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ENJOY CHIOSTRO CON I BAMBINI:DIVERTIMENTO E CAOS

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Enjoy Chiostro con i bambini © MammaMultitasking/TuaCityMag

Come privare i bambini di un’esperienza dove “L’arte incontra il divertimento”? questo, infatti, lo slogan della mostra ENJOY a cura di Danilo Eccher al Chiostro del Bramante fino al 25 febbraio 2018.

Non mi dilungherò sui concetti e le filosofie che stanno alla base dell’ideazione della mostra, mi limiterò a raccontarvi la mia visita con tre bambini.

L’ostacolo della biglietteria, che di domenica pomeriggio potrebbe demotivare anche il più avventuroso fruitore d’ arte, non era insormontabile: poca fila e scorrevole. Pensavamo di averla sfangata, ci sentivamo circondati da un alone di vittoria solo per aver superato quello che credevo essere l’unico intoppo. Poveri illusi! Gli scarsi dieci minuti di attesa per il biglietto sono stati compensati dall’ora in coda per accedere alla mostra stessa.

Appena entrati nel Chiostro, ad accoglierci, oltre alla lunga fila, abbiamo trovato la prima installazione: un pavimento decorato con un bellissimo motivo floreale. L’istinto degli adulti era quello di salire sopra quest’opera calpestabile, di entrarci in contatto  e quello dei bambini, di scorrazzare, sdraiarsi e rincorrersi in mezzo a quell’illusione fiorita. Ma no, non si poteva (ma non era calpestabile?), infatti il personale invitava, soprattutto i bambini, a tenersi al margine dell’installazione e a non correre: dovevamo tutti fare diligentemente la fila.

All’ingresso della mostra viene data al visitatore la possibilità di scegliere con quale stato d’animo si vuole affrontare l’esposizione, bisogna valutare attentamente come ci rapportiamo rispetto al “divertimento”, al lato brioso della vita: se ami saltare nelle pozzanghere, o ti senti un  disobbediente o un eterno Peter Pan, oppure hai finalmente conquistato e fatto tua l’età della saggezza. Tutta questa divertente e ilare introspezione ha come obiettivo quello di impostare l’autoguida più adatta alla tua persona per avere delle spiegazioni in linea con le tue percezioni del gioco. Tutti i bambini hanno optato per un’approccio disobbediente, ovviamente.

Le installazioni presenti non sono molte, alcune incuriosiscono e attirano l’attenzione, altre un po’ meno.enjoy chiostro

L’installazione del “labirinto infinito di specchi” coinvolge grandi e piccini nel cercare di muoversi evitando di andare a sbattere contro gli specchi che si confondono con i passaggi grazie alll’illusione magistralmente creata dall’artista. Ci spostavamo tutti tentando di trovare la strada per uscire, è stato divertente vedere come i bambini hanno una facilità nell’ orientarsi maggiore rispetto agli adulti.

Passando per una sala inquietante, dove occhi indiscreti ed enormi osservano attentamente tutti, si accede all’allestimento dell’amaca che, una volta provata dai bambini, potrebbe anche rappresentare per loro la fine della mostra: i genitori potrebbero passare a riprenderli all’uscita, e loro neanche se ne accorgerebbero.enjoy chiostro

Tra torte giganti, cappelli enormi, maglioni extralarge, finti banconi del bar e figure alle pareti di dubbia e discutibile moralità, siamo arrivati finalmente alla sala dei palloncini e, colpo di scena, si è aperta davanti ai nostri occhi una lunga fila mal gestita e piena di tensione tra personale e visitatori. Avrei voluto passare oltre, ma i bambini avevano deciso che i venti minuti di attesa sarebbero stati ricompensati dai 30 secondi immersi in una stanza piena di palloncini, cosa che, effettivamente, li ha divertiti molto.

Ad attenderci, per riposare le nostre stanche membra dopo tutte queste file, c’era una poltrona taglia XXXXL, dove i giovani avventori si sono goduti un minuto di meritato riposo.

Rilassati e pieni di aspettative pensavamo di continuare a percorrere le sale della mostra, prima di renderci conto che invece era terminata. Siamo rimasti delusi.

Nonostante l’affermazione dell’autoguida “la mostra è da vivere e toccare”, l’allestimento non era all’altezza delle aspettative create nella presentazione, la mala organizzazione e il personale oberato dalla mole di lavoro che non era in grado di gestire a causa della grande affluenza, hanno reso l’esperienza al Chiostro del Bramante, in questa circostanza e mio malgrado, non positiva.

 

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