Home Fashion Giulia Venturi racconta Ecletta: “L’artigianato mi riporta con i piedi per terra”

Giulia Venturi racconta Ecletta: “L’artigianato mi riporta con i piedi per terra”

376
0
ecletta giulia venturi

La designer Giulia Venturi racconta a TuaCityMag la sua linea di accessori handmade Ecletta: tra grande tradizione made in Italy e contemporaneità

Al civico 70 di Via Vittoria, a pochi passi da Piazza di Spagna, nel quadrilatero della moda romana, sorge Ecletta, l’atelier di Giulia Venturi inaugurato mercoledì 25 settembre. Tutto qui è eclettico, colorato e fuori dagli schemi così come le sue creazioni. Convinta sostenitrice dell’importanza delle contaminazioni, “determinanti– dice- per rendere unico qualcosa”, porta un po’ delle sue radici toscane e della tradizione artigianale della sua terra anche nel suo brand.

I suoi accessori, 100% Made in Italy e fatti a mano, sono un mix di pelli toscane lavorate con una precisione quasi sartoriale e reinterpretati in chiave moderna e contemporanea. Nell’atelier, che per lo stile e le nuance ricorda molto una piccola galleria d’arte, protagonisti sono gli accessori: fibbie e cinture, e le borse, in formato maxi e pochette. È la stessa designer a raccontarci la sua collezione:

“Le creazioni di Ecletta si distinguono per i contrasti dei materiali e le tecniche di lavorazione. La mia è una ricerca che si concentra molto sui materiali. Mi piace la lavorazione dei tessuti, giocare con il pellame double e tutto ciò che si ripiega su se stesso, quindi onde, scaglie, motivi geometrici, tutte fantasie che ho voluto riprodurre nelle mie creazioni. Una borsa secondo me è plasmabile nel momento in cui mette insieme tante cose differenti che non si penserebbe mai di abbinare, come il blu sul nero ad esempio, per scoprire che insieme stanno bene. Sono questi contrasti, di materiali, di colori e di texture per me essenziali, ad emozionarmi e a spingermi a creare”.

Fibbie che riproducono animali come scarabei, rane o coccodrilli si fondono con pelli pregiate e animalier, vernici e texture dai colori intensi che, insieme all’ottone smaltato, creano giochi di luce e si fondono creando uno stile unico, quello dello smart luxury di Ecletta. Ogni creazione è il prodotto finale di una continua e accurata ricerca partita proprio dalle concerie, a cui la Venturi è molto legata:

“Quando sono entrata nelle concerie mi è sembrato di tornare a quando studiavo alla Facoltà di Agraria. Questo mondo e quello dell’artigianato mi riportano con i piedi per terra. Quando mi dicono che sono una stilista io non ci credo, perché mi sento più un’artigiana. Preferisco stare in laboratorio perché mi piace lavorare con gli artigiani, seguire tutta la filiera produttiva, creare e cucire”.

Borse e accessori sono realizzati nel rispetto dell’ambiente e si distinguono per le loro tecniche di lavorazione che rimandano al mondo del fatto a mano, a cui la designer toscana è molto legata.

Laureata alla Facoltà di Agraria, la passione per la moda e l’artigianato arriva, però, solo in un secondo momento della sua vita. Dalla Toscana si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare in alcuni studi di design e capisce che quella è la sua strada:

“Quando mi sono laureata mio marito, che è un musicista (il pianista jazz Danilo Rea ndr), mi ha insegnato che un gioco può diventare una passione, e che da questa puoi creare un lavoro. A me piaceva tantissimo cucire, però sul sartoriale. All’epoca facevo giacche e mi occupavo principalmente di abbigliamento. Dopo il momento di crisi che ci fu in questo settore, scoppiato nel 2008/2009, mi sono detta ‘Voglio fare qualcosa di diverso, voglio creare degli accessori unici’. Da questi sono passata al pellame e lì mi si è aperto un mondo, completamente diverso da quello dell’abbigliamento, settore a cui mi sono dedicata per anni. Mi affascinava il fatto che ogni pelle cambiasse e migliorasse a seconda della sua lavorazione e ho fatto di questo processo uno dei punti chiave per la realizzazione delle mie creazioni. Piano piano questo mondo è diventato qualcosa che ho iniziato a guardare con occhi diversi, ma che per me rappresentava un dejavù con l’agronomo che era in me”.

In un settore come quello della moda l’imperativo è distinguersi ed Ecletta lo sa fare molto bene. L’eclettico si fonde con la tradizione dell’artigianato, punto di forza del marchio e su cui la designer punta tutto, perché è stato il suo punto di partenza ed è fermamente convinta che debba essere qualcosa su cui altri marchi della moda debbano continuare ad investire, come ha voluto sottolineare:

“Sostenere l’artigianato è bello e il prossimo anno vorrei ripetere un progetto che avevo realizzato tempo fa con alcuni artigiani, quando li avevo letteralmente portati per strada e  avevo realizzato con loro dei temporary. È con questi che ho iniziato a farmi conoscere qui su Roma: prendevo degli spazi simili a quello che oggi ospita Ecletta, portavo quattro dei miei artigiani e con loro creavo da zero una borsa, non quella in cuoio classica a cui siamo abituati, a cui aggiungevo elementi più pop e nel mio stile. Il format di fare una borsa veloce era davvero figo ed è una cosa che vorrei riproporre e tornare a fare”. 


Rispondi