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Crudelia, intervista ai Maneskin voci italiane del film

Crudelia intervista Maneskin

Esce oggi in sala Crudelia, il live action che racconta le origini di una delle più potenti figure di antagoniste mai partorite da casa Disney: Crudelia Demon.

Ma chi era Crudelia prima di diventare la famelica cacciatrice di pellicce di dalmata che molte generazioni conoscono? Cosa si nasconde nel suo passato? Quali esperienze l’hanno portata a diventare una cattivissima lei?

A tutte queste domande risponderà il nuovo film, tragrato Disney, attesissimo per molti motivi.

Uno di questi motivi ha il nome di Maneskin. Freschi trionfatori dell’Eurovison Song Contest con la loro Zitti e Buoni che, dopo averli fatti vincere a Sanremo li ha portati sul tetto d’Europa, i Maneskin hanno prestato le loro voci per dei cammeo nella versione italiana di Crudelia.

In particolare, ad essere stati coinvolti dalla produzione di Crudelia sono stati Damiano e Victoria.

Damiano dei Maneskin in Crudelia ha un doppio cameo. Presta, infatti, la sua voce a Jeffrey (Andrew Leung), l’assistente della Baronessa von Hellman (Emma Thompson).

Ma è anche protagonista del cameo musicale di Artie (John McCrea), il proprietario di un negozio di abbigliamento vintage di Portobello Road, che entra nella vita di Estella in un momento cruciale. Il pubblico potrà riconoscere la voce inconfondibile di Damiano in alcuni versi di “I Wanna Be Your Dog” del gruppo rock The Stooges, il brano che Artie interpreta durante una sfilata.

Victoria dai Maneskin presta invece la voce a una fashion reporter, che riporta in televisione le gesta di Cruella.

Ma come hanno vissuto questa nuova esperienza i ragazzi d’oro della nuova musica italiana? A raccontarlo sono proprio loro.

C’è qualcosa in cui vi rivedete, nella storia di Crudelia?

” Se vogliamo trovare un punto in comune tra la storia dei Maneskin e quella di Crudelia, questo è sicuramente la determinazione in quello che facciamo.” Racconta Damiano David. “Lei è molto testarda e determinata in quello che fa, e lo siamo stati anche noi! Il punto di svolta per noi è stato quando abbiamo deciso di provare a suonare per strada. E’ in quel momento che ci siamo accorti che quello che facevamo in qualche modo funzionava”.

Il film oltre alla storia è notevole per l’ambientazione: la Londra degli anni ’70, quale musicista non avrebbe voluto vivere in quel posto in quegli anni, voi che rapporto avete con questa città?

“Abbiamo avuto modo di conoscere abbastanza bene Londra. Ci siamo stati un pò di tempo e abbiamo avuto modo di esplorarne l’ambiente musicale, sopratutto la scena punk che lì ancora è molto presente. Un’ esperienza molto importante per noi, da cui abbiamo poi preso molta ispirazione per scrivere la nostra musica. Gli anni ’70 poi, sono un periodo ricchissimo in cui nascono tanti imput e tante influenze che sono spunti preziosi ancora oggi per tanti artisti”.

Come è andata l’esperienza del doppiaggio?

“Era la nostra prima esperienza, quindi il nostro approccio è stato, innanzitutto, quello della curiosità. Eravamo interessati a capire tutto, come si fa, come funziona dietro le quinte. E’ stato molto molto divertente”.

Il film è ambientato nel mondo della moda, i costumi sono pazzeschi, anche voi siete molto attenti alla moda, vi siete particolarmente divertiti?

“Per noi il look e il vestiario sono una cosa molto importante. Ci divertiamo tantissimo a sperimentare e ad esprimerci anche, attraverso questa che è comunque una forma d’arte. E anche quando andiamo sul palco e suoniamo, il look aiuta a trasmettere un determinato messaggio e a creare un determianto mood

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