emanuela orlandi
Emanuela Orlandi, scomparsa nel giugno 1983 a Roma e mai più ritrovata

Emanuela Orlandi era una ragazzina di quindici anni, con la vita e i sogni di una ragazzina di quindici anni nel giugno del 1983.

Andava a scuola volentieri. Ma più di tutto amava la musica, le chiacchiere con le amiche e le cose che ama ogni ragazzina di quindici anni. Una ragazzina serena e tranquilla. Che un giorno sparisce. Emanuela Orlandi è letteralmente svanita in un pomeriggio di giugno in pieno centro a Roma. E da allora, ovvero da 38 lunghi anni, il suo nome è associato a uno dei misteri più intricati e insondabili della recente storia italiana.

Una ragazzina inghiottita dal nulla

Il pomeriggio del 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi esce di casa per dirigersi alle consuete lezioni di musica in pieno centro a Roma. Dietro corso Vittorio, pochi fermate di autobus da casa sua in Vaticano.

Sembra un pomeriggio come gli altri, di una giornata come le altre, invece quel giorno Emanuela non tornerà a casa. Non ci tornerà mai più. Sono ormai 38 anni che la famiglia e l’opinione pubblica tutta si chiede: che fine ha fatto Emanuela Orlandi?

I famigliari: mamma, papà e quattro fratelli, di cui lei è la penultima, si mettono subito in allarme quando Emanuela non rincasa.

Gli inquirenti provano a tranquillizzare la famiglia: Emanuela potrebbe essersi allontanata volontariamente, proprio come succede ogni giorno a tanti suoi coetanei.

Ma in famiglia conoscono bene Emanuela, sanno che non nasconde inquietudini o ribellioni, non più gravi comunque di quelle che colpiscono ogni adolescente.

La ragazza aveva anche chiamato a casa, parlando con la sorella Federica e preoccupandosi di avvertire che sarebbe rincasata in ritardo, perché il suo autobus non passava.

Una telefonata questa, che più avanti diventerà cruciale nelle indagini. Nell’ultimo contatto che ebbe con la famiglia, Emanuela accennò a un uomo che l’aveva fermata per proporle un lavoro, allora molto diffuso tra chi voleva arrotondare, quello di rappresentate di prodotti Avon.

No, deve essere successo qualche altra cosa.

La conferma che Emanuela non è scappata volontariamente di casa, arriva di lì a poco.

Il 24 giugno il Tempo e il Messaggero pubblicano la foto della ragazza con l’appello della famiglia a chiunque avesse sue notizie.

Il 25 arrivò a casa di Ercole Orlandi una strana telefonata. Tale ‘Pierluigi’ raccontò di aver incontrato la ragazza nella foto a Campo de’ Fiori. Si faceva chiamare Barbara, suonava il flauto e si vergognava di portare occhiali da visto per l’astigmatismo di cui soffriva. Questi ultimi particolari, convinsero la famiglia che la fonte anonima, sebbene ambigua, fosse in qualche modo attendibile.

Il giorno dopo arrivò un’altra confusa telefonata. Tale Mario disse anche lui di aver incontrato la ragazza che usava il nome di Barbara e diceva di essere scappata di casa.

Due strane telefonate, che comunque convinsero la famiglia che no, Emanuela non era scappata, qualcuno doveva averla portata via, ma chi? E perché?

Emanuela Orlandi, intrigo internazionale

Quello che è successo nei 38 anni di inchieste, misteri, illazioni, confessioni, rivelazioni, potrebbe essere uscito dalla penna di uno sceneggiatore, ma uno sceneggiatore dotato di una fantasia prodigiosa.

Eppure in mezzo alla marea di ipotesi, è forse sepolta la chiave del giallo della sparizione di Emanuela Orlandi.

La scomparsa di una ragazzina si è infatti presto trasformata nel possibile tassello di un intrigo internazionale.

Il principale motivo è che Emanuela Orlandi è una cittadina vaticana.

A partire da questo dato, è stata avanzata l’ipotesi che la scomparsa di Emanuela fosse proprio legata al suo essere una cittadina della Città del Vaticano.

E questo ha portato a formulare ipotesi investigative che hanno legato di volta in volta la vicenda di Emanuela Orlandi all’attentato al Papa dell’81, ai lupi grigi, ma anche ai traffici oscuri dello Ior guidato da monsignor Marcinkus, e alla manovalanza che sarebbe stata affidata alla Banda della Magliana. Qui e là è spuntata, ovviamente anche la mafia.

Scenari incredibili. Ma sui quali ci sono indizi che vanno ben oltre le segnalazioni anonime e inattendibili di una pletora di mitomani che di volta in volta hanno contribuito a creare confusione e depista menti.

Ancora pochi mesi fa, è arrivata una segnalazione che ha mandato la famiglia a cercare la verità tra le ossa del cimitero teutonico. L’ennesimo buco nell’acqua, per una vicenda tristissima, in cui forse una quindicenne serena e spensierata, con tutta la vita davanti, Emanuela Orlandi, è stata la vittima di una perversa applicazione della ragion di stato.

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