covid spallanzani risponde

In un momento di grande confusione come quello che stiamo vivendo, abbiamo tutti tante domande e tanti dubbi sul nemico che stiamo combattendo ormai da mesi e che sta condizionando in molti modi le nostre vite, il Covid. Per cercare di venire incontro all’esigenza di capire davvero qualcosa e come comportarci nella maniera più giusta, l’Ospedale Spallanzani ha lanciato sulla pagina facebook una rubrica in diretta “Spallanzani Risponde“. Gli esperti dell’Istitutto Nazionale Malattia Infettive, saranno a disposizione una volta a settimana per chiarire tutti i dubbi degli utenti in tema Covid. La diretta è prevista il mercoledì sulla pagina facebook dello Spallanzani, e chiunque voglia inviare un questito può farlo utilizzanto l’indirizzo comunicazione@inmi.it.

A rispondere per la prima diretta, sono stati la Direttrice Generale dell’Ospedale Spallanzani dott.ssa Marta Branca e il Direttore del Dipartimento Clinico dott. Nicola Petrosillo. Ecco le domande arrivate e i chiarimenti dati.

Ho un parente ricoverato per Covid, come fare per andarlo a trovare?

In questo periodo tutte le persone ricoverate per Covid sono in isolamento e non è opportuno che parenti e amici li vadano a trovare. Per la loro sicurezza, perchè bisogna indossare dispositivi di protezione individuali che devono essere utilizzati in maniera prioritaria dal personale sanitario, per essere sicuri che non vengano a mancare. Oltre alla sicurezza dei visitatori, si tutela così, ovviamente, anche la sicurezza dei ricoverati.

Lo stesso atteggiamento è necessario tenerlo non solo con i malati ospedalizzati, ma anche con chi è in isolamento a casa. Non andate in case in cui ci siano pazienti Covid, che comunque devono rimanere in una stanza a parte, isolata, possibilmente usare un proprio bagno o, qualora non sia possibile, condividerlo ma sanificarlo ogni volta. Portategli da mangiare, lasciandolo davanti alla porta. E’ importante evitare contatti anche quando si è isolati a casa.

Per avere notizie di amici o parenti ricoverati, basta rivolgersi al reparto, telefonare. L’ospedale Spallanzani ha dotato i reparti di tablet, in modo che i pazienti meno gravi, che non sono in terapia intensiva e che non hanno il telefonino, possano comunque collegarsi con la famiglia per raccontare come stanno.

Si guarisce dal Covid?

Si tratta di un’infenzione virale, circa il 60% delle persone che contrae il Covid è asintomatico. C’è una quota intorno al 25-30% che ha una sintomatologia, che può essere più o meno grave, con sintomi come la famosa polmonite interstiziale. Queste persone necessitano di un ricovero ospedaliero e di terapie. Ancora non esiste una terapia specifica per il Covid che uccida il virus e permetta la guarigione instantanea, però ci sono tante terapie di supporto come cortisone, eparina e lo stesso ossigeno. La maggior parte delle persone guarisce, senza troppi residuati.

Il vaccino antinfluenzale protegge contro il Covid?

Il vaccino antinfluenzale non protegge contro il Covid perchè protegge appunto contro l’influenza, che è un’altra patologia ma con sinotmi che sono simili al Covid. E’ quindi molto importante fare il vaccino antinfluenzale, sopratutto per le categorie più a rischio, o per gli over 65 o per chi ha già patologie, per evitare che si verifichi il picco influenzale, con maggior aggravio per i pronto soccorso. Fare il vaccino antinfluenzale serve per evitare il rischio che i pronto soccorsi e gli ospedali non riescano a tenere testa alla necessità di assistenza.

Quando ci si deve preoccupare, se si è avuto un cantatto con una persona con Covid?

La parola ‘contatto’ ha varie sfumature. Il contatto non vuol dire solo essere vicini ad un’altra persona infatta, ma servono altre condizioni. Per esempio, se sono vicino, a meno di un metro alla persona con covid e non ho la mascherina, ho un contatto a rischio. Importante è anche la durata dell’esposizione: una cosa è un contatto fuggevole di qualche secondo, altra un contatto lungo di 10-15 minuti, ovviamente molto più rischioso. Se ci si rende conto di aver avuto un contatto a rischio bisognerebbe isolarsi per il periodo di incubazione del virus, due settimane. Nel caso in cui compaiano sintomi (tosse, febbre, perdita dell’olfatto) è il caso di attivarsi chiamando il medico.

A cosa serve il saturimetro?

Si tratta di un piccolo strumento che va a contatto con il dito e serve verificare come i polmoni rispondono al Covid misurando la quantità di ossigeno nel sangue in percentuale. Se la percentuale risulta sotto il 95% è bene chiamare il medico. Una percentuale inferiore al 93% è un dato molto preoccupante

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