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PAOLA COLUMBA: “FEMMINISMO! LA STRADA FATTA E QUELLA DA FARE”

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“Da ragazza mi sentivo una donna libera e consideravo l’indipendenza come un sentimento innato, non una conquista”
inizia con questa personale riflessione il docu-film Femminismo ! di Paola Columba.

Durante i 50 minuti del documentario è la voce della regista a narrare le vicende del femminismo che hanno attraversato gli anni’70 e che hanno permesso alle donne di oggi di godere dei diritti negati in passato.

Fotografie, interviste, immagini, spot pubblicitari, fanno da sfondo alla voce narrante di Paola che svela allo spettatore il punto di partenza di Femminismo !:
“capire perché oggi, soprattutto le donne, attribuiscono un significato negativo alla parola femminismo”.

Protagoniste sono ovviamente le donne: ragazze, scrittrici, mamme e nonne. Ognuna con la propria testimonianza o esprimendo il proprio punto di vista, ha dato un importante contributo al film. Tra queste, ci sono le voci di Emma Bonino, Dacia Maraini, Lidia Ravera.

Alle immagini del passato, che raccontano le prime femministe che scendevano in piazza a protestare per l’ottenimento di diritti, si affiancano quelle del presente, come quelle che mostrano un gruppo di tifosi su un autobus che inneggia alla violenza sessuale su donne disabili. Immagini che dimostrano che c’è ancora tanto lavoro da fare e che la battaglia femminista è soltanto all’inizio.femminismo!

Un film dedicato alle donne con le donne protagoniste. È da loro che la regista è partita per realizzare il suo progetto:

“Ho cominciato nove anni fa, quando di femminismo nessuno voleva sentirne parlare per questa accezione negativa. Poi le cose sono cambiate, con il #MeToo, la manifestazione di piazza Se Non Ora Quando, Trump, ecc… Il mio documentario parla proprio di questo: un recupero non nostalgico, ma positivo, di un passato e di un confronto tra generazioni”.

Il femminismo è stato definito un movimento globale, in ragione della sua enorme portata rivoluzionaria i cui risultati sono tutt’ora visibili.

All’idea negativa del femminismo, si affianca quel filone di pensiero che lo associa allo stereotipo della donna che non cura il proprio aspetto fisico o che nutre odio nei confronti degli uomini.

A pensarla così sono soprattutto le generazioni più giovani, che Paola Columba ha intervistato domandando loro quale fosse l’idea che avessero del movimento :

“È importante sapere cosa hanno fatto le nostre nonne e le nostre mamme, così come è bene essere a conoscenza del fatto che tutti i diritti di cui oggi godiamo, sono il risultato di battaglie del passato. Sentivo la necessità di riconoscere quanto sono state importanti per noi donne, e per gli esseri umani in generale, le battaglie per l’aborto, il divorzio, quelle relative al diritto di famiglia, ecc. Tutti diritti che oggi ci sembrano scontati, ma che in realtà sono molto recenti e tuttora messi in pericolo. Il documentario parla anche del confronto, spesso venuto a mancare, e lo fa con uno sguardo positivo verso il futuro, parlando alle nuove generazioni, perché è a loro che è dedicato il mio lavoro.”

Grazie ai movimenti femministi il mondo è cambiato ed è cambiata, anche la percezione della donna, almeno in teoria. Come mostrano alcune immagini del film, le donne sono ancora oggetto di stereotipi soprattutto nei programmi televisivi, in cui il loro corpo viene messo in vetrina, come se fosse un oggetto da esibire, o nei videogiochi, in cui spesso i personaggi femminili sono associati ad una figura sensuale e seducente, o vengono cedute come una ricompensa al personaggio al termine del gioco.

Femminismo! è un film che fa da “ponte” tra vecchie e nuove generazioni che, come quelle del passato, continuano ad interrogarsi e a riflettere su questo fenomeno. È proprio con una riflessione, e con una presa di coscienza, che la Columbo termina il docu-film:

“I problemi di 30 anni fa sono gli stessi di oggi e rischiamo di vivere in un’Italia peggiore di quella delle nostre mamme e nonne. Quello che oggi manca è l’unitarietà. La strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, ma sono tante le donne che si occupano di altre donne ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire”.

femminismo

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