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Escher, opere e ispirazioni di un artista visionario

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In attesa della prossima mostra di Escher a Roma, in apertura il 31 ottobre 2023, scopriamo di più delle opere e della vita

Sta per aprire la prossima mostra di Escher a Roma, che il pubblico potr visitare a partire dal prossimo 31 ottobre 2023 a Palazzo Bonaparte, in piazza Venezia. Scopriamo di più delle opere e della vita di questo artista visionario che ha combinato come mai nessuno immaginò di fare estetica, filosofia, matematica, geografia e giochi ottici. Una mix che lo hanno reso uno degli artisti più impattanti nell’arte contemporanea ma anche nell’immaginario estetico collettivo.

Escher, vita dell’artista delle illusioni ottiche

Maurits Cornelis Escher, noto anche come M.C. Escher, è uno dei più celebri artisti del XX secolo. Noto per le sue opere che sfidano la percezione e giocano con l’illusione ottica. Il suo lavoro unico e affascinante ha catturato l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo, e la sua influenza è stata sentita in molti campi, dall’arte alla matematica e persino all’architettura.

Escher nacque il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, nei Paesi Bassi e mostrò fin da giovane un interesse per l’arte. Tuttavia, inizialmente si iscrisse all’Università Tecnica di Delft per studiare architettura e ingegneria. Questa formazione avrebbe un’influenza significativa sul suo lavoro futuro, poiché avrebbe combinato l’estetica artistica con una rigorosa comprensione della geometria e della prospettiva. Dopo aver lasciato l’università, lavorò brevemente come architetto, ma ben presto decise di dedicarsi interamente all’arte.

La carriera di Escher iniziò con incisioni su legno, ma successivamente si dedicò all’acquaforte, una tecnica che gli avrebbe permesso di ottenere una precisione dettagliata nelle sue opere. Le sue prime opere erano spesso influenzate dalla natura e dall’architettura, e si notava una forte attenzione ai dettagli e alla simmetria. Tuttavia, il vero punto di svolta nella sua carriera artistica avvenne durante un viaggio in Spagna, dove rimase affascinato dalle decorazioni intricate e dai mosaici moreschi dell’Alhambra.

L’arte di Escher, le opere: tra estetica, architettura e illusione

Questa esperienza segnò l’inizio di una nuova fase nella carriera di Escher. Iniziò a esplorare l’idea di trasformare le forme geometriche e le strutture architettoniche in opere d’arte che sfidassero la percezione. Le sue opere divennero sempre più complesse e labirintiche, spesso creando effetti ottici che sembravano sfidare le leggi della fisica. Uno dei suoi lavori più famosi, “Relativity” (1953), è un esempio perfetto di questa tendenza. In quest’opera, Escher crea un mondo in cui le leggi della gravità sembrano non esistere, con figure umane che camminano su scale che si sovrappongono in modo incomprensibile.

Un altro aspetto distintivo del lavoro di Escher è l’uso della simmetria. La simmetria è una caratteristica fondamentale nella sua opera, che spesso crea una sensazione di equilibrio e armonia. Tuttavia, Escher non si limitava a utilizzare la simmetria in modo tradizionale. Spesso la combinava con concetti matematici e illusioni ottiche per creare opere che sfidavano la percezione umana. Ad esempio, in “Symmetry Waterfall” (1961), sembra che l’acqua scorra costantemente verso l’alto, creando un effetto di infinita ricorsione.

Escher e la matermatica

Una delle influenze più evidenti nella vita di Escher è stata la matematica. Nonostante non fosse un matematico di formazione, Escher si interessò profondamente alla geometria e alla simmetria, e spesso collaborò con matematici per sviluppare le idee presenti nelle sue opere. Il suo lavoro ha ispirato numerose ricerche matematiche, in particolare nel campo della topologia, che studia le proprietà degli oggetti che rimangono invariate attraverso trasformazioni continue. Escher stesso affermò che le sue opere erano “studi matematici, e spesso sperimentava con tessellazioni, forme regolari e irregolari e curve di impossibilità.

Un esempio di come la matematica sia stata integrata nell’opera di Escher è il suo uso delle tessellazioni. Una tessellazione è una disposizione regolare di forme geometriche che coprono un piano in modo uniforme e senza spazi vuoti. Escher creò numerose tessellazioni complesse, spesso combinando forme come rettangoli, triangoli e rombi per creare disegni intricati. Le sue tessellazioni non solo erano esteticamente accattivanti, ma anche rispettavano rigorose regole matematiche. Ad esempio, una delle sue tessellazioni più celebri è quella delle “moschee interrotte,” in cui i rettangoli si allungano e si restringono in modo coerente, creando l’illusione di una superficie infinita.

La matematica era chiaramente una fonte di ispirazione per Escher, ma è interessante notare che il suo lavoro ha anche influenzato i matematici. Alcune delle sue opere, come “Print Gallery” (1956), presentano concetti matematici complessi, come la ricorsione e l’autoriferimento. Queste idee sono state oggetto di studio da parte di matematici come Roger Penrose, che ha sviluppato le famose “scale impossibili” ispirate da Escher. Le scale impossibili sono strutture che sembrano formare un ciclo infinito, ma in realtà non possono esistere in tre dimensioni.

Oltre alla matematica, le influenze di Escher includevano anche la natura e la scienza. Molte delle sue opere erano ispirate da animali, con uccelli, pesci e insetti che si trasformavano in strutture geometriche o si ripetevano in modo regolare. Alcuni dei suoi lavori più noti, come “Sky and Water I” (1938), presentano un mondo in cui pesci e uccelli coesistono in uno spazio ambiguo, creando un effetto di continua trasformazione tra le due forme di vita.

L’illusione e la realtà

Oltre alla sua passione per la matematica e la scienza, Escher era anche interessato alla filosofia e alla metafisica. La sua opera spesso esplorava concetti come l’infinito, l’illusione e la realtà, portando gli spettatori a riflettere sul significato delle sue creazioni. Molte delle sue opere sembrano sfidare la logica e la razionalità, portando gli osservatori a interrogarsi sulla natura stessa della realtà.

Un esempio di come Escher esplorasse la filosofia nella sua arte è l’opera “Drawing Hands” (1948). In questa immagine, due mani stanno disegnando a vicenda, creando un loop infinito in cui una mano sta disegnando l’altra e viceversa. Questa rappresentazione visiva di un concetto filosofico complesso rappresenta l’interesse di Escher per il rapporto tra arte, creatività e realtà.

Oltre al suo interesse per la filosofia, Escher era anche affascinato dall’illusione ottica. Molte delle sue opere sono costruite attorno a giochi visivi che sfidano la percezione. “Waterfall” (1961), ad esempio, crea l’illusione di un flusso costante di acqua che scorre in un ciclo infinito. Questo tipo di illusione è un elemento chiave del lavoro di Escher, che spesso invitava gli spettatori a guardare attentamente e a esplorare le molteplici dimensioni delle sue creazioni.

La combinazione di matematica, natura, filosofia e illusione ottica rende l’opera di Escher unica nel suo genere. Le sue opere sono una celebrazione della complessità e dell’ambiguità del mondo, invitando gli osservatori a riflettere sulle molteplici interpretazioni della realtà. La sua capacità di fondere questi diversi elementi in un’unica opera d’arte ha contribuito a consolidare il suo status di artista visionario.

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