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COSA PENSANO I ROMANI DI ROMA? OK CULTURA E SICUREZZA, UN INCUBO I SERVIZI

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Cosa pensano i romani di Roma? Uno studio presentato in Campidoglio svela che percezione ha, della città eterna, chi ci vive.

Innamorati della città e del suo patrimonio artistico e culturale, per nulla ossessionati dalla carriera, stremati dall’inefficienza dei servizi pubblici. Ecco cosa pensano i romani di Roma. Lo svela un rapporto commissionato dal periodico Panorama, in occasione della tappa romana del progetto itinerante, Panorama d’ Italia.

I risultati sono stati presentati in Campidoglio, alla presenza della Sindaca Virginia Raggi.

La percezione che hanno i romani di Roma non è così tragica come si pensa, forse, all’esterno. I cittadini interpellati dal sondaggio, si sono equamente divisi tra quelli che, pensando all’urbe dove gli è toccato di nascere o anche solo di vivere, prova sentimenti positivi (il 56 per cento) e chi, invece, al solo pensiero dello stato della città si mette le mani nei capelli, collegandola a un senso di frustrazione e aggressività (il 44 per cento degli intervistati).

Di sicuro, in cima ai motivi di orgoglio e di benessere dei romani c’è la cultura, il patrimonio artistico ereditato da millenni, ma anche la vita culturale romana contemporanea.

I romani, secondo questo sondaggio, amano la vita sociale della città e non sono per niente ossessionati da carriera e lavoro, o comunque, lo sono molto meno che in altre città d’Italia. Il lavoro, per i romani intervistati, rimane uno strumento di sostentamento, ma al centro della vita ci sono altri valori. Al primo posto famiglia e sentimenti. Segue, l’abbiamo detto, la vita sociale e la cultura. Arranca in città il fascino delle nuove tecnologie, che non risvegliano particolari passioni nel capitolino medio.

Dato in controtendenza rispetto alla media nazionale anche quello relativo a sicurezza e immigrati. I romani intervistati, in maggioranza si sentono al sicuro nella loro città, e non credono che la presenza di immigrati minacci il lavoro degli italiani.

Insomma, un quadretto che si potrebbe definire idilliaco. Quindi i romani sono felici della loro città? Lo sarebbero forse, se non fosse per le tante croci delle loro vite quotidiane, rappresentate dal disastro in cui versano i servizi pubblici in città.

Podio, meritatissimo, e certo scontato, per il trasporto pubblico, la nettezza urbana, il traffico e la pietosa condizione delle strade.

Su questo i romani non hanno dubbi. E non si sorprende dei risultati la sindaca Virginia Raggi che così li commenta:

“. Sull’ interesse per la vita culturale della città abbiamo a testimoniare il successo della Mic card, la carta che abbiamo lanciato solo qualche mese fa e che permette a romani e residenti l’ingresso gratuito ai nostri musei. Abbiamo raggiunto già numeri insperati al momento del lancio. E non mi sorprendono nemmeno le risposte sui servizi: è il nostro tallone d’Achille, ci stiamo lavorando perché sappiamo che c’è tanto da fare per cambiare quel settore. Non sarà subito, ma la strada la stiamo già imboccando.”

E quando era una semplice cittadina che percezione aveva Virginia Raggi della città, e che percezione ne ha ora, che la amministra?

“Prima di diventare sindaca pensavo che Roma fosse una città difficile da amministrare, allo sbando e sfiduciata. Oggi, da sindaca, posso confermare la difficoltà enorme di governarla, ma devo dire che, da quando ho assunto il mio incarico, ho cambiato del tutto idea sul fatto che i romani siano rassegnati. Questa città non è affatto rassegnata, è piena di cittadini interessati e attivi e sì, anche molto critici. Ma se qualcuno critica vuol dire che è interessato all’oggetto della critica e ne contribuisce al miglioramento. Da quando sono sindaca mi sto confrontando con una generale voglia di miglioramento e riscatto della città.”

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