sandra milo

Un David di Donatello per Sandra Milo. All’età di 88 anni l’attrice riceve il suo primo premio, che celebra una carriera davvero straordinaria e che, ancora, non si è affatto conclusa.

D’altronde la vitalità di Sandra Milo, nata Salvatrice Elena Greco, fa impallidire ogni pregiudizio sulla terza e quarta età.

Una bomba di energia, d’altronde, questa donna, lo è sempre stata. E ha sempre affrontato carriera e vita con un piglio determinato ma gentile, danzando tra i rovesci del destino e cavalcando l’onda dei giorni migliori.

Come artista, Sandra Milo può vantare 60 anni di carriera luminosa, spesso al fianco o diretta dai più grandi nomi della storia del cinema italiano. Da quando iniziò come modella a Milano, per poi finire a Cinecittà, moltissima acqua è passata sotto i ponti. Quella bellezza bionda e indiscutibile si è calata in mille ruoli, raccontando mille donne, mille storie. In tutto, sul suo curriculum ha 70 set. Set importanti, diretti da gente come Roberto Rossellini, Dino Risi, Antonio Pietrangeli, Luigi Zampa, Sergio Corbucci, Gabriele Salvatores, Gabriele Muccino e tanti altri.

Certo, colui che l’ha resa un’icona è stato Federico Fellini, di cui, ha ammesso Sandra Milo stessa, fu per anni musa e amante. Quella bellezza burrosa, bionda, ironica e disinibita, era una creatura perfetta nell’immaginario onirico del regista La Dolce Vita.

Per 8 e ½ e Giulietta degli Spiriti vinse due Nastro d’Argento per la miglior attrice non protagonista e fu consacrata femme fatale del cinema italiano. Impossibile elencare tutti i titoli che vennero dopo quelli.

Nel frattempo è diventata madre e nonna, ha avuto due matrimoni e molti amori. Il più illustre, oltre a Fellini, quello con Bettino Craxi negli anni’80.

La Milo, oltre al cinema, è stata protagonista anche in tv e in teatro e anche di un documentario in cui Giorgia Wurth ha raccontato la sua vita. Sul palcoscenico, come sul set, lavora ancora, e il prossimo impegno la vedrà protagonista, il 15 maggio a Milano della piece Ostriche e Caffè Americano.

Prima però, l’11 maggio, passerà a ritirare il meritato David di Donatello alla carriera.

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