coronavirus vaccino

Per battere il Coronavirus serve il vaccino. E nella corsa in cui sono impegnati tutti i laboratori del mondo, a tagliare per primo il traguardo potrebbe essere un centro di ricerca alle porte di Roma

E’ una corsa contro il tempo. Una corsa, che, secondo qualcuno può addirittura definirsi sfrenata, se è vero che sfida anche i tradizionalmente lunghi e rigidissimi tempi della sperimentazione. Parliamo della corsa che è stata imposta ai laboratori di tutto il mondo dal dilagare del coronavirus, la corsa al vaccino.“Il vaccino dev’essere sperimentato attentamente”, ammonisce Marc Lipsitch, epidemiologo della Harvard Chan school of public health di Boston, “e non va lanciato solo perché tutti lo chiedono a gran voce vista l’epidemia in corso”.

Eppure la corsa sembra ormai contro il tempo. Al momento, sono una cinquantina i vaccini che si prefiggono di diventare l’arma di difesa definitiva contro la minaccia del Covid.

Come vi avevamo raccontato qualche settimana fa (qui), tante sono le speranze che il mondo intero ripone nel lavoro degli scienziati che stanno lavorando nei laboratori di ogni angolo del globo per trovare la formula che possa liberare l’umanità dall’incubo che sta vivendo. Tra i laboratori più attivi anche quelli italiani. Uno, in particolare, considerato un centro d’eccellenza, che si trova proprio alle porte di Roma.   L’ Advent-Irbm di Pomezia è un laboratorio che ha, tra l’altro, al suo attivo, il fatto di aver trovato il vaccino per il terribile virus Ebola, e di aver lav orato molto su quello contro la Sars. Ora l’azienda punta a sconfiggere il Coronavirus e il vaccino elaborato nei laboratori laziali sarebbe ormai quasi pronto per la fase di sperimentazione sull’uomo. Ad annunciarlo è stato l’ad di Irbm Piero Di Lorenzo che ha dichiarato all’Ansa:

“In virtù dei dati acquisiti nelle ultime settimane, il primo lotto del vaccino messo a punto dalla partnership Advent-Irbm con lo Jenner Institute della Oxford University partirà da Pomezia per l’Inghilterra, dove inizieranno i test accelerati su 550 volontari sani”. Inoltre, “si prevede di rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”. Di Lorenzo assicura inoltre:  “Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in Inghilterra ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”.

Non rimane che aspettare e continuare a sperare.

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