ferragosto

Roma in piena estate è uno spettacolo che la mente umana comune fa ancora fatica a riconoscere. Per anni abbandonata in massa, la città intorno a ferragosto diventava una sorta di deserto di cemento.

I romani scappavano via dall’afa, i negozi (tutti) serravano le loro saracinesche (si, c’erano i turni, ma quanti li rispettavano?) e l’ urbe si trasformava in un’immensa landa desolata alla mercè di turisti, pellegrini e barbari vari, mentre il povero romano impossibilitato a scappare si ritrovava costretto in casa a combattere con aria condizionata e acqua corrente (che fare la spesa era un problema) il caldo e le zanzare.

Oggi non è più così, e in una città di tre milioni di abitanti, complice la crisi, l’abitudine di molti a non concentrare più le ferie in agosto e tanti servizi ed esercizi commerciali che rimangono aperti, trovare anche un solo giorno in cui Roma può dirsi spospolata è in realtà impossibile.

Ma la  particolare atmosfera di quelle estati a Roma ce l’ hanno raccontata negli anni tanti film. Eccone alcuni:

1) VACANZE ROMANE Vabbè, questo non è un film che parla specificatamente di Estate a Roma, ma ditemi voi: come si fa a non citarlo? La favola melensa della principessa che vuole perdersi per la città e del giornalista cinico che alla fine cede al suo fascino, è un pò l’ archetipo di quello che ancora oggi molti turisti stranieri credono, o sperano che possa loro succedere durante una vacanza a Roma. Passeggiate fra i monumenti e vicoli, serate danzanti, incontri bizzarri ma interessanti. Vacanze Romane ha fatto per Roma quello che non riuscirà mai e poi mai a fare, con tutta la buona volontà, il più attivo degli uffici del turismo.

2)POVERI MA BELLI Tante estati fa, a Roma, si aggiravano giovanotti di belle speranze, aitanti e strafottenti che avevano come unico passatempo quello di tamponare le ragazze. Un’età lontana nel tempo, raccontata perfettamente dalla serie dei film di grandissimo successo Poveri ma Belli. In una Roma assolata, due bei tipi, Renato Salvadori e Maurizio Arena trascorrono le giornate rendendo onore alla loro giovinezza. E tra le loro tante avventure e i posti dove vanno a caccia c’è “Il Ciriola”, lo stabilimento sul Tevere dove i romani andavano come andassero al mare, a godersi la riva del fiume e a tuffarsi nell’allora biondo corso d’acqua.

3)IL SORPASSO Un capolavoro e uno dei film che meglio ha raccontato la fame di vacanze, non solo come tempo di riposo, ma anche con il nuovo valore di status symbol ai tempi del boom. Il viaggio dello spaccone Vittorio Gassman a bordo della sua fiammante Lancia, inizia in una Roma assolata e deserta alla vigilia di ferragosto. In una Balduina irriconoscibile verrà ‘rapito’ allo studio il serissimo Jean Louis Trintignan, catapultato poi in un’avventura fatale.

4) UN SACCO BELLO Roma. Vigilia di ferragosto. Carlo Verdone nel suo primo film si diverte a raccontare le sue storie ambientandole in una calda estate romana. Tre episodi:l’hippie che nel tentativo di recuperare soldi per la sua comune incappa nel padre che cerca di riportarlo al nido, il giovane ingenuotto che sta per partire per raggiungere la madre a Ladispoli i cui piani vengono sconvolti da un’affascinante turista spagnola e quello che diventa un riferimento della narrazione sul ferragosto romano e la sua desolazione: quello del coatto (decenni prima di “Ivano”) che si cerca disperatamente qualcuno con cui partire in un lungo viaggio on the road verso le bellezze (di tutti i generi) dell’ Europa dell’ est. Indimenticabile.

5)CARO DIARIO Impossibile infine non citare in questa lista una pellicola che ci fa aprire gli occhi su quanto, rimanere a Roma ad agosto, può svelarci sorprese e tesori nascosti della nostra città. Le strade si svuotano, i ritmi rallentano, e come per magia, una cosa che durante l’anno è sicura fonte di stress e tensione, come un giro in vespa, diventa incredibilmente, un’esperienza normale, anzi un’occasione di scoperta. E a quel punto basta tenere gli occhi ben aperti, per farsi stupire da cose che in mezzo al caos in cui siamo immersi regolarmente, non noteremmo mai.

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