mauro caliste

A poche ore dai ballottaggi che decideranno del governo di Roma, Tua City Mag pone 5 domande, uguali per tutti, ai candidati presidenti dei vari municipi della città.

Qui ci risponde Mauro Caliste, candidato del centrosinistra a presidente del V municipio, che domenica 17 e lunedì 18 ottobre se la vedrà contro il candidato del centrodestra Daniele Rinaldi.

Mauro Caliste, ci racconti chi è, il suo background e perché ha deciso di candidarsi (o ricandidarsi) alla presidenza del municipio.

Sono il candidato del centrosinistra alla presidenza del MunicipioV. Sono nato al Prenestino nel 1959,  padre di due figli e nonno di due nipoti. Sono cresciuto e vivo qui e vorrei veder realizzato  un progetto la valorizzazione del territorio.

Posso dire di essere riuscito, fino ad oggi, a mettere a sistema la mie doti di mediazione e organizzazione che ho mantenuto fin da ragazzo, ascoltando e condividendo problemi e progetti. In Municipio  ho fondato associazioni culturali in oratori e scuole.  Agli altri spetta il giudizio per la mia opera di volontario in aiuto alle famiglie o per l’Associazione CCC Martiri di Nasiriyha. Sono presente nella pubblica amministrazione da quando avevo 20 anni e fui eletto per la Margherita con l’incarico capogruppo e delegato alle politiche del commercio. Sono stato assessore alle attività produttive del Municipio I Centro Storico, e successivamente assessore  alle attività produttive e personale del XVII Municipio (Ora I). Nella Regione lazio ho ricoperto il ruolo di capo segreteria della Commissione sport, cultura, turismo e politiche giovanili.

Ho fondato l’associazione Impegno Civico attraverso cui si mi sono adoperato nel tempo per migliorare il territorio del Municipio V e ascoltare tutte le istanze dei Comitati di Quartiere, delle Associazioni territoriali, delle persone.

Quali sono le prime tre priorità del suo programma? Quali quelle a cui si dedicherebbe da subito se fosse eletto?

Nei primi 100 giorni aprirò un confronto con i comitati di quartiere e le associazioni che ho già incontrato all’inizio della campagna elettorale per continuare nel cammino della condivisione con il “bilancio partecipato”. Con la pandemia si sono aperte situazioni molto difficili a livello economico e sociale, quindi inizierò subito con un piano risolutivo in questa direzione. Carcherò subito di istituire un comitato per la sicurezza municipale e di aprire un contratto integrato con AMA per la pulizia e il decoro di piazze e strade.

Darò delle le deleghe importanti nel Municipio per attivare la programmazione per i bandi europei, per i rapporti con i residenti delle case popolari. Avvierò con il Comune e la Regione le pratiche del 110% per la ristrutturazione delle case popolari dei vari quartieri. Riaprirò gli spazi di co-working chiusi arbitrariamente e sbloccherei i progetti integrati (Print) di Alessandrino, Casilino, Tor Tre Teste e La Rustica.

3 Ogni municipio ha sue caratteristiche peculiari, quali sono i punti di forza del suo territorio da valorizzare, che al momento sono ancora poco sfruttati?

Il Municipio V è quello con il più grande patrimonio archeologico di Roma dopo il primo Municipio. Quindi il punto di forza del territorio è in realtà nascosto e trascurato. Vorremmo sviluppare tour da Porta Maggiore, a Largo Presente con il Colombario, Villa dei Gordiani, Villa De Sanctis, Parco Archeologico di Centocelle. Potremmo inserire le Catacombe di San Marcellino, il Torrione Prenestino, il Mausoleo di Sant’Elena, il Colombario di via Olevano Romano, l’acquedotto Alessandrino, e mettere tutte le realtà culturali in rete.

La pandemia ha portato ancora più difficoltà economiche in questo Municipio, ma potrebbe essere l’occasione di sviluppare le tantissime risorse artistiche, non solo nel quartiere del Pigneto quindi vorrei maggiori co-working per i giovani, ma anche spazi di studio della musica e per lo sport alla portata di tutti. Infine vorrei valorizzare il Centro Carni, un’eccellenza a livello nazionale che merita di essere preservato e svilupparsi.


4 Come convincere gli astenuti ad andare a votare?

Votare è una dovere così importante che l’astensione può mettere in serio pericolo la democrazia. Non riesco a immaginare quale sentimenti possano animare una persona che scegli di non votare. Sicuramente tra gli astenuti ci sono molti delusi. Potrei dir loro che il mio passato è limpido e che il mio futuro sarà esemplare, anzi, potrei scommettere su quanto potrei stupire un elettore che pensa che un politico vale l’altro. Sono per la politica del fare, del rimboccarsi le maniche per lavorare sul nostro territorio, che è mio quanto di chi mi elegge. Quindi, ecco, mi piacerebbe stupire un’elettrice o un elettore che si è astenuto e che sappia, al ballottaggio, andare oltre e credere nel futuro, nel mio programma scritto nero su bianco.

Perché votare per lei? 

Dopo tanti anni di lavoro, sento di poter fare qualcosa per il Municipio dove sono nato e vivo. In più credo di poter ridare valore, sia al territorio che alla politica, riconquistando le persone, facendo loro vedere, attraverso l’esempio concreto, che esiste una soluzione per ogni problema, se c’è la volontà e l’impegno. Sono socio fondatore del Partito Democratico con partecipazione in assemblea nazionale, regionale e romana. All’interno del partito sono un componente delle Commissioni di Garanzia per Roma e il Lazio. Ci credo da sempre, ho una visione trasparente degli aspetti più elevati che può dare una prospettiva di sinistra moderata, rivolta al prossimo, alla ricerca del dialogo e dell’uguaglianza ma anche del merito, e soprattutto, schierata con gli ultimi.

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