E-commerce di abbigliamento reso

Il commercio elettronico è una realtà ormai consolidata, la quale ha spalancato grandi opportunità sia per le aziende che per i consumatori: da un lato le imprese possono rivolgersi a mercati enormemente più grandi rispetto a quelli del commercio fisico, dall’altro chi compra può farlo comodamente da casa con un semplice click.

Non solo l’acquisto, in realtà, ma anche altre operazioni si rivelano particolarmente vantaggiose per chi compra online, come ad esempio l’effettuazione di un reso, tuttavia, da questo punto di vista, vi è un settore particolarmente esposto al rischio di operazioni fraudolente da parte dei clienti: quello dell’abbigliamento.

Oggi tantissimi e-commerce del mondo fashion consentono di effettuare resi gratuiti, anche brand che godono di un certo blasone, come il sito needstore.it, e ciò non può che essere positivo.L’eventualità da scongiurare, tuttavia, è che i consumatori acquistino dei capi per indossarli soltanto una volta, per poi restituirli ed ottenere il relativo rimborso; quella descritta potrebbe sembrare una situazione buffa, eppure comportamenti come questi sono molto comuni, al punto che negli Stati Uniti è stato coniato un termine che li definisce in modo univoco, ovvero wardrobing.

Comportamenti come questo, chiaramente, rappresentano un costo notevole per le aziende del settore, le quali si ritrovano a dover gestire dei volumi logistici ben superiori senza che il business ne tragga alcun giovamento.Da un lato, dunque, vi è questa legittima esigenza di tutelarsi, dall’altro è comunque bene, per ragioni di marketing, garantire ai consumatori delle condizioni vantaggiose.Quali possono essere, dunque, delle soluzioni valide in tale ottica? Andiamo a scoprire le principali, le quali sono state già adottate da diverse realtà a livello mondiale.

Rivedere le politiche di reso

La prima cosa che le aziende possono fare per evitare di essere vittime di situazioni simili è rivedere le proprie politiche di reso. Pur mantenendo la possibilità di restituire gratuitamente un prodotto, ad esempio, si può scegliere di prevedere dei costi per resi particolarmente corposi, o per restituzioni successive alla prima. Alcuni e-commerce del settore abbigliamento, inoltre, scelgono di prevedere dei resi a pagamento solo per quel che riguarda determinati prodotti, quelli particolarmente “a rischio”, che nella grande maggioranza dei casi corrispondono a quelli più costosi.

Prevedere dei sigilli molto vistosi

Se un’etichetta può essere facilmente nascosta in un outfit, non è certamente lo stesso per dei sigilli più vistosi. È proprio questa la strategia che hanno scelto di intraprendere alcune grandi aziende del mondo fashion: le piccole etichette cartacee, infatti, sono state sostituite con sigilli di dimensioni non irrilevanti posizionati in punti strategici, ad esempio sul colletto.Ovviamente, questi sigilli sono progettati in modo che, una volta rimossi, non possano essere in alcun modo riapplicati.

Analizzare i comportamenti dei consumatori

Piuttosto che prevedere condizioni di reso più restrittive a livello generale, tante aziende del settore scelgono di operare in maniera mirata, limitando i resi solo per i clienti più “sospetti”.Analizzare i comportamenti dei clienti ed attuare delle politiche ad hoc sulla base degli stessi è meno difficile di quanto si possa credere: oggi gli strumenti informatici che consentono di analizzare ed interpretare i dati in modo efficiente e preciso sono tantissimi e possono essere utilizzati anche da chi non ha particolari competenze a livello digitale.

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