l'elefante di raffaello

Debutta sabato 13 giugno alle 21 L’elefante di Raffaello, il radiodramma nato dalla riconversione di uno spettacolo teatrale bloccato dall’emergenza Covid

Tutto era pronto per andare in scena e celebrare, con uno spettacolo originale, spiritoso e reverente, i 500 anni dalla morte di Raffaello. Poi, è arrivato il maledetto virus, che ha sospeso le nostre vite e i nostri progetti per tre mesi, e ha reso inaccessibili tanti posti che amavamo, togliendo alle nostre vite ciò che riesce a darci più sapore, a elevarci, a farci riflettere e anche divertire, come lo spettacolo. Con la chiusura dei teatri e il blocco degli spettacoli dal vivo, gli artisti della Compagnia della Contessa si sono trovati di fronte a un enorme ostacolo ma, senza perdersi troppo d’animo, si sono rimboccati le maniche, hanno attinto alla loro esperienza e creatività e ora sono pronti a condividere con il pubblico il frutto succoso del loro impegno e del loro lavoro. D’altronde, qualsiasi cosa succeda, “lo spettacolo deve continuare”, “the show must go on”, ed ecco che nell’infuriare dell’emergenza, arriva l’idea vincente: la messinscena è diventata un radiodramma, che debutterà domani, sabato 13 Giugno, alle ore 21:00 ( potete seguirla qui: https://www.youtube.com/watch?v=JvRY7R0V55Y , o sul podcast qui:https://anchor.fm/compagnia-della-contessa).
Il radiodramma L’Elefante di Raffaello che debutta nel 76° anniversario della Liberazione dell’Aquila dall’occupazione nazifascista, celebra il sodalizio tra Raffaello Sanzio e l’amico Giovanni Battista Branconio, il gentiluomo aquilano annoverato tra i personaggi di spicco della corte pontificia negli anni culminanti del Rinascimento.
Nel radiodramma, come nell’originaria versione teatrale de L’Elefante di Raffaello, s’immagina che possa succedere di tutto, se una giornalista arrivata dal “mondo alla rovescia”, cioè dall’Australia, piomba in Italia nel bel mezzo delle riprese di un film su quel Raffaello che i contemporanei definirono “divino pittore”.
Si svolgono dialoghi tra personaggi che attraversano la barriera dei secoli, con esilaranti fraintendimenti e drammatiche rivelazioni. Intorno al misterioso elefante che fa da motore all’intera vicenda, si snoda l’evocazione della profonda amicizia con la quale Raffaello fu legato a Branconio.
L’Elefante di Raffaello è anche una smagliante esibizione dell’impegno tecnico e del talento con cui i giovani, ma già brillantemente affermati, componenti della Compagnia della Contessa hanno saputo superare le difficoltà del blocco operativo e del distanziamento fisico imposti dalla lotta contro il Covid-19.
Infatti, gli 8 attori e i 5 musicisti coinvolti, non potendo trovarsi l’uno accanto all’altro negli studi di registrazione collaborativamente resi disponibili da Spazio Rimediato e BricaLab, hanno dovuto incidere tutti singolarmente i rispettivi interventi. Poi, è sopraggiunto il lungo lavoro in cabina di regia per montare ogni parte nella corretta sequenza, intrecciare il recitato con la musica e l’effettistica, equalizzare le caratteristiche del suono e dare complessivamente “smalto” al prodotto.
Insomma, artisti e tecnici, con l’accorta guida del regista Fabrizio Pompei, hanno offerto un’ennesima riprova della creatività e determinazione con le quali il mondo dello spettacolo – Covid o non Covid – sa onorare la tradizione che vuole “the show must go on”.
La base dell’intero procedimento è stata assicurata dalle partiture appositamente create da Errico Centofanti per il testo letterario e Sabatino Servilio per il testo musicale.
I personaggi del radiodramma appartengono a 4 diversi mondi tra loro interagenti. Gli attori che danno vita al mondo della radio sono Ilaria Mícari, Marco De Paulis, Rosa Gaia Sciarretta.
Gli attori che fanno il mondo di Raffaello sono Claudia Muzi, Federico Colapicchioni, Alberto D’Amico. Quelli che danno vita al mondo del cinema sono Giuseppe Tomei e Gemma Maria La Cecilia. I musicisti che esprimono il mondo della musica sono Rita Alloggia, Sabatino Servilio, Claudia Vittorini, Lorenzo Scolletta, Marco Crivelli. Accanto a loro, Diego Sebastiani per il Sound Design e Umberto Di Nino per l’Art Direction.
L’Elefante di Raffaello è un progetto ReStart; una produzione della Compagnia della Contessa, in collaborazione con l’Associazione Multietnica Gentium e l’Istituto Cinematografico La Lanterna Magica; patrocinio del TSA Teatro Stabile d’Abruzzo.

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