willy
foto: pagina facebook Federazione Pugilistica Italiana

La mamma di Willy, sguardo basso e lontano, spalle chiuse, stringe forte la cintura di ‘Campione di vita’. E’ l’ennesimo atto di solidarietà, l’ennesimo modo im cui il mondo esterno vuole stringersi intorno a lei e a tutta la sua famiglia e prova a parlare della fine feroce e ingiusta di suo figlio, per non dimenticarla. La cintura la porta in casa Monteiro a Paliano un campione di pugilato, Cristopher Gringo Modogno, tra i promotori dell’iniziativa.

Il titolo che la federazione pugilistica italiana ha voluto assegnare a Willy Monteiro è Cintura di “Campione di Vita”

“per il coraggio dimostrato nel difendere un amico dall’assalto di quei quattro che poi, accanendosi su di lui, lo hanno ucciso . Un Nobilissimo Gesto che gli è costato la vita… Un gesto che solo i Pugili nell’anima sono capaci di Fare…”

Una cintura che serve anche a ricordare che la violenza inumana con cui è stata spezzata la vita di Willy non ha niente a che fare con gli sport e in particolare con gli sport di contatto. L’associazione subito fatta tra la ferocia dei picchiatori e la loro passione per l’MMA una disciplina molto dura che mischia pugilato e jujitsu, non è la spiegazione che possiamo accettare.

Lo ripetono da giorni, i fighters che praticano l’MMA in tutta Italia, a iniziare dal più famoso, Alessio Sakara che ribadiscono una regola che tutti i praticanti degli sport di contatto conoscono perfettamente: “Fuori dalla palestra, le mani non si menano, oppure si menano solo per difendersi”.

Perchè gli sport sono effettivamente sempre lezioni di vita, e ha ragione la federazione pugilistica. L’unico vero campione nella tragica notte di Colleferro, è stato Willy che con il suo coraggio da leone non ha avuto paura di sfidare chi stava sfogando la violenza contro un suo amico.

I riconoscimenti, i gesti di solidarietà, le cinture di ‘Campione di Vita’, no riporteranno Willy a casa, ma ogni gesto ci renderà più difficile dimenticare


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