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La didattica a distanza lascia indietro chi ha disturbi dell’apprendimento: la testimonianza

didattica a distanza

Continuiamo ad occuparci di didattica a distanza e dei problemi legati alle scuole chiuse. Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza dell’ Associazione “Happy Family Ro.Ma”, composta da esperti che lavorano nel campo del tutoraggio con bambini e ragazzi dai 6-18 anni

Continuiamo a parlare di scuole chiuse e didattica a distanza, pubblicando la testimoninanza del dottor Massimiliano Toppi, presidente dell’Associazione “Happy Family Ro.Ma” che svolge un prezioso lavoro di tutoraggio per bambini e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e ADHD, che racconta qui l’esperienza dell’Associazione in questi mesi di DDA.

Didattica a distanza: esperimento riuscito?

“In questi ultimi mesi, il Covid-19, ha travolto la nostra quotidianità come un fiume in piena.
In qualità di Presidente dell’Associazione “Happy Family Ro.Ma.” e di tutor dell’apprendimento, ho avuto modo di toccare con mano gli effetti dell’improvviso passaggio dei ragazzi dalla didattica tradizionale a quella a distanza.
La nostra Associazione infatti tra i vari servizi, si occupa di tutoraggio specializzato per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni. In particolar modo ci occupiamo di Bisogni Educativi Speciali, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività).
Sicuramente il passaggio da una modalità all’altra non è stato semplice, probabilmente perché è stato come salire su di un treno in corsa. Era necessario concludere l’anno scolastico interrotto praticamente a fine Febbraio, e ci si è resi conto che non tutte le scuole erano attrezzate tecnologicamente e non tutti i docenti erano pronti a questa autentica rivoluzione.

Dopo le prime settimane di caos, piano piano gli ingranaggi di questo nuovo meccanismo hanno cominciato a girare tra le difficoltà dovute all’attivazione delle piattaforme più idonee per lo studio a distanza, alle quali si sono sommate le difficoltà delle famiglie che rapidamente si sono dovute organizzare per poter seguire i loro ragazzi. In aggiunta a tutto questo, si sono sommate le enormi incertezze circa le modalità di svolgimento dell’ultima parte dell’anno scolastico, degli esami di fine ciclo e di ciò che sarà per il prossimo anno scolastico.
Anche il nostro Centro, è passato dalla modalità semi-individuale in presenza, al supporto tramite videochiamata.


Pur essendo molti dei ragazzi particolarmente inclini all’utilizzo dei mezzi digitali, abbiamo riscontrato, nella maggior parte di loro, una stanchezza sempre più marcata, un bisogno continuo di essere motivati allo studio e cosa forse più preoccupante, una quasi totale assenza di nostalgia delle lezioni in presenza e del loro rapporto quotidiano con i compagni e gli insegnanti.


In questo grande gruppo di alunni, rientrano, come evidenziato dalla dott.ssa Fabiola Basile, neuropsicomotricista, esperta DSA e tecnico ABA del nostro Centro, i bambini e ragazzi con disturbo dell’attenzione ed iperattività. Tale disturbo, consiste in una difficoltà nel mantenere l’attenzione su un dato stimolo, nonché un’eccessiva attività motoria
e/o verbale, che difficilmente si riesce a gestire
; ne deriva un comportamento non sempre adeguato, rispetto al contesto d’inserimento. Nel periodo precedente a questo, gli alunni con ADHD erano seguiti da personale scolastico specializzato, che, in maniera obiettiva e precisa, elaborava un piano educativo personalizzato per far in modo che il bambino raggiungesse tutti i suoi obiettivi, senza confrontarsi, troppo spesso, con il fallimento.


Ma, allora durante il periodo di quarantena, un alunno che difficilmente riesce a stare seduto, come avrà potuto seguire le video-lezioni di almeno un’ora? E senza lezioni, come avrà potuto accrescere il suo sapere? Questi
bambini sono andati incontro ad un periodo carico di frustrazioni, per obiettivi non raggiunti, per attese troppo lunghe, per richieste troppo astratte e lontane.

In questo periodo, nonostante l’impegno massimo di molti insegnanti, questi bambini e le loro difficoltà sono stati dimenticati.

Se siamo tutti così estremamente diversi tra noi, come possiamo pensare di imparare tutti allo stesso modo? Ogni classe è caratterizzata da tanti colori diversi, uno per ogni bambino, come possiamo pensare di insegnare seguendo soltanto la gamma del grigio?


Nella stessa situazione si sono trovati, come evidenziato dalla dott.ssa Rosaria Dell’Acqua, psicologa clinica e scolastica, esperta DSA e mediatrice familiare del nostro Centro, i bambini e ragazzi con DSA. Purtroppo la didattica a distanza non ha tenuto conto dei Piani Didattici Personalizzati, concordati ad inizio anno scolastico dalle scuole e le famiglie, il che ha portato ad uniformare l’approccio didattico a scapito dei ragazzi con difficoltà. Ne è derivato un’inevitabile gravoso impegno per le famiglie, che si sono ritrovate a fare da tutor a questi ragazzi, spesso senza le adeguate strategie e supporti. Inoltre, un approccio così virtuale, ha portato ad una maggiore chiusura emotiva e relazionale dei ragazzi in fase adolescenziale; problema non di poco conto, considerando che la formazione dell’identità personale avviene proprio in questa fase della vita.


Concludendo, da professionisti che si occupano del benessere psico-emotivo-relazionale, crediamo che la didattica a distanza non funzioni per tutti e per quanto possa essere stato un utile supporto in un periodo estremamente complicato, sia altamente auspicabile riuscire a tornare, in sicurezza, alla normalità per il prossimo anno scolastico“.

Massimiliano Toppi

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