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Emanuela Orlandi: l’avvocata della famiglia scrive a Papa Francesco

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L’avvocata Laura Sgrò, legale incaricata della famiglia di Emanuela Orlandi scrive una lettera al Papa per rivolgergli un ulteriore appello

Ancora una lettera, ancora un appello al vertice dello Stato della Città del Vaticano, per chiedere l’impegno a che sia fatta luce sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

Le parole sono quelle scritte dall’avv. Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi in una lettera pubblicata integralmente dal Corriere della Sera. Si tratta dell’ennesimo appello alla giustizia e alla necessità di fare chiarezza sulla scomparsa della giovane cittadina vaticana, inghiottita nel nulla nel giugno del 1983. Ma l’avvocata, dopo aver ricordato la straziante attesa della famiglia che da più di 35 anni attende di sapere che fine abbia fatto Emanuela, punta a quel che di segreto ancora il Vaticano custodisce di questa storia. La documentazione mai resa pubblica, un dossier sul caso Emanuela Orlandi in possesso della Segreteria di Stato a cui da anni è negato l’accesso alla famiglia.

Scrive l’avv. Sgrò:

“Viva o morta, Emanuela deve tornare a casa. La famiglia mi ha incaricata di sostenere legalmente la loro ricerca della verità e per questo Le chiedo un atto di carità e di giustizia sovrana, non avendo trovato nei livelli ordinari la necessaria e aperta collaborazione che si auspicava. Testimonianze recenti e investigazioni difensive hanno fornito la certezza dell’esistenza di un fascicolo segreto sul sequestro di Emanuela, che riferiscono di attività precise e strutturate volte a ricostruire quantoèaccaduto. Vi è documentazione su Emanuela, custodita nell’archivio segreto dalla Segreteria di Stato e mai condivisa. L’accesso della famiglia a questi documenti mi viene ripetutamente negato da anni. Il silenzio ha prima avvolto la mia richiesta e poi l’ha inghiottita”. L’avvocata racconta di essere stata spinta a ‘questo passo pubblico’ dopo aver ascoltato un’omelia di padre Francesco e riferendosi alle sofferenze dei famigliari parla di ‘compassione e giustizia’

E lancia in nome della compassione e giustizia che ‘questa storia esige’, l’ennesimo appello alla trasparenza e alla collaborazioni nelle indiagini sul caso di Emanuela Orlandi, rivolgendosi direttamente a Papa Francesco:

” […]Santità, Lei direcente, non temendo la storia, con animo sereno e fiducioso ha autorizzato l’apertura degli Archivi Vaticani per il Pontificato di Pio XII, che, come Lei stesso ha detto, «si trovò a condurre la Barca di Pietro in un momento fra i più tristi e bui del secolo Ventesimo». Anche la scomparsa di Emanuela rappresenta un momento triste e buio del secolo scorso. Adesso, però, sono le Sue mani ferme e misericordiose a guidare la Barca di Pietro. La conduca verso quella Verità che, come ci ha insegnato Nostro Signore, rende liberi “

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