Everybody loves diamonds storia vera leonardo notarbartolo

In arrivo su Prime Video la serie tv con Kim Rossi Stuart e Anna Foglietta Everybody loves diamonds, ispirato alla storia vera di Leonardo Notarbartolo che è una delle più incredibili storie di furti d’arte e diamanti nella storia recente. Scopriamo insieme come andò quel colpo davvero sensazionale.

Everybody loves diamonds, la storia vera: chi è Leonardo Notarbartolo

Ma cosa c’è di vero dietro al film che venerdì 13 ottobre sarà disponibile su Prime Video “Everybody Loves Diamonds”? La serie tv con protagonista Kim Rossi Stuart è la rilettura di una incredibile storia vera, che vede come protagonista tale Leonardo Notarbartolo. Questo nome è associato a uno dei furti più spettacolari mai avvenuti, di cui molti hanno parlato come il “furto del secolo,”: una rapina al World Diamond Center, Banca di Diamanti di Anversa, in Belgio, nel 2003. Un’ impresa criminale dopo la quele Leonardo Notarbartolo, è stato soprannominato il Lupin palermitano.

Il furto del secolo: come andò veramente la rapina alla Banca di Diamanti di Aversa raccontata dalla serie tv con Kim Rossi Stuart

Partiamo dall’inizio. Nel febbraio del 2003, una banda di criminali altamente specializzati pianificò e mise in atto uno dei furti più audaci della storia. La Banca di Diamanti, il World Diamond Center di Anversa era uno dei luoghi più sicuri del mondo per la custodia di pietre preziose. Tuttavia, questa banda, guidata da Leonardo Notarbartolo, riuscì a eludere le misure di sicurezza più avanzate e a sottrarre diamanti, gioielli e altre pietre preziose per un valore stimato di oltre 200 milioni di euro.

Il furto fu eseguito con una precisione quasi militare. La banda si infiltrò nel caveau sotterraneo della banca attraverso un tunnel di 30 metri che passava sotto edifici adiacenti. Una volta dentro, smontò venti delle centinaia di cassette di sicurezza e prese tutto ciò che poteva, lasciando dietro di sé un disastro di casse vuote e diamanti rubati. Il furto non venne scoperto fino all’apertura della banca il lunedì successivo, poiché i ladri avevano disattivato il sistema di allarme. Ancora oggi la polizia non è in grado di spiegare come abbiano fatto a realizzare il colpo, poiché  erano riusciti a entrare in un caveau considerato impenetrabile.

 Le autorità belghe riuscirono a identificare e arrestare Leonardo Notarbartolo, insieme ad alcuni membri della banda, poco tempo dopo il colpo. La sua cattura fu resa possibile grazie alle impronte digitali lasciate su una delle cassette di sicurezza e alle telecamere di sorveglianza che lo ripresero nell’edificio adiacente. Il Lupin palermitano fu processato in Belgio e condannato a dieci anni di prigione. Durante il processo, dichiarò di non essere coinvolto direttamente nell’effettuare il furto, ma di essere stato solo un intermediario e un “collaboratore esterno“.

Il processo suscitò molta attenzione mediatica in tutto il mondo e sollevò diverse domande riguardo alla complessità del furto, al coinvolgimento di organizzazioni criminali internazionali e alla possibile vendita dei diamanti rubati sul mercato nero.

Everybody loves diamonds, Leonardo Notarbartolo cosa fa oggi

Dopo essere stato rilasciato dalla prigione belga, fino ad oggi Leonardo Notarbartolo ha mantenuto un profilo basso. La maggior parte dei diamanti rubati durante il furto non è mai stata recuperata, e il destino esatto delle pietre preziose rimane un mistero anche se pare sia finito da qualche parte nella zona industriale di Milano.

Oggi Leonardo Notarbartolo conduce una tranquilla esistenza tra le montagne del Piemonte, in località Gaveno un paesino della Val Sangone, non lontano da Torino. Ogni tanto lo va a scovare qualche giornalista per chiedergli del “furto del secolo”, dei diamanti, della notte nel caveau. Ma lui scherza, ammette di aver fatto sempre e solo il ladro in vita sua da quando, ancora ragazzino compiva furtarelli alla piscina della Fiat. Oggi dice, di quei diamanti di cui tutti gli chiedono gli basterebbe un piccolo quantitativo, l’equivalente di un pacchetto di sigarette. Ma niente, in mano, dice non ha nemmeno quelli.

Rispondi