festa del cinema di roma l'arminuta

“L’Arminuta è un luna park dei sentimenti e dei conflitti. C’è tutto dentro questa storia. Un libro che dà profondità a quel tipo di realtà che ho conosciuto anch’io nella mia infanzia. E’ stato trovarsi davanti a uno specchio, anche se è una storia al femminile. Una storia quasi esclusivamente di donne, è una sfida per un regista maschio”.

C’è quasi tutto del film L’Arminuta in queste poche parole del suo regista, Giuseppe Bonito che si trova alle prese con una delle storie più potenti e coinvolgenti prodotte dalla letteratura italiana degli ultimi anni. Una storia di crescita, dolore, di mondi opposti che si incrociano nei percorsi accidentati delle esistenze degli esseri umani.

Scritto da Donatella Di Pietrantonio, autrice abruzzese, il libro ha vinto il Premio Campiello e ha colpito il pubblico per l’asprezza della trama ma anche per la luce che passa in mezzo alla feroce esperienza di una ragazzina la cui vita viene letteralmente capovolta da un giorno all’altro nel modo più terribile e spaventoso.

La mamma benestante che vive in una città sul mare, che l’aveva accolta per aiutarla quando era molto piccola, non la vuole più e la rispedisce al mittente. Una povera famiglia contadina che lotta ogni giorno per campare.

Così, a 13 anni, la protagonista si ritrova ad affrontare il dolore dell’abbandono e un mondo tutto nuovo, ben più duro rispetto a quello in cui era cresciuta. In un percorso a ritroso che la porterà a scoprire se stessa.

Il film, prodotto da Lucky Red è stato presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma, riuscendo a riportare parte delle emozioni di un grande libro sul grande schermo. E’ lunico titolo italiano entrato nella selzione ufficiale della Festa.

La parte centrale, della madre ‘cattiva’, la madre povera, che prima abbandona una figlia che non può mantenere e poi la riaccoglie controvoglia, è recitata da Vanessa Scalera che ha raccontato con molto coinvolgimento questo personaggio difficile.

Per dare vita ai silenzi, alla sofferenza e alla durezza del suo personaggio, l’attrice ha confidato di aver attinto anche a suoi ricordi personali.

 “Io vengo da un piccolo paese del sud e quel mondo lo conosco”. Ha detto Vanessa Scalera raccontando l’Arminuta.

“Quegli occhi dolenti li ho visti in tante donne, in tante famiglie. Occhi che esprimono tutto ma poi non verbalizzano. Quel grumo sentimentale che non esplode mai, lo conosco.

Recuperare quel ricordo è stato fondamentale, perché ognuno poi si appiglia a ciò che ha incontrato nella vita, a ciò che ha vissuto”.

Questo parallelismo le ha permesso di capire meglio il dolore dietro il suo personaggio, e il contesto in cui la sua personalità si forma.

“C’è un recupero di un sud che mi appartiene e che ho tentato di riportare in questo personaggio. Di solito quelle donne lì che non hanno avuto un vissuto caldo conservano poi in sé una parte bambina che cerca in continuazione accoglienza. E questa donna in fondo, silenziosamente, cerca esattamente quello: ha un disperato  bisogno di affetto. E presto capisce anche che quell’affetto, il suo vero riscatto può essere solo in quella figlia che è tornata”.

Tua City Mag vi racconta la Festa del Cinema di Roma in collaborazione con:

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Monica Micò Consulente d’Immagine e Personal Shopper

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