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CRISTINA DI SVEZIA: UNA RAGAZZA TERRIBILE

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Fu una ragazza terribile, la regina Cristina di Svezia: personalità complessa, anticonformista, di intelligenza e curiosità insaziabile, la regina scandinava, dopo aver dato scandalo in patria e insofferente dei doveri di corte, abdico’ in favore del cugino e, pur vagando per molti anni in giro per l’ Europa, trovò nella Roma barocca, la sua patria di elezione.

L’Urbe su cui regnava Alessandro VII Chigi, accolse la regina convertitasi dal protestantesimo al cattolicesimo, trionfalmente, circa 350 anni fa, la prima volta che entro’ in città da Porta del Popolo (sulla quale, per mano dell’ amico Bernini, rimane ancora oggi traccia dell’ evento).

L’ entusiasmo del papa e della corte pontificia fu, all’inizio, di matrice politica: una sovrana nordica che si convertiva in quei tempi di stragi fra cristiani, era un gran colpo diplomatico, ma l’ entusiasmo per l’ ospite di riguardo, contagiò presto artisti e intellettuali della città eterna, per ben altri motivi, e Cristina ebbe presto un posto centrale nei giorni e nelle notti romane.

Della sua attivissima vita in città, molte sono le tracce rimaste, quella più stupefacente è senz’altro legata all’incredibile storia della palla di cannone di Villa Medici. La sovrana aveva un appuntamento presso la Villa con il suo amico, confidente e secondo molti, amante, il cardinale Decio Azzolino, ma l’incauto cardinale non si presentò e, secondo l’ aneddotto, la sovrana, furiosa per lo smacco, corse a Castel Sant’Angelo e sparò una cannonata in direzione del luogo del mancato appuntamento, colpendo il portone di bronzo su cui tuttora si può notare un’ammaccatura tonda. La stessa palla di cannone sarebbe stata poi usata a sostenere lo zampillo della fontana che si trova di fronte l’entrata del palazzo.cristina

Un episodio, che da secoli i romani si tramandano, tanto per dare un piccolo indizio della personalità “fumantina” della nobildonna, che girava per Roma in sella al cavallo disdegnando le lussuose e ben più comode carrozze a sua disposizione, ed era famosa per la sua stravanza e anche per i suoi interessi esoterici che comunque, non le hanno impedito di essere a tutt’oggi l’unica donna sepolta nelle Grotte Vaticane.

La cultura, la curiosità onnivora e la sconfinata fame di sapere di questa donna, è un’altra delle caratteristiche che si portò a Roma e che segnò la vita della Capitale di quegli anni. La regina che aveva chiamato, ancora ragazza, alla sua corte, Cartesio, perché le insegnasse un po’ di teologia e tanti altri importanti intellettuali, provò a fare, con successo, a Roma, quello che aveva fatto a Stoccolma: circondarsi delle menti più brillanti e creative dell’ epoca. Poeti, filosofi, scrittori, architetti, attori, danzatori, si ritrovarono tutti intorno a lei, questa nobildonna libera e poco incline a seguire cerimoniali, che conquistò la città dal suo palazzo della Lungara (palazzo Corsini, oggi sede del giardino botanico), dove fondò il primo nucleo di quella che è la più antica accademia letteraria d’ Italia, l’ Arcadia.

Fu una grande avventura la vita movimentata e piena di questa donna emancipata (tanto da abdicare in modo da non essere costretta al matrimonio per ragioni di stato), che tanto visse, tanto spese, tanto combatté, tanto viaggiò, tanto fu amata, invidiata e criticata e tanto, in sostanza, si divertì.

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