Home Libri DOVE NASCE IL VENTO: VITA DI NELLIE BLY, PRIMA REPORTER SOTTO COPERTURA

DOVE NASCE IL VENTO: VITA DI NELLIE BLY, PRIMA REPORTER SOTTO COPERTURA

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nellie bly

“Quando ho letto questo libro, la cosa che più mi ha colpita di questa storia è che sembrasse inventata: assomigliava più ad un romanzo che ad una biografia. Sono felice oggi di presentare questo libro che delinea il ritratto di una grande donna”. Fiorenza Sarzanini, è una delle più grandi croniste italiane, e presenta così la storia di Nellie Bly, pioniera del giornalismo investigativo, raccontata da Nicola Attadio nel libro Dove nasce il vento. Vita di Nellie Bly, edito da Bompiani.

Americana, tredicesima di quindici figli, Nellie ha fatto del giornalismo il suo mestiere e la sua più grande passione, nonostante la vita l’abbia spesso ostacolata, come ha raccontato la ‘collega’ Sarzanini: “È stata la prima vera reporter a fare cose talmente particolari ed esclusive da diventare quasi un’eroina del giornalismo. La cosa che più mi ha colpita è il fatto che, nonostante abbia cambiato moltissimi lavori, non ha mai tradito la sua vera anima: quella della cronista. Questo nel libro genera una potenza e una forza tale da commuovere il lettore. Faccio la giornalista, mi occupo di giudiziaria, e sono stata molto colpita dalla sua determinazione nell’approcciarsi alla verità, in un tempo in cui questo era molto difficile, e che ha avuto il coraggio di andare contro lo stereotipo dell’uomo ricco e potente. Una determinazione così forte che l’ha portata ad andare contro tutto e tutti e a scontrarsi con i suoi colleghi e con il suo stesso editore, pur di trovare la verità. Alla fine, nonostante le mille difficoltà ci riesce, e credo che questa sia la vera essenza del libro. Un racconto potente che vale la pena assaporare, perché racconta la storia vera di una donna, delle persone che le sono state accanto, e dei sacrifici che ha dovuto compiere per riuscire in un mondo ostile con cui è stata costretta a confrontarsi”.

Tra le inchieste più importanti, e per cui viene più ricordata, quella condotta nel sanatorio femminile dell’isola di Blackwell, in cui si fece internare, fingendosi pazza, per dieci giorni, al termine dei quali pubblicò Ten Days in a Mad-House, libro in cui rivelò i terribili trattamenti a cui lei stessa venne sottoposta insieme ad altre donne con lei internate.

La suacaparbietà le permise di raggiungere tutti gli obiettivi che si era prefissata, da quelli lavorativi, come l’inchiesta condotta nel sanatorio femminile, o nella vita privata, come quando fece il giro del mondo in 72 giorni, tradendo le aspettative del tempo di chi credeva che una donna non potesse compiere un simile viaggio da sola.

“Passione, emancipazione e avventura, questi i tre aspetti che si fondono nella vita della giornalista- come ha affermato Calabresi- e che la avvicinano ancor di più alla nostra attualità”.

Nellie ha potuto raccontare ciò che ha vissuto grazie alla sua esperienza diretta e usando se stessa come mezzo per raggiungere la verità, un po’ come ha fatto la Sarzanini durante il G8, e come lei stessa ha raccontato: “Si può omettere di essere giornalisti solo in alcuni casi. Nel caso del G8 io l’ho fatto non per un atto di eroismo, ma perché avrei potuto capire determinate cose soltanto stando all’interno di quel determinato contesto e con determinate persone, e così è stato. Un giornalista deve sempre mostrarsi a viso aperto, perché se l’interlocutore capisce che sta raccontando la verità, si azionerà un meccanismo per il quale per il lettore sarà più facile fidarsi e per il giornalista ottenere la fiducia, oggi una delle questioni chiave nel modo di fare informazione”.

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