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Coronavirus, Carlo Verdone “Quando finirà voglio viaggiare per tutta Italia”

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I giorni difficili del Coronavirus ma anche le prospettive per quello che verrà dopo, raccontati da Carlo Verdone, tra riflessioni e speranze

“Vi consiglio, per rilassarvi, della buona musica, classica ma non solo. E poi, le letture, se volete più forza nello spirito e volete riflettere bene, leggete Seneca, “Lettere a Lucilio””.

Due armi contro la noia da quarantena e l’angoscia di questi giorni surreali suggerite da Carlo Verdone. L’attore romano ha aderito a “Prima e dopo il Virus: parla il cinema italiano”, l’iniziativa della Fondazione Cinema per Roma a cura di Mario Sesti, che ha deciso di coinvolgere i professionisti del grande schermo, il cui mestiere è raccontare, per narrare appunto questi giorni di emergenza coronavirus, ma anche per riflettere su mutamenti e prospettive. Il primo ad aver dato volto e pensieri all’iniziativa è stato appunto Carlo Verdone che inizia le sue riflessioni spostando l’attenzione dalla contingenza dell’emergenza coronavirus a problemi più ampi, di cui, questo contagio, di fatto, è figlio. Dal salotto di casa, l’attore romano esordisce:

 “Cosa posso consigliare in questi giorni così particolari? Beh, sicuramente, di riflettere molto su tutto quello che di sbagliato il mondo ha fatto negli ultimi decenni. Riflettere sul fatto che ci dobbiamo dare da fare sul clima, combattere, perché tutto parte da una violenza che noi abbiamo fatto alla terra, pensate agli incendi in Australia, alle foreste abbattute in Amazzonia,  alla plastica nei mari, alla quantità di aerei che inquinano l’aria. Abbiamo fatto un disastro”.

Per quanto riguarda le sue personali strategie di sopravvivenza all’emergenza coronavirus e alla conseguente necessità di rimanere in casa, il regista romano non ha dubbi nel suggerire tanta buona musica rilassante e i pensieri illuminati dello stoico Seneca: chi meglio di lui può insegnarci la resilienza?

Di certo, questo periodo surreale finirà, e il primo desiderio che ha Carlo Verdone, per i giorni in cui tutti ci butteremo alle spalle l’incubo Coronavirus è semplice e di certo condiviso da tantissimi

“Per quando torneremo alla vita normale e tutta questa angoscia sarà andata via, io ho voglia di stare all’aperto, di viaggiare, ho voglia di andare al nord Italia, al sud Italia, voglio accarezzare e ringraziare il mio paese così violentato da questo terrore. E mi per me sarà fare un atto di grande amore di grande affetto viaggiare in Italia a scoprire luoghi che non conosco del mio paese”.

E come se lo immagina Carlo Verdone il mondo post coronavirus?

“Indubbiamente questa cosa cambierà il modo in cui stiamo con gli altri, avremo una gran voglia di stare in mezzo alle persone, ma nello stesso tempo sentiremo il bisogno di usare molta cautela, probabilmente diventeremo molto più disciplinati”.

E il cinema italiano? Come cambierà? Come reagirà a questi giorni infinit, cupi e ansiogeni che stiamo tutti combattendo? Carlo Verdone ha le idee chiarissime:

“Per quanto riguarda il cinema, credo che il pubblico e anche noi autori sentiremo il bisogno di grande leggerezza e di grazia. Quindi affronteremo temi in cui leggerezza, divertimento, grazia saranno centrali, non avremo bisogno di film emotivamente catastrofici, perché già stiamo vivendo questo periodo che è un brutto film e non ne vogliamo più vedere”.

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