Il Family Park di via di Bravetta 159, non è solo un parco giochi ma è  ormai una vera e propria istituzione per diverse generazioni di bambini di Roma ovest.  Ma per il patron, Gabriele Tombi, questo posto e questo lavoro è soprattutto una passione. Una passione che è stata passata a Gabriele dai suoi genitori, che si è quindi tramandata di generazione in generazione.

Negli anni il Family Park ha saputo cambiare e rinnovarsi per adeguarsi ai gusti dei bambini di oggi senza rinunciare alla sua identità.

Gabriele è una persona sorridente e cordiale, che sa bene come rendere felici i suoi piccoli visitatori.

La prima cosa che notiamo appena varcato l’ingresso al suo parco giochi è l’ordine e la cura degli spazi, tra cui anche un giardino attrezzato dove i bambini possono giocare in tutta sicurezza con i propri genitori. Proprio di fronte, ecco poi apparire il classico dei classici, l’intramontabile, immancabile e meraviglioso carosello su cui tutti noi, almeno una volta, abbiamo fatto un giro.

E qui, tra cavallucci, zucche incantate e macchinette colorate incontriamo Gabriele che ci guida all’interno del suo parco divertimenti, raccontandoci anche la sua storia.

“Qui, a via di Bravetta 159, ci troviamo dal 2001, ma la nostra attività risale a molto prima: mio padre ha gestito le giostre a Villa Sciarra, a Monteverde per 37 anni.  E’ lì che ho iniziato a imparare il suo mestiere e ad innamorarmene.Già a 10,11 anni, insistevo per dargli una mano nei fine settimana o l’estate quando finiva la scuola. Piccole cose: dal ritirare i gettoni ai bambini sul carosello o occuparmi delle pulizie.”

Anni dopo, troviamo quel ragazzino intraprendente e entusiasta del lavoro del papà a capo dell’ azienda di famiglia, che nel frattempo si è spostata a Bravetta.

“Dove ci troviamo ora prima c’era un canneto abbandonato poi, da un’idea di mio padre, l’area è stata rilevata e ripulita e piano piano abbiamo iniziato con l’installazione delle varie attrazioni. Ed ora eccoci qua, da sedici anni facciamo divertire i bambini del quartiere. Ormai siamo già alla seconda generazione di bambini che vedo crescere!”

Mentre parliamo il papà di Gabriele si occupa della clientela. Quello che rende unici posti come questo è proprio l’aria di familiarità che si respira all’interno.

“Questo parco è gestito da me, da mio padre e da mia moglie. Abbiamo anche dei dipendenti ma il fulcro centrale gira intorno a noi. Certo, ogni tanto ci sono le discussioni come succede all’interno di ogni famiglia, ma posso senz’altro dire che questo è il nostro principale punto di forza che ci aiuta molto anche ad instaurare un rapporto più profondo del solito con i clienti che vengono e che conosciamo bene.”

La nostra chiacchierata si svolge tra musichette e lucine colorate; sembra di essere nel paese dei balocchi e così, tra autoscontro, brucomela, pesca gigante, seggiolini volanti, looneytrain, percorso fantasia, tappeti elastici e una grande sala attrezzata con i giochi più moderni, si ha l’impressione che al Family Park non manchi proprio nulla. Gabriele poi c’indica un enorme gonfiabile e con un sorriso ci racconta di quanto siano cambiati i gusti dei più piccoli rispetto al passato.

“Negli ultimi anni l’attrattiva maggiore per i bambini è la parte con i gonfiabili e quella con i tappeti elastici. E’ una valvola di sfogo che noi in passato non avevamo: quando eravamo piccoli noi si giocava a nascondino, a campana, a pallone nei prati, cose che ora sono andate svanendo mentre i bambini hanno ancora bisogno di sfogare tutte le loro energie.”

Ma come sono i bambini di oggi?

“Una volta ci si accontentava di andare sul classico carosello mentre ora, già a 3/4 anni, preferiscono il brucomela: un’attrazione che fino a 20 anni fa interessava il bambino che aveva  10/11 anni. Invece adesso, forse per la spinta dei genitori, ma per i piccolissimi le attrazioni di maggior richiamo sono proprio l’autoscontro e il brucomela… Il carosello certo che non può mancare ma è più un simbolo del parco, l’anima, che non l’attrazione più cercata.”

Ma al Family Park ce n’è per tutti i gusti: bimbi più tranquilli e bimbi più spericolati, da soli o in compagnia ogni bambino troverà quello che cerca per divertirsi.

“Il nostro è un parco giochi di taglio classico, adatto a una fascia di età compresa tra i 3 e i 10 anni. All’ intramontabile carosello abbiamo aggiunto un gonfiabile dove i bambini sfogano tutta l’energia accumulata durante la giornata di scuola. Abbiamo anche una sala con giochi di ultima generazione con un’ampia gamma di videogames. Ottima anche per il divertimento dei genitori: molte volte, infatti, vediamo gli adulti che giocano insieme ai bambini divertendosi forse anche più dei figli!”

“In questo momento lavoriamo molto sulle feste di compleanno. E’ una tendenza relativamente recente: 20/30 anni fa non si usava festeggiare nei parchi divertimento, è una moda che ha preso piede negli ultimi 10/15 anni.  E noi siamo pronti ad accogliere i bimbini che volessero spegnare le candeline al Family Park in compagnia dei loro compagni e amici: abbiamo  infatti due sale dedicate alle feste di compleanno. Non ne ospitiamo più di due contemporaneamente perché vogliamo che i festeggiati e gli invitati abbiano il maggior spazio possibile per divertirsi e giocare insieme.”

Quando entriamo nel gonfiabile attiguo alle sale per i compleanni, complice forse l’aria di festa che si respira, anche a me, ragazzina un po’  cresciuta, viene una gran voglia di fare un giro sui tappeti elastici, passione dei bei tempi andati. E così, mentre ci avviamo verso l’uscita, chiedo a Gabriele se anche lui ha una preferenza:

“Non c’è un’attrazione che preferisco, in questo lavoro c’è tanta, ma tanta passione. Quando si va a acquistare un’attrazione si scelgono i colori, il tipo di lucidatura e ogni altro piccolo particolare. In ogni singola attrazione ci si mette il cuore. Non posso dire di preferirne una ad un’altra perché su ogni singola cosa c’è un pezzo di cuore, una parte bambina.”

Eh si, non c’è dubbio che ci sia molto cuore al Family Park.

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