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Codice Rosso: Il revenge porn è reato

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Varato ieri il nuovo pacchetto di misure contro la violenza sulle donne. Con il Codice Rosso, denunce più facili, pene più severe e il revenge porn è, finalmente, reato.

Denunce più veloci, pene inasprite e una novità attesissima: il revenge porn diventa reato.

In questa calda estate in cui le pagine di cronaca ci ricordano tristemente dell’emergenza della violenza di genere, arriva il Codice Rosso.

Si tratta di un pacchetto di misure pensato per contrastare la violenza sulle donne che da oggi entra in vigore.

Molte le novità che puntano a sveltire la burocrazia nei casi in cui la donna arrivi a denunciare il suo aguzzino e ad inasprire le pene per tutte le forme di violenza comprese quelle più nuove, come il revenge porn.

La vittima di violenza di genere in ambito famigliare o relazionale da oggi ha un anno di tempo per denunciare il suo aguzzino, non più sei mesi.Inoltre, una volta denunciato, le donne vittime di violenza avranno una sorta di corsia preferenziale che velocizzerà i passaggi burocratici per essere ascoltate in tempi ragionevoli dai pm: tre giorni.

Una misura importante questa introdotta dal codice rosso, perchè dopo la denuncia le vittime di violenza di genere corrono, statisticamente, più rischi.

Pene inasprite per ogni tipo di molestia e violenza sulle donne.

Per il reato di stalking le pene aumentano e si rischia da uno e sei anni di carcere, per lesioni permanenti sul viso (leggi i tanti casi di sfregio con l’acido), la condanna varia da otto a quttordici anni. Per la violenza sessuale da oggi si rischiano di sei a dieci anni.

La novità più grande però è quella che riguarda la piaga del revenge porn che da oggi, finalmente, diventa reato. Con l’introduzione del Codice Rosso si rischiano da uno a sei anni di carcere e multe fino a quindicimila euro diffondendo video e foto privati senza il consenso di chi vi è ritratto. Una pratica che viene usata per vendicarsi di relazioni finite male, ma non solo.Da oggi rischiano pene e multe anche i destinatari di video e foto diffuse senza il consenso di chi vi è ritratto.

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