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Eliana Liotta: “25 idee (scientifiche) per trovare la felicità”

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Nel nuovo libro, Prove di Felicità, Eliana Liotta illustra 25 consigli pratci, basati su evidenze scientifiche, che possono aiutarci nella ricerca della nostra felicità quotidiana

La felicità non ha la baldanza di una retta che se ne va dritta e illimitata ma è una linea spezzata, una corrente alternata che somiglia ad un corso d’acqua misterioso che c’è e non c’è. Se è vero che la genetica ha un peso, un numero crescente di ricerche punta a dimostrare che l’ottimismo, volendo, può essere coltivato”.

In “Prove di felicità. 25 idee riconosciute dalla scienza per vivere con gioia”, edito da La Nave di Teseo, Eliana Liotta stila una lista di quelli che, riconosciuti dalla scienza, sono i 25 metodi che potrebbero rendere una persona felice.

Ci chiediamo costantemente se esista la formula magica per essere felici. E se invece questa non esistesse e fossimo noi gli artefici del nostro destino e della nostra felicità?


Attraverso il suo libro “Prove di Felicità”, l’autrice accompagna il lettore in una serie di riflessioni importanti e lo aiuta a capire che essere felici può dipendere soltanto da lui, dalle sue azioni e dalle scelte di vita che
decide di compiere.


La felicità rappresenta il traguardo e il fine ultimo che ogni essere umano vuole raggiungere e per cui combatte sin dal suo primo momento di vita, quando viene al mondo, ma non viene interpretata da tutti allo stesso modo: per alcuni può essere sposarsi e metter su famiglia, per altri può voler dire realizzarsi nel lavoro, per altri ancora viaggiare per il mondo, ecc… Non esiste quindi un’unica ricetta per essere felici, perché è l’insieme di una serie di elementi a renderci tali.


Eliana Leotta parla infatti di prove di felicità lasciando al lettore la libertà di scegliereda quale capitolo partire per iniziare il viaggio alla ricerca della gioia e del proprio io.


I 25 consigli riportati nel libro sono basati su studi scientifici condotti insieme a medici dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha fornito un apporto e supporto molto importante per la realizzazione del saggio.

Per la prima volta attraverso la scienza si analizza a fondo uno
stato d’animo a cui tutti aspiriamo:

“Ho voluto scrivere un libro sulla felicità da un punto di vista scientifico perché è cambiato qualcosa negli ultimi decenni. Di felicità si sono sempre occupati filosofi, psicologi, poeti, sociologi e antropologi ma i
neuroscienziati meno perché era difficile quantificare e misurare un tema come la felicità. È successo però che, grazie alla tecnologia e all’invenzione della risonanza magnetica funzionale, è stato possibile filmare e fotografare il cervello in azione e vedere come rispondesse a determinati stimoli ed esperienze. Oggi è quindi possibile fotografare e documentare com’è il cervello felice, cioè quali molecole vengono prodotte nel momento in cui facciamo determinate cose, partendo dalla vita quotidiana”.


La gioia è stata spesso considerata come un diritto spettante a ciascun essere umano, ma la domanda che sorge spontanea è chi si occupa di garantirlo ad ognuno di noi? e ancora, che definizione si può dare alla parola ‘felicità’?


Ciascun capitolo del libro rappresenta un pezzo che, unito agli altri, costituisce quello che potremmo chiamare ‘puzzle della felicità’. A comporlo sono più elementi, ma il più importante è sicuramente il rapporto con gli altri, come spiega l’autrice:


Relazionarsi con gli altri costituisce uno degli elementi base per il benessere di ciascuno di noi il cui segreto è l’amore. Con amore non si intende solo quello coniugale, ma è soprattutto quello che possiamo dare agli altri, che siano amici, famigliari o partner. Siamo animali sociali e come tali andiamo alla ricerca della felicità che si va costruendo, cercando il giusto mezzo tra due estremi e favorendo i rapporti sociali”.

C’è poi la musica, elemento di cui molto spesso si tiene poco conto ma che in realtà funziona da stimolatore di ricordi, spiega la Liotta:

“Quando risentiamo la canzone che ci piace e che ascoltavamo da bambini questa fa riemergere in noi un ricordo piacevole e produce ‘un tuffo al cuore’. Accade che una sonata o una canzone pop facciano appello alle nostre emozioni e alla comprensione razionale. Il cervello si accenda come un albero di Natale e il nostro sistema neurovegetativo risponde”.


Quando il ritmo della nostra canzone preferita aumenta, e sta per arrivare l’accordo clou che tanto amiamo, il nostro cervello inizia a produrre la dopamina, la molecola dell’euforia e del buonumore. La musica è quindi testimone del fatto che l’uomo avanza alla ricerca della sua felicità e serenità e si chiede continuamente ‘cos’è che mi fa stare bene?’. Sappiamo molto bene che ci sono cose che ci fanno
stare bene (sorridere, il sole, il mare, le vacanze, il cibo, ecc…) e altre che ci fanno invece stare molto male. Accade però che i continui condizionamenti a cui siamo sottoposti ci causino una cecità
temporanea che ci impedisce di vedere quello che abbiamo realmente davanti agli occhi, e che potrebbe essere proprio quello che da tempo cerchiamo e fortemente desideriamo, ma che quando emerge “ci fa rendere conto di quanto siamo fortunati e questo produce benessere”.


Per quanto a volte possa sembrarci quasi impossibile, la felicità è destinata a raggiungere ciascun individuo, ma quando sembra tardare deve essere lui stesso a prendere in mani le redini della sua vita e darle la svolta tanto desiderata. È questo il messaggio che l’autrice vuole trasmettere ai suoi lettori:

“La felicità non è legata solo alla fortuna. Chi nasce con una buona genetica e un’attitudine felice sicuramente parte avvantaggiato però noi non siamo schiavi del nostro destino, nemmeno a livello genetico. Abbiamo un DNA che abbiamo ereditato dai nostri genitori e che si esprime, oppure no, insieme all’epigenoma che è un parco chimico intorno al DNA. Questo parco è fatto di molecole che derivano dai nostri stili di vita, dall’alimentazione, dallo sport, dalle nostre ore di sonno, ecc… ma possiamo sempre lavorarci su. Siamo figli della nostra vita, non schiavi di quello che abbiamo ereditato dai nostri genitori. Possiamo essere artefici della nostra vita, del nostro destino e della nostra felicità”.

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