terapia del paesaggio

Dopo i duri mesi del lockdown, quest’estate abbiamo particolamente bisogno di sole e natura. E c’è chi propone la terapia del paesaggio

Entusiasmo, fiducia ed una gran voglia di normalità. Dopo la pausa forzata per l’emergenza Covid-19, le priorità in vacanza per i turisti nel 2020, saranno imprescindibilmente lo stare all’aria aperta e a contatto con la natura. Una vera e propria “Terapia del Paesaggio”, per contrastare la “Sindrome della Capanna”, ovvero la paura di uscire e tornare alla socialità. A offrire tale opportunità è, per antonomasia, l’enoturismo che, se unito al tema cibo, può rappresentare un vero asso nella manica per salvare una stagione in cui gli stranieri saranno i grandi assenti e gli italiani che andranno in vacanza saranno – secondo una rilevazione IPSOS – appena poco più del 40%.

Lo sa bene Donatella Cinelli Colombini (www.cinellicolombini.it), che con la sua Fattoria del Colle a Trequanda, cinquecentesca villa incastonata tra le Crete Senesi, guarda fiduciosa al futuro dell’enoturismo puntando dal prossimo 1 luglio proprio aulla Terapia del Paesaggio:i ritmi lenti, i paesaggi mozzafiato e gli ampi spazi all’aperto: 3 parchi attrezzati e la piscina in cui godere il sole, il panorama e la quiete della campagna, 3 percorsi di trekking segnalati da cartelli dedicati alla scoperta della natura ed un percorso di trekking dedicato alla vite.

Una “Terapia del Paesaggio” che consiste in visite guidate nei vigneti per ammirare panorami che sono divenuti patrimonio Unesco, safari fotografici nei luoghi più suggestivi della tenuta, passeggiate nel giardino all’italiana con i vialetti di bosso, merende tradizionali nell’orto delle piante antiche, avventure di tiro con l’arco nel boschetto dei giochi antichi e nel fantabosco fino alle escursioni al Casato Prime Donne di Montalcino per sessioni di trekking nei vigneti, ove godere delle installazioni artistiche poste in onore delle vincitrici del Premio Casato Prime Donne, che la cantina assegna ogni anno ad una emblematica figura femminile della società civile.

Per garantire la massima sicurezza ed il distanziamento sociale, ogni ospite potrà consumare la colazione a base di torte tradizionali e biscotti, formaggi e salumi prodotti da laboratori artigiani locali direttamente negli spazi esterni esclusivi di pertinenza di ciascun appartamento, così come il pranzo e la cena per i quali è attivo un servizio di take away dal ristorante di Donatella, con menù degustazione di piatti tipici della tradizione trequandina e montalcinese e calici di vino.

Quale modo migliore infatti per accompagnare un soggiorno green – inteso come a contatto con la natura ma altresì sostenibile – se non la degustazione, con tutti gli accorgimenti di sicurezza e di distanziamento interpersonale, dei vini che raccontano la storia di questa cantina, dal Chianti Superiore DOCG al Leone Rosso e al Cenerentola Orcia DOC passando per Il Drago e le 8 Colombe IGT, prima di chiudere in bellezza con il Rosso di Montalcino DOC, il Brunello di Montalcino ed il Brunello Riserva, ambedue DOCG, prodotti al Casato Prime Donne.

“Le 25.000 aziende enologiche italiane aperte al pubblico – sottolinea Donatella Cinelli Colombini – stanno cercando di ripartire. Quelle attrezzate per l’hospitality in particolare, che occupano circa 30.000 dipendenti stagionali addetti all’enoturismo oltre al personale stabile, hanno bisogno di recuperare liquidità. Il giro d’affari che ruota attorno all’enoturismo ammonta a quasi 2,5 miliardi di euro, se si comprende anche la vendita diretta: una quota importante dell’economia del Paese che non deve venire meno. Il turismo del vino – aggiunge – comprende tutta una serie di consumi che non si fermano in cantina, ma crea un indotto che la Banca d’Italia stima in circa 12 miliardi l’anno tra cibo, vino, degustazioni e shopping. Anche l’ultimo Rapporto sul Turismo Enogastronomico conferma la predilezione degli italiani a vivere esperienze enogastronomiche in Italia, circa il 92%, mentre dall’altra parte l’87% delle cantine considera l’enoturismo un’attività strategica per la ripresa economica dopo la crisi. È interessante anche leggere come il 64% degli italiani sia interessato a conoscere di più l’enogastronomia dei territori in cui vive e questo ci porta a pensare che il 2020 si possa profilare come l’anno del riscatto per quell’Italia “minore” dei borghi e delle campagne, dove l’enoturismo rappresenta un volano di sviluppo importante e benessere”.

Potrebbe dunque essere l’occasione per riconoscere a questa Italia, che conta 460 Città del Vino, un ruolo più congeniale alla nuova idea di vacanza “protetta”, tra vigne, degustazioni all’aperto e luoghi lontani dal turismo di massa che aspettano solo di essere scoperti e valorizzati.

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