Il film di preapertura della Festa del Cinema di Roma racconta la vita straordinaria di Emma Carelli, diva della lirica del primo ‘900 e direttrice del Teatro dell’Opera

La storia straordinaria della diva Emma Carelli torna a vivere al Teatro dell’Opera di Roma grazie al film di preapertura della Festa del Cinema di Roma.

Il film”La Prima Donna” di Tony Saccucci, con protagonista Licia Maglietta, in proiezione stasera alle 20.30 al Teatro dell’Opera, riporta alla luce la storia fatta di disparità e violenza di genere di Emma Carelli. Diva assoluta della Lirica nei primi del ‘900, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) dal 1912 fino al 1926, ecco chi era Emma Carelli.

“Questo film risveglia un fantasma senza pace e senza giustizia,”

La sua voce sublime incantò il pubblico di tutto il mondo.Nata a Napoli il 12 maggio 1877, Emma Carelli era figlia d’arte. Il padre, compositore ed insegnante di canto, curò personalmente la sua educazione musicale, facendo di quella sua straordinaria voce calda e pastosa un soprano di fama mondiale.

Nel 1895 , dopo alcuni concerti a Napoli, Emma Carelli esordì al teatro Consorziale di Altamura come protagonista nella Vestale di S. Mercadante in occasione del centenario della nascita del compositore. Da lì si susseguirono numerose altre rappresentazioni teatrali che la portarono ad essere un’artista apprezzata.

Fu infatti anche scelta come protagonista per la prima esecuzione dell’Arlesiana al Lirico di Milano ma il progetto non andò in porto a causa di vecchi screzi con l’impresario E. Sonzogno che, qualche tempo dopo, non potendo disconoscerne il talento, la volle interprete di Stella di C. De Nardi.

Nel 1898, sposò a Perugia il politico socialista Walter Mocchi, che ne l’agente e impresario della moglie.

Ma l’anno in cui la carriera di Emma Carelli spiccò il volo e non conobbe più limiti fu il 1899, dopo aver conosciuto l’impresario Morichini.

In quell’anno ottenne infatti la prima scrittura per un grande teatro, il Costanzi di Roma, a cui seguì l’atteso debutto alla Scala di Milano nell’Otello di Verdi. Grazie alle sue straordinarie interpretazioni iniziano a contenderla anche teatri europei ed americani e la sua fama diventa mondiale.

L’ascesa del soprano Emma Carelli sembra inarrestabile ma, in una società che non poteva accettare che una donna fosse prima, le sue straordinarie doti canore e manageriali, la buona conoscenza delle lingue straniere, la personalità emancipata, innovatrice e indomita unita alla sua enorme popolarità, non le resero facile la vita.

Con l’ascesa del fascismo la sua carriera, giunta ormai all’apice del successo, subì un duro contraccolpo. A causa delle attività politiche del marito, tra gli organizzatori dello sciopero generale del 1904, molti teatri italiani la spinsero a rescindere ogni rapporto lavorativo. La Carelli tentò il suicidio ma ben presto si riprese, decisa a proseguire quella sua ostinata e coraggiosa attività impresariale.

Assieme al marito, che nel mentre aveva abbandonato la politica, continuò ad esibirsi per lo più all’estero e a portare il teatro lirico italiano oltre oceano.

Nel 1911, la Carelli riuscì a ottenere la concessione del teatro Costanzi (odierno Teatro dell’Opera) per nove anni. L’anno successivo organizzò la sua prima stagione e apparve anche come cantante nella prima esecuzione dell’Elettra di R. Strauss, con cui si concluse praticamente la sua carriera d’interprete.

La Carelli si dedicò quindi esclusivamente al “suo” teatro allestendo stagioni che rimasero memorabili non soltanto nella storia del teatro romano. La sua intelligenza e le sue comprovate capacità manageriali innalzarono il teatro Costanzi, che lei dirigeva, ai livelli di altri importanti teatri italiani.

La sua carriera di impresaria era allo zenit quando, nel 1926, il Governo la estromise improvvisamente dalla direzione del suo teatro, perché – recita un resoconto redatto dalla polizia segreta fascista – “come donna ha sviluppato un carattere indipendente che le fa assumere atteggiamenti di superiorità verso chicchessia”.

Troppo indipendente, troppo brava, temuta dai suoi stessi colleghi uomini. Che una donna, infatti, potesse occupare una posizione preminente, con indipendenza di giudizio e potere, era semplicemente impensabile.

La Carelli subì un pesante colpo. Tentò di inserirsi in altri teatri ma senza risultato e, infine, nell’agosto del 1928, ritornando a Roma, morì in un incidente automobilistico.

Stasera, La PrimaDonna, racconterà ai romani le vita di questa diva combattente. Appuntamento alle 20.30.

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