aprire pelletteria

Per gli amanti della pelle e delle manifatture aprire un negozio di pelletteria potrebbe essere un sogno, spesso considerato utopistico o accantonato per vari motivi. Se si posseggono le giuste conoscenze e un’adeguata passione rispetto a questo tipo di materiale e, più in generale, per il settore, trasformasi in imprenditori e decidere di fondare una propria boutique potrebbe rivelarsi la soluzione più adeguata.


La pelle è un prodotto molto pregiato, in grado di portare ingenti guadagni. In particolare, permette di offrire sul mercato prodotti molto diversi fra loro, e quindi di raggiungere anche una clientela più ampia.

Tra questi, quelli maggiormente diffusi e apprezzati sono sicuramente le borse di pelle, le cinture, diverse calzature, abbigliamento e accessori come, ad esempio, i portafogli. La qualità e la resistenza della materia prima permette a questa vasta gamma di articoli di essere sempre di moda e ricercati in tutto il mondo. Di seguito andiamo a svelare come aprire un negozio di pelletteria attraverso alcuni passaggi fondamentali e rispetto alle proprie esigenze e disponibilità.

Aprire una pelletteria: pre-requisiti


Prima di tutto bisogna valutare di possedere una serie di qualità in quanto persone (e soprattutto come imprenditori e lavoratori del materiale).

Le capacità manuali e l’esperienza con la lavorazione della pelle sono la base di tutto.

Un’iniziativa commerciale, inoltre, richiede un minimo di conoscenze in ambito imprenditoriale, dato che bisognerà prendere diverse decisioni durante il proprio percorso. È importante, infatti, saper svolgere delle ricerche di mercato di vario tipo, conoscere la concorrenza e la propria potenziale clientela, ma anche le principali strategie di marketing. Le doti relazionali e la professionalità sono, inoltre, sempre d’aiuto e molto valide.
Un capitale iniziale (seppur piccolo) è richiesto e fondamentale.

Aprire una pelletteria: primo step


Il primo passo da muovere in questo campo è quello di individuare con precisione il luogo dove si ha intenzione di far sorgere il proprio negozio.

È un passaggio molto importante e potrà avere influenza (sia positiva che negativa) sul flusso di clienti e la loro fidelizzazione. Una boutique situata nel centro di una città, piuttosto che in una zona commerciale e con un via vai ingente di persone può far decollare la propria attività. La visibilità è fondamentale e, già da questo primissimo step, è possibile prevedere il volume degli affari.


È necessario un periodo di studio del territorio, il quale richiede tempo e pazienza, ma anche capacità di non arrendersi di fronte agli imprevisti. Le soluzioni più semplici che verranno proposte saranno spesso quelle più economiche, ma nel tempo porteranno a un minor guadagno e a una minore popolarità. Un investimento iniziale per creare un negozio situato in un luogo più centrale con le sopracitate caratteristiche è sicuramente un buon investimento.
Avviare un’attività in una zona con bassa concorrenza è un altro vantaggio da tenere nel conto e sfruttare.

Secondo step: individuare l’opportunità migliore


Una delle metodologie più convenienti e sicure per sviluppare il proprio business (almeno in un primo momento) è quella del franchising. Il franchising assicura un percorso di formazione e permette di gestire un negozio di una catena già affermata accumulando parecchia esperienza utile. La casa madre, inoltre, fornisce importanti attrezzature, tra cui gli arredi del negozio e assistenza in ambito amministrativo e fiscale.


In questo caso non è necessario possedere competenze o doti specifiche e risulta molto semplice accedere a questa tipologia di opportunità.


Nonostante operare in affiliazione con un marchio famoso sia un buon primo passo nel settore, le regole da seguire sono dettate dalla casa madre e sono molto ferree, al fine di ridurre al minimo il rischio. Non tutti, però, sono disposti a cedere completamente il proprio potere decisionale a terze parti e a sottostare alle loro condizioni.


L’alternativa a questo tipo di attività è proprio quella di aprire un negozio in proprio: in questo modo la scelta riguardo qualsiasi tipo di questione sarà personale e basata sul proprio gusto.

Permette di avere un margine di guadagno superiore rispetto all’opzione del franchising, ma prevede anche maggiori difficoltà, tra cui trovare dei fornitori che reperiscano dei materiali di qualità, raggiungere la clientela attraverso pubblicità e sponsorizzazioni, oltre che doversi impegnare a lungo per farsi conoscere. Bisogna calcolare anche queste spese e valutare se si hanno le capacità adatte.


Prima di aprire un’attività in proprio è bene informarsi su eventuali finanziamenti disponibili, in modo tale da poter accedere a dei vantaggi dal punto di vista finanziario.

Burocrazia


Per lanciare questo tipo di business è prevista l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle imprese (presso la Camera di Commercio), le aperture delle posizioni INPS e INAIL e la comunicazione al comune di inizio attività.
Una procedura veloce e semplificata è la Comunicazione Unica d’Impresa, utile per adempire agli obblighi di legge nei confronti dei sopracitati enti.
Una buona scelta può anche essere quella di farsi aiutare da un commercialista per non commettere errori in questa fase.

Esempi di pelletteria di successo


La pelletteria italiana è da sempre considerata come un’eccellenza, richiesta e apprezzata in tutto il mondo. Sulla base di diversi fattori, tra cui il prestigio, il rapporto qualità/prezzo e la durabilità è possibile individuare i prodotti che fanno parte della migliore pelletteria italiana.

Ma quali sono i marchi che hanno trionfato nel settore? Di seguito è riportata una breve lista (anche se non esaustiva in quanto l’analisi sarebbe molto più complessa) di alcuni brand produttori e venditori di pelletteria riconosciuti a livello mondiale per il loro operato eccellente.Tra questi: Antony Vinny, Basile, Cavalli Class, Coveri, Gai Mattiolo, Grimaldi, Laura Biagiotti, Milano, Monica Narducci, No Limits, Oxus, Pierre Cardin, Roncato, Sergio Tacchini, Uggari.

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