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Fase 2, come ripartire? Green Italia propone il suo decalogo per una ripartenza sostenibile che apra a una ‘nuova era’

Fase 2, si riparte, ma come?

“In piena crisi sanitaria, senza delle vere certezze per il domani, il Paese ha bisogno di una guida che lo indirizzi verso la ripartenza economica e sociale. C’è una sola strada da percorrere, quella del Green deal: una strategia di sviluppo dell’Italia che sia allo stesso tempo sostenibile, giusta e equa; ma soprattutto che sia capace di guardare avanti, cercando risposte diverse da quelle date nel recente passato. Se tutti noi vogliamo il ritorno alla normalità, dobbiamo capire che la normalità attesa, quella che dobbiamo costruire per il futuro, non potrà essere uguale a quella che avevamo. Semplicemente perché quella normalità era il problema. Innovazione e giustizia sono le parole chiave”. E’ per questo che Green Italia lanciain questa Fase 2 un decalogo per la rinascita del Paese dopo il coronavirus, con “l’intento di diffondere lo stesso entusiasmo che circolava nel dopoguerra, e quella stessa operosità degli anni ’50 e ’60 impegnata, questa volta, nel segno dello sviluppo sostenibile”.

“In Italia i lavoratori verdi sono già oggi più di 3 milioni, più del 13,4% degli occupati totali. Fondamentale è la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente: per esempio misure come l’eco-bonus e il sisma-bonus hanno mosso quasi 29 miliardi di investimenti con un impatto per oltre 432mila occupati nel 2019. Ma nel Paese che vogliamo – spiegano Annalisa Corrado e Carmine Maturo, co-portavoci di Green Italia – c’è anche una scuola che parli la lingua dell’innovazione, unendo l’approccio teorico a quello pratico; e ancora la tutela dei diritti, la giustizia sociale, la lotta alle disuguaglianze, e la cancellazione della contrapposizione tra salute e lavoro perché nessuno debba più trovarsi a scegliere tra l’uno o l’altro, l’incremento delle risorse per la sanità pubblica concentrandosi sulla medicina di base e di prossimità e intensificando il legame con il territorio. E poi, gli investimenti dedicati al futuro, che vanno dalla ricerca alla tecnologia, per riuscire a valorizzare le risorse che già oggi fanno dell’Italia un’eccellenza”.

In 10 punti vengono sistematizzati tutti i principali snodi per guardare oltre l’emergenza e orientare la Fase 2 verso l’unico modello possibile in grado di gettare delle fondamenta ‘sane’ per il Paese che sarà. 

L’economia circolare, la crescita senza CO2, la società solidale, insieme alla cura del territorio e alla ricerca, alla scuola e alla sanità pubblica, alle donne e al lavoro, all’Europa, e alle città, formano alcuni dei capisaldi del ‘nuovo umanesimo ecologico’ pensato da Green Italia; e delineato nel decalogo della campagna, ‘Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema’, che dalle prossime ore viaggerà sui canali social dell’associazione.

Le 10 proposte di Green Italia per la ripartenza

  1. Lo sviluppo nella fase 2 sia sostenibile, ecologico, umano
  2. Circolare e senza CO2, economia e lavoro green a prova di clima
  3. Le opere utili al Paese: rigenerazione urbana, sicurezza sui cantieri, cura del territorio
  4. La scuola di domani: innovazione, formazione, 10 in condotta al futuro
  5. Il nostro welfare: tutela dei diritti, giustizia sociale, lotta alle disuguaglianze, salute e ambiente
  6. Sanità pubblica e accessibile, più medici e infermieri, posti letto e presidi territoriali
  7. La chiave per il futuro: investimenti in ricerca, agricoltura, turismo, cultura, tecnologia digitale
  8. L’aria in città, una mobilità pulita: biciclette, auto elettriche, trasporto pubblico
  9. Rinascita e coraggio dell’Italia, il Fattore Donne
  10. L’Europa dei popoli e di una sola comunità: equa ed inclusiva

“Non bisogna dimenticare il ruolo delle città sempre più interconnesse e pronte a fare il salto di qualità che le porti a livello della media europea – concludono i due ecologisti Corrado e Maturo – la mobilità sostenibile con più biciclette, un’adeguata infrastruttura di ricarica per auto e mezzi elettrici, l’implementazione del trasporto pubblico, i biocarburanti e in particolare il biometano. E riconoscere alle donne, la maggioranza del Paese, il giusto ruolo pensando a strumenti adeguati affinché questo accada, dalla flessibilità dei congedi alla parità delle remunerazioni al monitoraggio delle carriere. Infine l’Europa, che in questi anni sull’ambiente è riuscita a salvarci, non può più essere un guardiano dei meccanismi nazionali di bilancio e come sta cercando di dimostrare in questa emergenza pandemica può diventare una vera comunità, a cominciare dalla solidarietà economica per finire con politiche omogenee sui migranti”.

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