una grande intuizione mediatica di Alfredo Di Lelio, il loro ‘papà’, che all’inizio del secolo scorso, decise di lanciare una ricetta dal gusto semplice e ricco, proponendola in un modo spettacolare e arruolando, ‘ambassador’ ante litteram al di qua e di là dell’oceano.

Il mito tramandato, che si può leggere sul sito de “Il Vero Alfredo”, lega la nascita delle celeberrime fettuccine alla volontà di Alfredo di creare un piatto che ridesse forza alla moglie dopo il parto del primogenito, a.d. 1908

Da quel momento le fettuccine Alfredo ne hanno fatta di strada, grazie anche all’intraprendenza del loro creatore e alla sua capacità di coinvolgere sin da subito celebrità affamate di pastasciutta che ‘esportarono’ il mito delle fettuccine che negli anni divennero, fuori confine, addirittura un piatto ritenuto simbolo della cucina italiana.

Tanto ci mise del suo Alfredo, quando entrava in sala trionfante, servendo personalmente la sua golosissima ricetta, accompagnato, raccontano le cronache d’epoca, dalla musica dal vivo  ed eseguendo gesti teatrali nell’ impiattamento di quel bendiddio protagonista del rito, che già prima di arrivare alla bocca del cliente l’aveva conquistato.

E figuriamoci se non sarebbero andati in brodo di giuggiole i clienti che condividevano con Alfredo l’amore per le scene e quello per la buona tavola. Agli americani poi, tutto questo fece girare letteralmente la testa e Alfredo, allora alla Scrofa, divenne la tappa irrinunciabile di ogni statunitense affamato e ben informato che transitava per l’urbe.

Impossibile non citare l’episodio che per primo portò le Fettuccine Alfredo sotto i riflettori gossippari, e fece parlare il mondo della pastasciutta che si preparava in una trattoria del centro di Roma.

Erano gli anni d’oro del cinema muto e le star più brillanti e  opportunamente languide del firmamento divistico dell’epoca, Douglas Fairbanks e Mary Pickford che si trovavano a Roma per la loro luna di miele, rimasero folgorati da Alfredo e dalla sua pasta, tanto che una volta tornati a Hollywood sparsero la voce e inviarono per ringraziamento all’oste delle posate d’oro con incisa una dedica:“To Alfredo the King of the noodles”.

L’abilità mediatica e il fiuto per l’evento di Alfredo De Lelio crebbero di pari passo con il successo delle sue mitiche fettuccine che oggi sono una tale istituzione da essersi meritate un “National Day”, festeggiato a Roma ma anche nei devoti Stati Uniti, ogni 7 febbraio.

Le fettuccine Alfredo, che ai più possono apparire una semplice, sebbene ricchissima, pasta al burro e parmigiano, all’estero, soprattutto negli entusiasti USA, sono considerate un’eccellenza italiana. E così, da SanFrancisco a Lisbona, da Pechino a Camberra potrà capitarvi di trovare in un menù ‘italiano’, le famose fettuccine…

A Roma il National Fettuccine Alfredo Day, sarà festeggiato con due eventi nei ristoranti che si tramandano e contendono la tradizione della ricetta di Alfredo, quello del ristorante che lui lasciò ai camerieri, e quello del ristorante degli eredi.

Il primo è quello in via della Scrofa,  che quest’anno decide di festeggiare il National Fettuccine Alfredo Day con una cena di beneficenza in favore del progetto Every Child is My Child.
Quota di partecipazione: 100€, per una serata che vedrà, oltre alle squisitezze impiattate, la presenza di molti dei volti noti che sostengono l’importante progetto lanciato da Anna Foglietta in soccorso dei bambini siriani.

L’altro locale in cui si fa festa domani è quello di piazza Augusto Imperatore, ‘Il vero Alfredo’ di Ines di Lelio, che per la serata del 7 febbraio ha intenzione di far rivivere i fasti degli anni d’oro di
Alfredo, quelli della Dolce Vita, quando ogni vip o star che passava in città faceva tappa al ristorante di Alfredo per godersi le irrinunciabili fettuccine.

Tra gli invitati, volti noti come Nadia Rinaldi, Massimo Perla, Roberta Giarrusso, Roberta Beta, Jane Alexander, Milena Miconi, Avio Focolari, Enrica Bonaccorti, Eleonora Vallone, Emiliano Sciullo e altri, per una serata in tema anni ‘50.

E ,se i tempi in cui alla tavola di Alfredo si sedevano Liz Taylor ed Orson Wells, Anna Magnani e Ingrid Bergman, Frank Sinatra e Sophia Loren, sembrano lontani, di certo il gusto della pasta e la sensibilità mondana di Alfredo, continuano a tramandarsi, mantenendo intatto il fascino glamour delle fettuccine al burro più iconiche del mondo.

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